Cronaca Nera

LA FOTO-INCHIESTA. ORTA DI ATELLA, tra cemento, truffe e soprusi. E il sindaco Brancaccio "si dimentica" di un paio di parchi ugualmente illegali come quelli sequestrati dalla magistratura

Ci siamo andati a guardare un paio di permessi a costruire di immobili che dovevano ospitare opifici e uffici e invece accolgono le famiglie che comprarono a suo tempo da diverse


Ci siamo andati a guardare un paio di permessi a costruire di immobili che dovevano ospitare opifici e uffici e invece accolgono le famiglie che comprarono a suo tempo da diverse immobiliari. Ebbene, non si capisce perché il primo cittadino con le villette costruite dall'Italcasa di Casal di Principe sia stato inflessibile, mentre con quelli messi in piede da La Fenice e da Società Edim 2001 faccia finta di nulla ORTA DI ATELLA - Il 2 maggio del 2006 una nota società immobiliare di Casal di Pricnipe, la Italcasa Immobiliare S.r.l. chiede al comune di Orta di Atella e, nello specifico, all'allora dirigente dell'ufficio tecnico Nicola Iovinella, il permesso di costruire 24 corpi immobiliari ad uso uffici, dato che la zona in questione, località Astragata, è classificata nel piano regolatore generale vigente come zona F3 nell'ambito di un'area tutta destinata a insediamenti produttivi e industriali. Promesse di vendita con regolari firme su formali atti negoziali in cui l'allora legale rappresentante di Italcasa Immobiliare si impegna a vendere e in questo impegno ne assume anche altri accessori come quello di accollarsi tutti i costi per il cambio di destinazione d'uso. Insomma, già nel 2006, almeno stando a ciò che scrive testualmente la signora Teresa Diana, in questi contratti preliminari, l'immobiliare di Casal di Principe è convinta di avere già in mano quello che non ha ancora, e cioè il cambio di destinazione d'uso. IL PESCE PUZZA DALLA TESTA - Ma tutta la procedura, evidentemente, è già viziata all'origine, visto che per realizzare questo tipo di insediamenti occorre stipulare una convenzione di lottizzazione con il comune. Una convenzione di cui non si è vista mai l'ombra in quello strano posto che si chiama Orta di Atella. Gli acquirenti non è che si pongono il problema della liceità del procedimento. Pensano che siano coinvolti in una normale vicenda di sanatorie, di varianti al Prg, di un nuovo piano regolatore, che, d'altronde, già al tempo veniva annunciato. in poche parole si fidano dell'immobiliare e firmano i compromessi. Quest'andazzo dura per 6 anni e molti altri comprano le case dall'immobiliare casalese, pagandole regolarmente fior di quattrini. Quando vanno ad abitarci dentro ognuno di loro è persuaso del fatto che tutto sia stato sistemato così come l'amministratrice del loro venditore aveva giuridicamente garantito  nei preliminari di contratto che sono a disposizione della nostra redazione oltre che a disposizione dell'autorità giudiziaria. IL SEQUESTRO DI PARCO OLITEAMA - Proprio i pm della Procura di S.Maria C.V, precisamente il pubblico ministero Dongiacomo, il 6 febbraio scorso, sequestrano il parco Oliteama con un atto che, in considerazione della mancata convenzione di lottizzazione, e della mancanza del cambio di destinazione d'uso, risulta tecnicamente ineccepibile, poiché in quelli che dovevano essere uffici ci sono famiglie che ci abitano e che vivono la loro esistenza quotidiana. Tutto questo, in immobili di pertinenza esclusivamente residenziale. LA RABBIA DEGLI ACQUIRENTI - Naturalmente i 49 proprietari, tutti quanti nominati, fortunatamente, custodi giudiziari delle villette sequestrate, ovviamente sono furiosi e autodenunciandosi si sono recati presso gli uffici dell'autorità