Cronaca Nera

LA MATTANZA- Altro uomo ucciso e bruciato. Quarto cadavere carbonizzato in pochi giorni

Dopo i due corpi rinvenuti a Caivano, ieri, a Grumo Nevano, a pochissimi km da Orta di Atella e da Sant'Arpino, altro corpo irriconoscibile, scoperto da una ragazza che faceva jog


Dopo i due corpi rinvenuti a Caivano, ieri, a Grumo Nevano, a pochissimi km da Orta di Atella e da Sant'Arpino, altro corpo irriconoscibile, scoperto da una ragazza che faceva jogging Un cadavere carbonizzato, il quarto nell'arco delle ultime due settimane, e' stato trovato oggi a Grumo Nevano, nel Napoletano, in un'auto data alle fiamme in una strada interpoderale. A fare la macabra scoperta e' stata una donna che stava facendo jogging. Il corpo, irriconoscibile, era nel bagagliaio di una Fiat Multipla. Sul posto si sono recati i carabinieri che hanno fatto i primi rilievi. Il rogo sarebbe stato appiccato qualche giorno fa, in una zona dove frequenti sono gli sversamenti abusivi di rifiuti. L'incendio, peraltro, non risulta essere stato segnalato alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, malgrado ci si trovi in piena terra dei fuochi. Potrebbe trattarsi di un uomo della zona, scomparso di recente. Gli investigatori non escludono il collegamento con la morte di altre due persone, forse due pregiudicati, avvenuta lunedi' scorso a Caivano, quasi con le stesse modalita'. E se i due fatti possono essere messi in relazione, allora sulla morte scoperta oggi potrebbe esserci la mano della camorra e del traffico della droga. Per il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, comunque, e' prematuro parlare di faida: "Non ne vedo ancora i segnali - ha detto a Napoli a margine di un convegno - e per il momento tenderei a escluderlo". Con quello di oggi sono quattro i cadaveri carbonizzati trovati nel Napoletano nelle ultime due settimane, tra i comuni di Giugliano in Campania, Caivano e Grumo Nevano. Lo scorso 6 febbraio il primo ritrovamento, in via Ripuaria di Giugliano: il corpo devastato dalle fiamme e' stato trovato nel bagagliaio di una Renault Megane. Nell'auto anche una pistola 7,65 e l'ogiva di un proiettile dello stesso calibro. Ancora non ci sono conferme sull'identita' del morto ma le indagini si stanno concentrando nel Giuglianese. Solo gli esami del DNA potranno dare la certezza su chi sia. Comunque, un indizio importante e' giunto da una protesi ortopedica. Duplice omicidio e corpi dati alle fiamme anche lo scorso 17 febbraio a Caivano, popoloso comune dell'hinterland napoletano: in una Fiat Punto divorata dalle fiamme i carabinieri hanno trovato i corpi di due persone. Uno era seduto sul lato guida, l'altro sul sediolino del passeggero. Anche in questo caso sono state trovate le ogive di alcuni proiettili, ma calibro 9. Potrebbe trattarsi di due pregiudicati scomparsi, ma la certezza puo' solo giungere dagli esami del DNA. I carabinieri sono riusciti ad acquisire un video: poche immagini sfuocate che ritraggono vettura e passeggeri. Non si esclude che i killer fossero seduti sul sediolino posteriore e che abbiamo fatto fuoco da dietro, prima di incendiare la Punto e poi fuggire. Quest'ultimo episodio ha tutte le modalita' del delitto di camorra e, infatti, le indagini sull'accaduto le sta coordinando la Direzione Distrettuale Antimafia. Intanto, tra il Casertano e il basso Lazio, la Dia di Napoli ha confiscato a Giuseppe Setola, boss dell'ala stragista del clan dei Casalesi, beni mobili e immobili per 5 milioni di euro, intestati a prestanome tra i quali figura anche il fratello Pasquale. Malgrado gli ergastoli inflitti per le morti provocate, come quelle di Castel Volturno, di recente Setola ha fatto la voce grossa, proprio durante un processo a Napoli. In video conferenza dal carcere dov'e' detenuto, il killer si e' scagliato contro il pm antimafia Cesare Sirignano: "lei mi ha fatto arrestare tutta la famiglia... questo potere assoluto un giorno finira'...". Parole che hanno tutto il sapore delle minacce. Lo stesso giorno l'auto blindata del magistrato e della sua scorta e' stata stata seguita da una macchina sospetta che successivamente si e' dileguata.