Politica

Mondragone. Congresso Pd, "Turbo Fusco-Renzi" all'arrembaggio del ribaltone Schiappa-Cennami

In calce all'articolo pubblichiamo il testo integrale della relazione congressuale dei seguaci mondragonesi del capo di Governo Matteo Renzi. Mal di pancia in vista nel partito formato famiglia della città ai piedi del Petrino


di Massimiliano Ive MONDRAGONE - C'è fermento nel Pd di Mondragone. Durante la fase congressuale è stata depositata una relazione- proposta politica da parte della componente renziana locale che è tutta un programma. Certamente non sarà digerita bene da chi oggi siede al fianco del sindaco Schiappa: gli assessori Barbato e Zoccola, nonchè il leader del partito locale che ha firmato la fidejussione del ribaltone, Achille Cennami. Mario Fusco e i suoi, comunque vogliono giocare la loro carta e scommettere su una partita tesa, a loro dire, " a sostenere un'iniziativa politica, che tiene conto delle istanze di cambiamento che hanno portato Matteo Renzi alla guida del nostro partito". Nel corposo programma di partito viene anche aggiunto "sentiamo la necessità di affermare che è ormai ora di uscire dalle sabbie mobili del passato e di contribuire alla creazione di un processo di rinnovamento tangibile, una volta per tutte scevro da livori e personalismi.". Si ritorna a questo punto ad essere critici sull'accordo politico sottoscritto tra i seguaci di Paolo Romano e quelli del Pd di Cennami per continuare l'azione di governo di un esecutivo Schiappa barcollante già nel maggio scorso, ad un anno dal voto, non tenendo conto, ovviamente, del principio della "sovranità popolare". Si ritorna a parlare, dicevamo, nella relazione congressuale del Pd dei renziani, della possibilità di ritornare al voto:  "Proponiamo, pertanto, che il partito democratico di Mondragone chiarisca inequivocabilmente come si sostanzia questo “governo di scopo” e ridia quanto prima, la parola agli elettori". Parole pesanti che certamente non saranno assorbite tanto facilmente dallo zoccolo duro di un partito "formato famiglia". Ma i fuschiani-renziani non hanno paura del giudizio delle urne, tanto è vero che rilanciano: "Nel frattempo, il Pd mondragonese non può rinunciare alle sue naturali prerogative: pensare, realizzare e condurre un reale processo di rinnovamento sociale, culturale, economico e politico, con l’obiettivo di ritornare, attraverso l’avallo democratico sancito dalla volontà del Popolo, a governare la nostra città". Staremo a vedere l'evolversi di questa fase politica.   QUI SOTTO LA RELAZIONE PRESENTATA NELLA FASE CONGRESSUALE DEL PD   Premessa Il Partito democratico di Mondragone, saldamente collocato nella grande tradizione progressista, riformista e democratica europea, come mai in passato, è naturalmente candidato a rappresentare la vera svolta politica e culturale nella nostra città. Un partito capace di fare la differenza sui temi grandi e della quotidianità, per dare respiro ad un processo di rinascita e di sano orgoglio, per la riconquista della “mondragonesità” perduta. Come ha ben affermato il nostro segretario nazionale Matteo Renzi, noi “vogliamo costruire un PD che sia in grado di concretizzare la speranza”, perché altri partiti sono impegnati a difendere lo status quo, originato da quell’insana “creazione delle macerie” che tanto oggi caratterizza le loro azioni dentro e fuori il Parlamento. Pertanto, nel solco della linea nazionale, anche a Mondragone vogliamo vivere “ispirati dalla curiosità, non dalla nostalgia”. Perché, come in ogni organizzazione sociale che si dica avanzata e moderna, “abbiamo bisogno di discutere, di confrontarci, anche di litigare. Ma sulle idee, non sulle simpatie personali. Sulle proposte, non sui pregiudizi”.   Mondragone: il contesto attuale L’analisi del contesto politico e sociale di questi mesi ci consegna un insolito cortometraggio, che ritrae una Mondragone afflitta, stanca, impaurita, rassegnata. Una socio-economia più che mai impoverita e senza speranza né proiezione, che stenta persino a concedersi il piacere di sognare. Sembra surreale, ma tutti si è prigionieri di un passato scandito da conflitti, incomprensioni e fallimenti, che dovrebbe ben essere archiviato, ma che, invece, pare riemergere, ad ogni piè sospinto, in un’incomprensibile quanto dannosa attualità.   La proposta Mutuando le istanze di cambiamento che hanno portato Matteo Renzi alla guida del nostro partito, sentiamo la necessità di affermare che è ormai ora di uscire dalle sabbie mobili del passato e di contribuire alla creazione di un processo di rinnovamento tangibile, una volta per tutte scevro da livori e personalismi. Convinti che “chi crede nella politica, nel valore e nella dignità della politica, sa che non è così, non può essere così. Ci meritiamo di più. E tocca a noi cambiare verso”. Ritrovare le ragioni di un confronto possibile non deve intimorirci, anzi deve essere azione collettiva, di gramsciana memoria, che richieda coraggio e dignità, lungimiranza e tolleranza. Un nuovo patto, dunque, che dimostri, tra le altre cose, la vivacità politica del partito, finalizzato a rendere la cultura del dissenso e del conflitto una risorsa ed un valore aggiunto per la crescita. Ma tutto questo non può prescindere da una ricerca di elementi di chiarezza, intellegibile per la cittadinanza, in relazione all’alleanza che, a Mondragone, il Pd conduce con il Nuovo Centodestra. Questo accordo, principiato come un governo di scopo, sicuramente animato dalla volontà di assicurare stabilità amministrativa, ha dimostrato sinora, però, innegabili contraddizioni, soprattutto perché non se ne comprendono i tratti peculiari. A tal proposito ha interesse constatare come, in casi del genere, la chiarezza programmatica e la definizione temporale debbano rappresentare elementi di chiarificazione del contesto, onde evitare di tradire la volontà popolare. Proponiamo, pertanto, che il partito democratico di Mondragone chiarisca inequivocabilmente come si sostanzia questo “governo di scopo” e ridia quanto prima, la parola agli elettori. Anche perché, in una tale situazione di precarietà, orfana di mandato popolare, il partito non può neanche minimamente pensare di concorrere alla formazione di processi di pianificazione urbanistica o programmazione economica. Nel frattempo, il Pd mondragonese non può rinunciare alle sue naturali prerogative: pensare, realizzare e condurre un reale processo di rinnovamento sociale, culturale, economico e politico, con l’obiettivo di ritornare, attraverso l’avallo democratico sancito dalla volontà del Popolo, a governare la nostra città. Questi, in estrema sintesi, i punti portanti che il Pd mondragonese dovrà fare propri nella sua azione amministrativa e politica: 1 – Ritrovare la necessaria unità del partito, nel rispetto delle variegate sensibilità. Un partito nel quale il “noi” sostituisca “l’io”. 2 – Aprire il partito alla città, attraverso attività di promozione e confronto sui temi nazionali e locali, utilizzando anche moderni strumenti di comunicazione, quali social network, blog e sito web. 3 – Candidare il partito, con coraggio e pazienza, alla ricostruzione di un’alleanza politica credibile, attraverso un confronto aperto con le varie realtà (movimenti, partiti, associazioni, singoli) appartenenti a vario titolo all’universo riformista. 4 – Sostenere il protagonismo dei giovani per la costruzione della futura classe dirigente del partito, attraverso opzioni reali di crescita. In questa direzione si incardina la nostra candidatura per il segretario del circolo. Il resto ci piacerebbe poterlo pensare e scrivere insieme a tutti voi.