Cronaca Bianca

S.MARIA C.V. Ve lo spieghiamo col cucchiaino il perché la sorella di Stellato e tutti gli altri dipendenti Cub non possono essere assunti da Di Muro

I nostri lettori più attenti, la minoranza che legge i nostri articoli fino all'ultima riga, queste cose le sanno già. A palazzo Lucarelli, dove al massimo "si guardano le figure" c'è bisogno di un supplemento di documentazione. Ed eccola, allora, la risp


S.MARIA C.V - La pubblicazione, da parte del comune di S.Maria C.V. dell'elenco di coloro che richiedono l'assunzione con la mansione di istruttori amministrativi, ci permette di tornare, adattandolo al caso locale, a una questione che abbiamo trattato a lungo e approfonditamente nel corso dei mesi scorsi, quando ci siamo occupati del destino misero degli attuali dipendenti del consorzio unico di bacino, dei rifiuti di Napoli e Caserta, divenuti dei veri e propri fantasmi. Tra i richiedenti, oltre ai nomi noti di Francesca Stellato, sorella di Giuseppe Stellato, zia di Pasquale Stellato, cognata di Camilla Sgambato, e quello di Enrico Bovienzo, nipote del sindaco di Curti, Domenico Ventriglia, ci sono anche altri dipendenti del Cub che hanno chiesto il trasferimento in mobilità a S.Maria Capua Vetere. Come abbiamo scritto un paio di giorni fa, questa è una vicenda disgraziata, perché negli anni, in provincia di Caserta, sin dai tempi dei consorzi d'ambito o dei loro bracci operativi, si è assistito ad una migrazione di personale, anche di tipo dirigente in enti importanti, quali l'amministrazione provinciale e diversi comuni. Da qualche mesi, dopo il salvataggio della signora Del Vecchio, che è riuscita a svignarsela in un comune della provincia di Salerno, il flusso si è bloccato e le porte si sono chiuse, perché qualcuno si è posto, finalmente, il problema del dettato legislativo contenuto nell'artico 2 del D.lgs 267 del 2000, testo unico sugli enti locali, e negli articoli 1 e 30 del D.lgs 165 del 2001. Da questo combinato disposto, salta fuori che se è vero che anche i consorzi, partecipati da enti locali, possano essere inglobati nell'ambito di applicazione delle norme sulla mobilità del personale, è anche vero che da questo novero vanno esclusi i consorzi "che gestiscono attivita' aventi rilevanza economica ed imprenditoriale e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali." I consorzi dei rifiuti, sia quando questi erano plurimi e distribuiti sul territorio casertano, sia quando sono stati riuniti nel Cub, appartengono proprio alla categoria degli enti partecipati "aventi rilevanza economia ed imprenditoriale". Per cui, i dipendenti non potrebbero transitare dai suoi organici a quelli di enti pubblici territoriali. Ecco perché, l'assessore regionale Nappi ha atteso invano, dal governo Letta, un decreto che limasse e modificasse l'ambito di applicazione descritto dall'articolo 2 del D.lgs 267, riconoscendo acnhe a questo tipo di consorzi lo stato di ente pubblico a tutti gli effetti. In passato, è successo praticamente di tutto e quei passaggi, verificatisi a centinaia, sono sicuramente illegittimi. E questo è ancor più vero nel momento in cui ci si imbatte in risposte, come quella da noi pubblicata 3 o 4 mesi fa, che qualche comune ha dato a dipendenti del Consorzio rifiuti con volontà di trasferimento. L'abbiamo pubblicata e la ripubblichiamo oggi, per far capire che questa operazione che ha in testa il comune di S.Maria C.V, altri comuni importanti non l'hanno potuta realizzare. Ecco ciò che scrive, ad esempio, il comune di Torre del Greco: Oggetto: mobilità volontaria per l'assunzione di due Istruttori Tecnici cat. C1 Dipendente del Consorzio Unico di Bacino. Si comunica che la sua istanza di mobilità per l'assunzione di cui all’oggetto non è ammissibile, in quanto, attesa la provenienza, sussiste il difetto dei presupposti previsti dagli artt. 1, 30 e seguenti del D.Lgs. 165/2001 e art. 2 del D.Lgs. 267/2000. Eventuali controdeduzioni possono pervenire entro 15 gg. dalla data >odierna, anche con lo stesso mezzo Firmato dirigente personale comune Torre del Greco dr. Francesco Panariello G.G.