Cronaca Bianca

CASERTA. Paternosto e Carmine Iovine già festeggiano la pensione di Pasquale Greco. Ma per il posto di capo dipartimento, perché non puntare su Mannella, Brunello Pezza o Caracciolo

Incredibilmente Greco ha rinunciato a mille euro in più al mese di pensione CASERTA - Cosa mai ha potuto spingere Pasquale Greco, direttore del dipartimento del pronto soccors


Incredibilmente Greco ha rinunciato a mille euro in più al mese di pensione CASERTA - Cosa mai ha potuto spingere Pasquale Greco, direttore del dipartimento del pronto soccorso dell'ospedale di Caserta a formalizzare la richiesta di messa in quiescenza un anno prima del tempo? Problemi di salute? In questi giorni è un po' mogio, ma la sua andatura è fresca e sicura. Nonostante questo, le risposte potrebbero essere diverse e, certo, non tutte leggibili. Ma, un cronista non può non registrare anche, tra queste la coincidenza di un gesto che Greco ha fatto, manco a dirlo, a pochi giorni di distanza dal formale ritorno di Diego Paternosto alla guida dell'unità operativa complessa dello stesso pronto soccorso che dal dipartimento guidato da Greco dipende. Paternosto, prima di essere nominato direttore sanitario, sedeva proprio sulla poltrona di Greco e ora, per l'inopinata decisione di quest'ultima, che mettendosi a riposo oggi, ha rinunciato a circa mille euro in più al mese sull'assegno mensile pensionistico. Diego Paternosto e il suo amico Carmine Iovine, considerano, a questo punto, ineluttabile il ritorno del primo alla carica di capo dipartimento, come se fosse un fatto scontato e come se conoscessero il pensiero del commissario Paolo Sarnelli, a cui tocca la decisione finale. Ma all'interno del dipartimento ci sono anche altre unità operative complesse. Al comando di una di queste c'è Brunello Pezza, sannita, valentissimo anestesista, vincitore di concorso e pienamente abilitato a concorrere per il posto di capo dipartimento. A quanto pare, poi, non è neppure tanto vero, che i cosiddetti articolo 18, cioè i primari non vincitori di corso, ma nominati dal direttore generale a tempo determinato, come reggenti delle unità operative complesse, 6 mesi per 6 mesi, non possono concorrere al rango di capo dipartimento. Se è così, quale migliore soluzione se non quella di Roberto Mannella, professionista di grande equilibrio e di grande sobrietà, uno che non ha mai bazzicato le segreterie dei partiti e le stanze più o meno segrete di questo o di quell'altro capo bastone della politica locale. Mannella fa camminare molto bene, da tantissimi anni, il servizio 118 dell'azienda ospedaliera. Un discorso simile vale anche per il primario della neuro chirurgia Leonardo Caracciolo. Insomma, giochi aperti... G.G.