Cronaca Bianca

CASERTA. Ospedale civile da spavento: 8 milioni di euro tra bollette non pagate per Tarsu ed Enel e interessi. La Corte dei Conti non può non intervenire

In qualsiasi settore della gestione poggi, anche superficialmente, il naso, trovi schifezze, spreco e uso indegno del pubblico danaro. Colpa di una classe dirigente inetta e bollata di molti peccati


CASERTA - Sarà utile per noi e per l'informazione dei nostri lettori, discutere con l'ottimo presidente del Collegio dei Revisori dei Conti dell'azienda ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta, leggasi ospedale civile, Tommaso Ventre, intorno alla situazione allarmante e inquietante di alcuni conti che presentano dei buchi stratosferici. E nella stessa chiacchierata, sarebbe utile capire perchè il managment che ha gestito l'ospedale in questi anni abbia fatto imbarcare alle società che lavorano in service, centinaia e centinaia di nuovi dipendenti, tutti assunti per effetto di raccomandazioni politiche e il cui mantenimento ha rappresentato uno dei motivi principali di queste cifre pazzesche che stanno emergendo in questi giorni proprio dalle maglia, fortunatamente non più strettissime e abbottonatissime dei Revisori dei Conti. Sapete quanto deve l'ospedale di Caserta al Comune per la mancata corresponsione degli importi, collegati ai ruoli della tassa sui rifiuti? 3 milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno. Questo perchè quelle cartelle non vengono pagate da una vita. Insomma, un ente pubblico, che macina decine e decine di milioni di euro, che nelle sue casse vengono trasferiti sal Servizio Sanitario Nazionale, attraverso la Regione Campania, non paga le bollette, come l'ultimo dei poveracci o come il peggiore degli evasori fiscali. Non si incrocia un luogo comune se, anche a commento di una situazione del genere, si utilizza il termine vergogna. Il colmo del ludibrio è rappresentato dal fatto che, per recuperare questi 3 milioni di euro, che sono frutto della colpa di dirigenti e funzionari, che, sui mancati pagamenti, hanno fatto maturare un cumulo impressionante di interessi, è dovuta intervenire Equitalia, cioè un'altra azienda del settore pubblico, che inizia il recupero per morosità rispetto ad una su consorella, visto che Equitalia è una propaggine del Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'azienda "Sant'Anna e San Sebastiano" è un erogatore del Servizio Sanitario Nazionale, propaggine del Ministero della Salute. Ma non finisce qui. Via con l'altra domanda retorica: sapete quanti soldi l'azienda ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" deve dare all'Enel, per quietanzare il mostruoso debito accumulato per le bollette non pagate? 5 milioni di euro, sempre spicciolo più, spicciolo meno. In questo caso, Equitalia pare che non sia ancora intervenuta, ma il debito c'è, ed è spaventoso. Solamente tra corrente e monnezza, dunque i presunti manager (in America non sarebbero buoni nemmeno per zappare la terra, con rispetto parlando per la zappa) hanno aperto una voragine da circa 8 milioni di euro, più di 15 miliardi delle vecchie lire. Molta parte di questo debito è frutto, come abbiamo scritto prima, di interessi passivi maturati. Presidente Tommaso Ventre, due domande: come sono appostate, nel bilancio dell'ospedale, queste voci passive? Lei, da presidnete, ha fatto il suo dovere segnalando alla Corte dei Conti che un debito di ics euro è diventato di ics al cubo euro, in quanto i sedicenti manager non hanno pagato le bollette nei tempi previsti dalla legge? Se non l'ha fatto, lo deve fare, perchè qui il danno erariale è evidente. Speriamo che il commissario Paolo Sarnelli, che, se è commissario veramente, è arrivato anche per debellare questi fenomeni, si occupi al più preso di questa che è una delle tante porcheria che si sono verificate della gestione dell'azienda ospedaliera di Caserta negli ultimi anni.     Gianluigi Guarino