Politica

AVERSA. I Borbone erano meglio. Sagliocco ha varato una giunta di parenti e di cumparielli. Innovazione? No, feudatari

Con colpevole ritardo, di cui ci scusiamo con i nostri lettori, procediamo ad una seria analisi delle nomine di Giuseppe Fusco, di Ros e di Andrea Buondonno


AVERSA - Le molte e mutevoli necessità cronistiche che ci hanno impegnato nei giorni scorsi, non ci hanno consentito di approfondire le notizie riguardanti la nuova giunta comunale. Dunque, oggi, pur non scrivendo delle informazioni nuovissime non possiamo privare i nostri lettori di un punto di vista doveroso sulla tipologia di queste nomine, non affrontando, per il momento, invece, il tema della qualità, che è un qualcosa di cui discutere in base ai fatti di governo, in base a quelli che coloro i quali parlano bene definiscono contenuti. Ma sul metodo si può tranquillamente già esprimere il punto di vista. Voto: 0. Si può comprendere che Sagliocco abbia il problema di dover mantenere i numeri in Consiglio comunale, dopo gli "avvertimenti" arrivatigli in un paio di sedute, in cui le assenze di Santulli e Palmieri, hanno messo fortemente in difficoltà l'amministrazione, costretta a poco onorevoli espedienti di filibustering per evitare di andare sotto. Ma qui si è esagerato: in giunta è entrato Giuseppe Fusco, che sarà anche un esperto intersiderale di sistemi di mobilità e di dinamiche relative ai finanziamenti Cipe, ma cavolo, è pur sempre il consuocero di Paolo Santulli, al quale sono cessati immediatamente i mal di pancia quando il sindaco gli ha dato la garanzia di poter tornare a casa e di poter gonfiare il petto, affermando, di fronte a parenti e affini: "Avete visto come sono potente? In giunta faccio entrare il papà di mio genero, il suocero di mia figlia". Tristissimo. Veniamo al signor Ros, a questo commercialista con cognome friulo-veneto. Entra in giunta su indicazione di Domenico Palmieri, strategico fuoriuscito dall'Udc, in modo da poter salvare la sindacatura Sagliocco. Ros è il nuovo assessore alle attività produttive perché è commercialista di Domenico Palmieri. Ovviamente, se Palmieri possiede argomenti concreti per confutare questa tesi, siamo pronti a quello che, sempre colo i quali parlano bene, definirebbero un franco confronto. L'unico, invece, su cui ci siamo soffermati e anche dilungati, è stato il professore Buondonno. Abbiamo scritto molto soprattutto relativamente al suo ruolo all'interno dello scassatissimo procedimento "Cassiopea" firmato Donato Ceglie. Qualche cosa, però, ce la siamo scordati di scriverla e cioè che Buondonno rappresenterà nella giunta comunale la relazione strettissima che da anni unisce il professore Gambardella, preside di architettura e dominus degli istituti universitari aversani e "l'ottimo" Nicola Golia, dominus di tutti gli affari aversani. La politica ha le sue necessità, il mantenimento di una stagione politica può anche rendere cogente qualche atto di non grande spessore. Ma qui mi sembra che si sia esagerato: parenti, professionisti di fiducia anche nel disbrigo degli affari personali. Pessimo. Come pessima è anche la vicenda del ben noto giornalino informatico che riprenderemo nei prossimi giorni. Qui c'è Il Mattino di mezzo, chi lo rappresenta ad Aversa e la gestione, seppur indiretta, di appalti remunerati. Ciò non vuol dire che il pregiudizio di Rosselli sia necessariamente meglio del giudizio ammaestrato di Ignazio Riccio. Si tratta di etica, una illustre sconosciuta ad Aversa e nel resto di questa provincia, dato che al di là non andiamo chiamandoci Casertace. Gianluigi Guarino