Economia e Territorio

CANCELLO ED ARNONE & IL COMMERCIO. Manzo: “Dare altre licenze ad attività già presenti sul territorio significa creare una guerra tra i poveri.”

Il consigliere di minoranza chiede all'amministrazione maggiore tutela per i negozianti locali invitandola, in sostanza, a frenare l’arrivo i altri investitori su settori già occupati dai commercianti locali, i quali, a causa delle congiunture economiche


Nella foto Emerito e Manzo Nella foto Emerito e Manzo   CANCELLO ED ARNONE - Parlare di animo liberale o di tendenze conservatrici, di dirigismo, di economia pianifica, in un piccolo territorio è, diciamo, leggermente traviante. Le grandi dottrine politico economiche calzano bene se applicate ai massimi sistemi, invece, nei centri di 5, 6 mila anime, per l’amor del cielo, va bene, va seguito l’indirizzo di pensiero, ma poi, quello che conta, non è tanto l’ideologia pregressa biga (in teoria) di ogni governo, purtroppo, con meno poesia ciò che serve, al contrario, è il pragmatismo, la capacità di fare i conti con la realtà. Il consigliere Manzo già ha affrontato più volte la questione commerciale del paese, chiedendo, sostanzialmente, sempre la stessa cosa: tutela per i negozianti del territorio. “Sono stato, in questi giorni, – ha dichiarato il giovane rappresentante della minoranza, -  il confessore di lamentele circostanziate. Ogni commerciante mi chiedeva incredulo:  è mai possibile che in una zona come la nostra, si accavallano senza criterio tante attività commerciali?” In soldoni la questione evidenziata da Manzo è la seguente: le congiunture economiche non sono buone, si spende inevitabilmente meno, Cancello ed Arnone non si trova su assi viari cruciali (ad alta frequentazione), i negozi che ci stanno perlopiù di commercio intero, eppure, nonostante lo scenario non appetitoso per la circolazione del denaro si continua a fornire la disponibilità per l’apertura di altre attività. “ Sarò costretto ad incalzare l’amministrazione, - ha commentato Manzo. - Non possiamo consentire che da fuori vengono ad aprire altri negozi mettendo a rischio la salute finanziaria di quelli già presenti”.  “La legge oggi tende a sburocratizzare, a rendere gli inizi di attività più facili, più accessibili, ma chi governa il territorio, - ha spiegato il consigliere - ha anche il dovere di applicare un principio di buon senso: se ci sono 20 alimentari, che dite, non è il caso di frenare, per esempio, l’arrivo di altri investitori che desiderano puntare sullo stesso settore?” “Non dico di attuare un blocco perpetuo, - ha continuato Manzo, - ma occorre darsi un margine, un periodo di stop. Se poi si registrano, e volesse il cielo, miglioramenti, beh quel margine potrebbe essere allentato se non annullato. Però, consentitemelo, ora, dare altre licenze ad attività similari significa creare una guerra tra i poveri. Agiamo seguendo il rapporto tra domanda e offerta.” Senza barbicarci in ulteriori preamboli e considerazione, in teoria, chi governa dovrebbe procedere in questo modo: a seconda della sua visione economico-politica va ad eseguire determinate scelte (aprire il mercato, difendersi dal incursioni finanziarie esogene e così via). Manzo, stando a quello che dice, non condivide, finora, quelle adottate dalla squadra di Emerito Giuseppe Tallino