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ESCLUSIVA CASERTA. I dipendenti del Comune rischiano di non prendere lo stipendio dopodomani. Il tesoriere blocca l'anticipazione. Ora, Del Gaudio non si cali le braghe e difenda l'onore di questa città

Fino a marzo e probabilmente anche nei mesi successivi, fino a quando il Comune non farà un bando, la banca popolare di Torre del Greco, è destinata a rimanere, in proroga, tesoriere della città. In una lettera, che dovrebbe ispirare la decisione di Santo


CASERTA - Inutile sgranare di nuovo il rosario di quello che Casertace pensa della Banca tesoriera della città, cioè della Banca Popolare di Torre del Greco. Il pensiero, così connotato, è impresso in almeno 100 articoli, scritti da questo giornale negli ultimi 4, 5 anni. Per cui, ai cultori della materia e ai curiosi consigliamo di andare a consultare il nostro monumentale archivio. Quella che vi raccontiamo, invece, stamattina, martedì, è una storia in cui si vanno a rimaterializzare i fantasmi di un passato recente, cioè dei mesi centrali dell'anno 2011. E non c'è niente da scherzare, perchè allora Casertace anticipò a tutti che il Comune, ancora non ufficialmente dissestato, non sarebbe stato in grado di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. E così avvenne.  Il problema potrebbe ripetersi tra un paio di giorni, perchè quelli della tesoreria, ormai da più di un anno in causa col Comune e che il Comune tengono bloccato, impedendogli di stipulare una convenzione con un altro Istituto di Credito, almeno fino  a quando il Tar della Campania non si pronuncerà, nel giudizio di merito, rispetto al ricorso presentato dalla banca Popolare di Torre del Greco che ha chiesto di revocare l'atto (in verità costruito male e destinato a non fare una buona fine) con cui il Comune di Caserta stipulava una convenzione con la Banca della Campania, affidando a questa il servizio di tesoreria. In questo momento, dunque, la banca tesoriera è tecnicamente e giuridicamente in proroga di convenzione. D'altronde, produce degli atti formali in cui riconosce il suo status di tesoriere a tutti gli effetti. Li compie tutti questi atti, tranne uno: non corrisponde al Comune di Caserta la rituale anticipazione di cassa, a cui sarebbe obbligata ai sensi del Testo Unico n. 267 del 2000. Ma quelli di Torre del Greco, con filiale localizzata proprio al fianco dell'agenzia delle Entrate, nei primi metri della Statale Appia che conduce a Casagiove - Santa Maria Capua Vetere, non fanno gli gnorri. Anzi, ritengono di potersi permettere il lusso di scrivere una lettera, nella quale, senza mezzi termini, alla "torresemaniera" affermano in sostanza che se il Comune di Caserta non rinnoverà la convenzione, loro non corrisponderanno l'anticipazione di cassa. Siccome il monopolista, quelli che oggi si atteggiano, definendosi, holding, stiamo parlando della Publiservizi, può fare ben poco in questo periodo dopo aver spremuto, nei mesi scorsi, i casertani, fino all'ultimo euro e dunque dalla Natale family soldi e quattrini non ne arriveranno, ecco che la corresponsione dello stipendio di febbraio viene seriamente messa in forse. Un guaio grosso che il sindaco Del Gaudio e l'assessore Spirito devono mettere nelle mani del dirigente Santonastaso, che, va detto, occupa quella poltrona per volontà di Angelo Polverino e dello stesso Pio Del Gaudio. Chi è Stantonastaso nella storia turbinosa, oscura, tempestosa dei rapporti tra il Comune di Caserta e la sua ultima banca tesoriera? Santonastaso, pur essendo il fratello di un Consigliere comunale in carica del gruppo Caserta Più, cioè dei polveriniani di più stretta osservanza, non è uno strumento di uno spoil sistem, attraverso cui questa amministrazione di centrodestra ha cambiato i connotati a quella di centrosinistra, capitanata da Nicodemo Petteruti. No, Santonastaso era uno che contava anche ai tempi di Petteruti, visto che svolgeva, concretamente, la funzione di numero 2 nell'ufficio Ragioneria di Palazzo Castropignano, guidato dall'ineffabile e certo non rimpianto Gioacchino Petrella. In poche parole, Santonastaso è, quantomeno corresponsabile di tutto quello che è capitato tra la città di Caserta e la banca popolare di Torre del Greco, di tutto quello che oggi è materia di approfondimento di diverse autorità giudiziarie. Può un dirigente con questo passato ben caratterizzato decidere oggi, 25 febbraio, con una lettera che crea una condizione di allarme grave,  e che fa arrivare l'acqua alla gola dell'amministrazione comunale, decidere cosa si deve fare, cioè se si deve o meno cedere ad un ricatto amministrativo della banca tesoriera? A noi sembra un copione scritto per tempo da furbissimi autori. Se Del Gaudio cede, scriverebbe un'altra pagina nerissima di questa amministrazione e della sua dignità, non di uomo, per carità, non ci permetteremo mai, ma di sindaco. Tenga duro, e per una volta faccia il Guarino. Combatta per un principio senza porsi il problema di quale possa essere il vantaggio o lo svantaggio di questa battaglia. Difenda la sua città, la preservi dal ricatto dei poteri forti, a cui lei sindaco ha prestato pesantemente bordone in questi anni. Vediamo se per una volta ci ascolta. Non farebbe un favore a noi, ma lo farebbe ai suoi concittadini e un poco, anche a se stesso. Gianluigi Guarino