Politica

SAN TAMMARO, CARNEVALE E PARENTOPOLI. Ops Liberi: "Ci vogliono sei anni per organizzare una festa?"

La polemica dell'opposizione consiliare


SAN TAMMARO. Anche martedì grasso si è concluso, e, a San Tammaro, il primo appuntamento con la nuova edizione del Carnevale cittadino. La festa popolare mancava dal calendario degli eventi locali dal lontano 2003 ed è stata riesumata dall’Amministrazione Cimmino dopo ben sei anni di amministrazione. Per il gruppo di opposizione OPS Liberi, di cui è presidente l’avvocato Vincenzo D’Angelo, uno smacco e un sorriso sarcastico: “Sei anni di silenzio per pensare di riorganizzare il Carnevale, sembrano troppi e sintetizzano in modo marcato i limiti della classe di governo locale. Anche la gioia dell’assessore al ramo che ha testualmente affermato attraverso i media “Finalmente a San Tammaro torna il Carnevale! Era dal lontanissimo 2003 che la cittadina non viveva questo momento collettivo di festa” ci sembra fuori luogo se si pensa che l’assessora  occupa la stessa poltrona dal 2008. Per quanto riguarda il mio gruppo e me,” incalza il presidente “vorrei dire al Sindaco Cimmino che non ci siamo proprio! Possibile che ci vogliano sei anni di governo per organizzare una festa di Carnevale? E Per tutto il resto, parlo di scuola e servizi, la mancanza di lavoro e, non ultima, la crescente criminalità che mai si era vista in così larga misura a San Tammaro, dovremo aspettare l’era dell’Acquario?”. Lo scherzetto di fine carnevale agli amministratori, dunque, lo ha fatto proprio il gruppo di opposizione OPS Liberi, il quale, sostenuto dalla minoranza consiliare del dottor Giuseppe Fierro, pochi giorni fa ha affidato a un pubblico manifesto la denuncia di una presunta parentopoli in salsa tammarese. “Certo è” chiosa il presidente d’Angelo “che questa amministrazione non ha smentito l’attacco frontale portato dai consiglieri Fierro, Leggiero e Scala e il silenzio ha finito per confermare i sospetti espressi con il manifesto pubblico. Un silenzio che mortifica la fiducia che tanti giovani hanno riposte a promesse elettorali che, a quanto denunciato dai consiglieri di opposizione, hanno trovato accoglimento solo per pochi eletti, se nel CV potevano vantare parentele o affinità.” Un’affermazione più che seria, scaturita dalla recente assunzione nella gestione delle discariche del marito della consigliera Sandra Racioppoli. E questo è si un altro scherzo, ma giocato alla cittadinanza.