giudiziaria e hanno sporto denuncia querela nei confronti dell'immobiliare di Casal di Principe E nei confronti del notaio Antonio Decimo, di S.Maria C.V., che i proprietari hanno chiamato in causa per un atto stipulato nell'anno 2012, riferito ad una compravendita di una delle villette nonostante Italcasa Immbiliare Srl avesse già subito un formale atto di avvio di procedimento in autotutela da parte del comune di Orta di Atella finalizzato alla revoca del permesso a costruire. Insomma, il clima è cambiato nell'ufficio tecnico. Al posto di Iovinella è arrivato Claudio Valentino, di professione ingegnere il quale tutto sommato fa quello che deve fare e niente altro potrebbe fare visto che al tempo ben si conosceva la circostanza che l'autorità giudiziaria si stesse occupando di questa brutta vicenda. La concessione edilizia, chiaramente illegittima, viene revocata  effettivamente il 17 ottobre del 2012 e in seguito il comune di Orta di Atella, invita, con un altro atto, i proprietari a ripristinare i luoghi. Anche questa iniziativa è stata  tanto dovuta  quanto irrealizzabile, in considerazione del fatto che quelle case erano state abitate fin dal primo giorno in forza di quel falso impegno che la Immobiliare di Casal di Principe aveva formalizzato su atti giuridicamente validi quali i contratti preliminari di cui sopra. La cantilena rituale del comune di Orta prevede, naturalmente, che in caso di mancato ripristino si attivino le procedure ex art. 38 e cioè l'acquisizione al patrimonio comunale o un salatissimo esborso per il valore venale del bene calcolato dall'ufficio del territorio. Rituale ma fino a un certo punto perché anche queste procdure, accesse dall'ingegnere Valentino, sono state considerate non legali dai pubblici ministeri di S.Maria C.V. che, per questo motivo, hanno iscritto il professionista sul registro degli indagati con l'ipotesi del reato di abuso d'ufficio. LA CONFERENZA STAMPA DI BRANCACCIO - Alcuni giorni fa siamo stati incuriositi, anche se non l'abbiamo trattata giornalisticamente, da una conferenza stampa convocata dal sindaco di Orta di Atella e consigliere provinciale, Angelo Brancaccio. Che ha detto Brancaccio: ha detto che nelle medesimi condizioni di illegalità riscontrate per le villette della lottizzazione di parco Oliteama, si trovano anche altre villette ed appartamenti di un parco contiguo, parco Karol, realizzato parimenti dall'Italcasa Immobiliari S.r.l. Brancaccio evidentemente è andato a riprendersi un altro permesso a costruire sempre rilasciato nell'anno 2006, sempre dall'ingegnere Nicola Iovinella. Il permesso a costruire è il n° 63/2006 concesso al signor Raffaele Apicella e volturato da questi alla Italcasa Immobiliari S.r.l. di cui Apicella, del resto, è socio.Della conferenza stampa c'è rimasta impressa soprattutto quest frase: "Fanno parte della stessa stecca". Non si tratta di contrabbando di sigarette, ma di una stecca di territorio ugualmente codificata dal piano regolatore come zona F3. Brancaccio gonfia il petto e si trasforma in paladino della giustizia e in sindaco che denuncia all'autorità giudiziaria. Dunque, possiamo anche attenderci che di qui a poco, trattandosi di una situazione del tutto uguale, compresi gli atti amministrativi di revoca  e di intimazione sul ripristino dei luoghi, a quella registratasi in parco Oliteama, anche parco Karol subisca lo stesso destino. LA ITALCASA DI CASAL DI PRINCIPE ACCUSATA INGIUSTAMENTE DI TRUFFA - E fin qui tutto bene, eccetto che per i poveri proprietari i quali hanno già attivato gli avvocati e che speriamo riusciranno ad ottenere giustizia, a partire, magari, dalla conoscenza