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Berlusconi dice si all'incontro: entro martedì si saprà se Nicola Cosentino e i suoi rimarranno in Forza Italia o formeranno gruppi autonomi. Coordinamento provinciale, c'è d'Anna

La crisi di governo e la prospettiva di perdere altri pezzi a Palazzo Madama ha indotto il cavaliere a comunicare al capogruppo Paolo Romani la sua disponibilità ad incontrare ci


La crisi di governo e la prospettiva di perdere altri pezzi a Palazzo Madama ha indotto il cavaliere a comunicare al capogruppo Paolo Romani la sua disponibilità ad incontrare cinque senatori campani.   CASERTA - Con ogni probabilità, finalmente, durante la prossima settimana, sapremo se l'area cosentiniana di Forza Italia ha ancora diritto di cittadinanza politica nel partito di Berlusconi oppure dovrà piegarsi a quello che secondo il cavaliere sarebbe un rinnovamento, fondato, pensate un po', sulla diarchia tra Cesaro padre e Cesaro figlio che, a quanto ci dicono, si è già insediato nella sede napoletana del partito, giusto per far capire l'assoluta impalpabilità della figura e della funzione del presunto coordinatore regionale Domenico de Siano. Non è un mistero che in molte scelte realizzate, Berlusconi si è fatto consigliare dal gruppetto di leggiadre donzelle, che lo circondano in questa stagione: dall'oriunda Matesina Rossi, non a caso neo coordinatrice regionale della Calabria Iole Santelli, fino alla nuova regina di palazzo Grazioli, la napoletana, grande amica di Giggino Cesaro, cioè del nuovo che avanza, Francesca "dudù" Pascale. Il fatto che sia in atto una crisi di governo facilita il chiarimento. Berlusconi, in una prospettiva che non prevede necessariamente il ritorno alle urne entro l'anno prossimo, per contare qualcosa e per conservare la centralità del suo partito, soprattutto nel processo di revisione istituzionale, non può perdere altri senatori, in un palazzo Madama che, per i numeri più stretti della maggioranza, continua a rappresentare l'unico luogo in cui Forza Italia può far valere il suo peso specifico. Ecco perchè Berlusconi ha dato il via libera, attraverso il capogruppo Paolo Romani, ad un incontro con i 5 senatori campani, Enzo d'Anna, Milo, Eva Longo ecc. che sono saldamente ancorati alle posizioni di Cosentino. Dovrebbe essere un incontro decisivo in cui si capirà se Berlusconi intende seriamente lavorare per una mediazione tra le due aree in Campania che non potrebbe non partire da un riconoscimento all'area cosentiniana nella carica di vicecoordinatore regionale unico e di almeno due coordinatori provinciali, cioè quelli di Caserta e di Napoli. Ammesso e non concesso che questa mediazione andasse in porto, il nome più caldo per il coordinamento provinciale di Caserta è proprio quello di Enzo d'Anna, dato che, ormai, Carlo Sarro, con i suoi ondeggiamenti continui e pure perchè il suo nome è stato fatto dai caldoriani, come abbiamo scritto sabato scorso, ha perso ogni possibilità, naturalmente nel caso in cui i cosentiniani rientrassero pienamente negli organismi del partito. In caso contrario, una nuova scissione è dietro l'angolo. Oltre ai 5 senatori campani, ce ne sarebbero altre 5 o 6, tra siciliani, un leghista transfugo, pronti a costituire un gruppo autonomo al Senato, magari pronto a dialogare con il futuro premier Renzi. A dialogare in proprio, naturalmente. Attendiamo gli eventi. Gianluigi Guarino