Cronaca Nera

IL PUNTO. Mondragone e Castel Volturno, le nuove Scampia. La "miopia politica" del centrista Zannini

Ieri sera, mercoledì è andato in onda un servizio de Le Iene sul fenomeno della droga nei quartieri compresi tra Castel Volturno e Mondragone. Casertace boccia le esternazioni politiche dell'esponente dell'opposizione. "Pescopagano è una sottile linea di


CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO di Massimiliano Ive MONDRAGONE - CASTEL VOLTURNO - Il giorno dopo la messa in onda del servizio de "Le Iene" sul pianeta droga nei quartieri del litorale Domizio, montano polemiche e le prese di posizione ufficiali da parte del mondo politico, soprattutto mondragonese, in quanto c'è chi sostiene che è stata lesa l'immagine di un territorio, che viene definito, assieme a quello di Castel Volturno, come "La nuova Scampia". Il centrista Giovanni Zannini si spinge anche a chiedere al sindaco Schiappa "di intraprendere ogni azione mediatica e/o legale per intervenire e porre rimedio all'innegabile, gratuito, danno di immagine che il programma Mediaset "le Iene" ha arrecato al buon nome di Mondragone".  Quest'azione politica ci ha incuriosito e rivedendo ogni singola immagine del reportage giornalistico de Le Iene, quindi della trasmissione Mediaset, mandato in onda ieri, abbiamo constatato alcuni aspetti che vanno approfonditi. In primo luogo è vero, come dimostrano le ultime operazioni del commissariato di polizia di Castel Volturno diretto dal vicequestore D'Amore e della Squadra Mobile casertana che numerosi adepti dei super pusher della piazza di Secondigliano sono stati individuati e acciuffati sul territorio litoraneo. Si sta assistendo infatti, ad un transito dei signori della droga nelle località periferiche comprese tra Mondragone e Castel Volturno, al fine di rifornire anche pusher locali e africani. In secondo luogo, il servizio offerto da Le Iene, ricostruisce una realtà rivierasca che è realmente ricompresa tra Mondragone e Castel Volturno. Quelle case decrepite e pericolanti fanno parte di quel comprensorio urbanistico ubicato a 500 metri in linea d'aria da Pescopagano di Mondragone, nella cosiddetta località di Bagnara di Castel Volturno. Proseguendo più avanti come mostrano anche le immagini video si giunge sulla Consortile di Pescopagano, proprio all'incrocio con la traversa di Torre di Pescopagano che già fa parte di Mondragone. Il comprensorio di Pescopagano, dimentica Zannini, è una sottile linea di confine, dove il comune di Mondragone non può assolutamente porre una bandierina per distinguere ciò che gli appartiene da ciò che non gli appartiene, e ipotizzando che in quelle stradine senza legge, contornate da abitazioni abbandonate e abusive, non ci sia il passaggio di pusher, che magari pochi minuti prima avevano fatto sosta nel viale affianco che appartiene al comprensorio di Castel Volturno. Il fenomeno dello spaccio è molto radicato proprio in quelle costruzioni abusive e abbandonate che sono a ridosso anche di via don Salvatore Vitale, strada di accesso che se non ricordiamo male è già comune di Mondragone. Spesso circolando in loco abbiamo intravisto scene, come quelle riprese da Le Iene anche a ridosso di viali di accesso a Pineta Riviera e nei contadi mondragonesi. Forse il servizio de Le Iene non ha delineato le linee di confine della suddetta zona, ma da qui a voler invitare il sindaco a intraprendere un'azione contro la trasmissione tv della Mediaset è un grossolano errore che la miopia politica dell'opposizione di Mondragone non può permettersi. La seconda parte del video reportage è stata effettuata all'interno del famigerato ex albergo Zagarella, (ex Boomerang) di Castel Volturno, ubicato tra Baia Verde, la Domiziana e il villaggio Agricolo. Qui certamente non è Mondragone. Ma il servizio de Le Iene non va gettato assolutamente nel cestino, in quanto dischiude gli occhi dei cittadini del litorale Domizio su un fenomeno preoccupante, quello dell'intromissione degli spacciatori di Scampia nei comuni del Litorale Domizio. Tale scenario criminale trova conferma anche in altre operazioni anticamorra che hanno delineato nuovi patti criminali tra i Licciardi, i Mallardo e i Casalesi (quest'ultimi indeboliti dopo le operazioni effettuate a raffica), per la gestione della droga sulle piazze di spaccio della riviera. Inoltre, ed è questo che contestiamo al centrista Zannini, non ci risulta, in base alle numerose operazioni dei carabinieri della Compagnia di Mondragone in piazzetta Marechiaro, piazza Schiappa, nei pressi dei Palazzi Cirio e finanche in alcune traverse di viale Margherita, che la città non subisca il fenomeno dello spaccio della droga. Il 2012 prima e il 2013 sono stati anni in cui proprio dalle pagine del nostro giornale venivano rilanciate le copiose operazioni dei repulisti che hanno tentato di arginare anche il fenomeno delle morti per overdose. Forse qui, il cartello criminale è ancora controllato dai clan locali, ma nella piattaforma criminale della droga Scampia gioca un ruolo determinante in Campania. Invece di chiedere un ravvedimento al sindaco Schiappa sull'immagine compromessa di Mondragone, chiediamo piuttosto perchè e in che modo la droga arriva a Mondragone e perchè c'è un popolo di acquirenti che circola sulla riviera Domizia a partire da Pescopagano. Ienedroga1 QUI SOTTO IL COMUNICATO STAMPA DI GIOVANNI ZANNINI Chi oggi ha una responsabilità di governo cittadino ritengo abbia il dovere di intraprendere ogni azione mediatica e/o legale per intervenire e porre rimedio all'innegabile, gratuito, danno di immagine che il programma Mediaset "le Iene" ha arrecato al buon nome di Mondragone e dei Mondragonesi quando - in modo del tutto gratuito ed inconferente con l'ambito oggettivo del documentario mandato in onda nella puntata del 26.2.14 sera - si è' indicata Mondragone (unitamente a Castel Volturno) quale "nuova Scampia". Ho visto attentamente il servizio e (essendo di Mondragone) posso tranquillamente affermare che nessuna delle realtà territoriali o abitative video riprese insiste nel territorio di Mondragone. Ne i tossicodipendenti intervistati hanno mai fatto riferimento al Comune di Mondragone come realtà territoriale un cui di sarebbero riforniti di sostanza stupefacente. Eppure nella presentazione del servizio televisivo, lo speaker parla (oltre che di Castel Volturno) di Mondragone come una sorta di nuova "Scampia" in tal modo arrecando un irreparabile danno su scala nazionale al buon nome del nostro territorio con buona pace di ogni speranza di ripresa turistica ed imprenditoriale in genere. Confido in una tempestiva presa di posizione - in ogni sede - da parte delle forze politiche preposte al governo cittadino. Avv Giovanni Zannini