del motivo per cui la Italcasa Immobiliare riteneva quel cambio di destinazione d'uso, a fronte di una lottizzazione realizzata senza convenzione, una cosa fatta. Noi conosciamo bene gli usi e i costumi delle aziende di Casal di Principe e ci permettiamo di valutare questa vicenda escludendo completamente l'idea che la immobiliare sia un'impresa di truffatori. Quelli di Casale sono così, hanno costruito quelle villette ritenendo di avere in mano impegni precisi da parte di quelle autorità che dovevano "mettere le carte a posto" e far diventare residenziali quelle villette. Dovrà essere ora la magistratura a ricostruire, eventualmente, l'intera filiera. DUE PESI E DUE MISURE, OVVERO PANNI STESI E FAMIGLIE DENTRO AGLI OPIFICI - Torniamo a Brancaccio. Bene, bravo, bis. Il buon sindaco di Orta ha anche messo una mano sulla spalla dei proprietari dichiarando il proprio dispiacere e il proprio rincrescimento per il raggiro che hanno subito. Beh, la speranza è che il primo cittadino, diciamo tra un anno, augurandoci perciò procedure veloci e determinate, possa fare la stessa con con i proprietari dei parchi La Fenice e Orchidea. Nella foto parco La Fenice Nelle nostre mani sono finite, per fortuna della legalità, altri due permessi a costruire, il n° 182 del 26 ottobre 2005, firmato da Iovinella, e il n° 58 del 28 marzo 2007, sempre rilasciato dal "solito" ingegnere ortese.. Qui conviene soffermarci su qualche riga del documento. Si tratta di un permesso per la costruzione di un immobile, così è scritt0 testualmente, " a destinazione mista". Ora, pur non essendo dei cultori della legislazione urbanistica, questa destinazione mista non si capscie bene cosa sia, dato che quella è una zona D1 in cui si possono costruire immobili la cui destinazione  ha una codifica regolata dalla legge, altro che mista! Lì si possono mettere in piedi opifici, precisamente, come recita ancora la determina, "corpi di fabbrica costituiti da locali industriali, artigianali e da uffici." Guardate un po' queste fotografie, e vedete un quali sono i corpi industriali e artigianali: staffe e stenditoi per il bucato, ringhiere da appartamento o residenziali, piccole caldaie domestiche per il riscaldamento delle stanze e dell'acqua con il corredo di qualche bella parabola ad uso Sky. Lì dentro abitano famiglie, ci sono bambini. Come mai Brancaccio ha dimenticato, nella sua conferenza stampa, che in questi anni,evidentemente in ben altre faccende affaccendato, di segnalare all'ingegnere Valentino di attivare le stesse procedure che ha innescato per il parco Oliteama e per il parco Karol? Due pesi e due misure? LA DIFFERENZA... SOSTANZIALE - In verità, una differenza tra  i primi due interventi e quelli delle ultime determine citate c'è e riguarda l'identità del soggetto costruttore. Qui la Italcasa Immobiliare S.r.l. non c'entra, a costruire e a vendere sono state Società Edim 2001 S.r.l., con sede ad Aversa, che ha edificato in relazione al permesso n° 182 del 2005, parco Orchidea.   E a  proposito di stecche, andando al secondo intervento edificatorio, della stessa stecca di parco Oliteama e parco Karol, fa parte anche il parco La Fenice, costruito dalla società Fenice S.r.l. con sede a Frattaminore, cittadina attaccata ad Orta di Atella. Pure in questo caso, come si vede dalla foto, del centro direzionale per il quale fu rilasciato nel 2007 il permesso non si vede nemmeno l'ombra. Si vedono, al contrario, balconi, il solito bucato, scarti alimentari nei cassonetti e famiglie con bambini che rincasano e che passeggiano. C'è molto da fare ad Orta di Atella. E' il tempo che tutti i nodi vengano al pettine. Gianluigi Guarino