Cronaca Bianca

LE FOTO. Chiesa gremita per l'ultimo saluto a don Gaetano Iaderosa, il "padre del Calvario"

I funerali si sono svolti presso la chiesa dell'Annunziata per l'impossibilità della parrocchia di San Simeone, attualmente interessata da lavori di ristrutturazione della navata centrale, ad ospitare la funzione


MARCIANISE - La chiesa dell'Annunziata era gremita di persone: i fedeli di San Simeone Profeta, centinaia dei "suoi" ragazzi , gli amici di sempre, la sua famiglia: tutti intervenuti per porgere l'ultimo saluto a don Gaetano Iaderosa, il parroco che ha tragicamente perso la vita in un incidente stradale lo scorso lunedì, al ritorno da un pellegrinaggio al Santuario di Castelpetroso (CLICCA QUI e QUI per leggere delle condizioni di salute dei 4 ragazzi coinvolti nell'incidente). Il corteo funebre è partito alle 10,30 dalla chiesa di San Simeone Profeta, presso la quale era stata allestita la camera ardente, per approdare in piazza Carità: i lavori di ristrutturazione della navata centrale, partiti proprio in questi giorni, non hanno permesso di celebrare i funerali nella parrocchia così cara a don Gaetano. Il religioso, originario del quartiere San Giuliano di Marcianise, vi era approdato 8 anni fa, e da subito era stato soprannominato "il padre del Calvario", per la dedizione assoluta con la quale, unitamente alla Congrega dell'Agonia di Gesù, della quale molti componenti erano presenti questa mattina, organizzava la processione del Calvario del Venerdì Santo.   piazza Carità   Al rito funebre hanno partecipato una nutrita rappresentanza dei parroci marcianisani, il vescovo Angelo Spinillo e l'ex vescovo della diocesi di Caserta, Raffaele Nogaro, che ha rivolto a don Gaetano un accorato messaggio di commiato. Presenti inoltre, il presidente del Consiglio Comunale e  il sindaco De Angelis, la cui nota di cordoglio per la dipartita del sacerdote, letta dal pulpito al termine della celebrazione, riportiamo di seguito.     “Cari concittadini, ci si aspetta sempre che un ritiro spirituale sia fonte di cose belle: nell’entusiasmo che ne accompagna l’organizzazione  e la successiva partenza  c’è  la consapevolezza di partecipare ad un’esperienza straordinaria e di arricchimento personale, un’esperienza volta a riverberare la fede ed il senso di appartenenza alla grande famiglia dei cattolici. Ed invece stavolta  tutto ciò non è stato: il dolore ha preso il posto della felicità, le lacrime hanno sostituito i sorrisi. Sono rimasto attonito , quando ho appreso della tragica e precoce scomparsa di don Gaetano: mi ha pervaso un senso di profondo smarrimento che in questo momento sono sicuro essere anche in voi. Con sgomento, ed al contempo con l’animo saldo nella fede, dobbiamo prepararci ad accettare il distacco dal nostro parroco, sicuri che egli continuerà a vegliare sulla sua  comunità con la stessa amorevolezza e la stessa attenzione che ne hanno caratterizzato l’azione qui sulla Terra. Ho avuto l’onore di conoscere don Gaetano qualche mese fa, quando mi parlò della comune missione che, pur nella diversità dei ruoli, avevamo il dovere di compiere in favore delle famiglie più deboli. In quell’occasione convenimmo su quanto fosse importante infondere nel prossimo la certezza di non essere soli, considerandola il viatico più efficace per affrontare con forza e fermezza le difficoltà che la vita ci pone dinanzi. Per questo, oggi, noi tutti abbiamo il dovere di perpetuare il ricordo di un sacerdote devoto e di un uomo di spessore, continuandone con pari impegno l’opera di bene e proseguendo lungo il percorso che egli, da buon pastore e da faro che illumina la notte, aveva saputo tracciare. Nel farlo, voglio dirvi che siamo e saremo parte della stessa squadra: pertanto, fin da ora vi invito a considerarmi un amico, prima che un sindaco, ed a fornirmi ogni suggerimento, ad avanzarmi ogni proposta, e, qualora le rileviate, a muovermi ogni critica  utile alla piena realizzazione del progetto di don Gaetano. Nel congedarmi voglio rivolgere un pensiero ai giovani coinvolti nel sinistro ed alle loro famiglie che in questo difficile momento hanno più che mai bisogno del nostro sostegno e delle nostre preghiere”.