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BASKET. JUVECASERTA, Sassari ti indica la strada

Tante le analogie tra la squadra che ieri si è aggiudicata la coppa Italia. La Dinamo Sassari, prima di arrivare al successo di ieri ha vissuto, come Caserta il rischio di sparir


Tante le analogie tra la squadra che ieri si è aggiudicata la coppa Italia. La Dinamo Sassari, prima di arrivare al successo di ieri ha vissuto, come Caserta il rischio di sparire. E come Caserta è rinata grazie alla passione del suo presidente Ieri pomeriggio tutto l’Italia cestistica o quasi ha tifato per l’incredibile Dinamo Sassari che, dopo anni, ha chiuso l’era Montepaschi che aveva visto la compagine toscana portare a casa sette scudetti e cinque Coppe Italia. Le analogie tra la storia della Juve Caserta e quelle della Dinamo Sassari sono più di una e si spera anche il finale sia quanto meno simile. Nella stagione 2009/10 la Dinamo Sassari conquista la promozione in Lega A ma i problemi economici mettono fin da subito in discussione l’iscrizione della squadra al campionato a causa dell’assenza di sponsor: è questa la prima analogia con la Juve dell’ultimo anno. La società allora guidata dal presidente Mele si iscrive al campionato tra mille difficoltà con un budget ridotto e senza la stabilità finanziaria necessaria per concentrarsi solo ed esclusivamente sul campo. I risultati sportivi sono davvero ottimi grazie alla scelta della società di fare un piccolo sforzo economico per ingaggiare i tre ex NBA James White, Othello Hunter (per uno scherzo del destino ieri uno dei migliori in campo per Siena) e soprattutto Travis Diener. Nel nostro viaggio parallelo andiamo a Caserta nell’estate 2012 quando la Juve, guidata a livello societario principalmente da Raffaele Iavazzi, entrato in società sul finire della stagione precedente, e Rosario Caputo, non riesce a trovare un main sponsor e si riparte con un budget ridotto all’osso e che si ridurrà ulteriormente dopo l’addio di Caputo a novembre. Nonostante le difficoltà la società decide di sforare leggermente il budget per arrivare all’ex capitano della nazionale Marco Mordente. A marzo del 2011, nonostante la squadra fosse in piena lotta per un piazzamento playoff alla prima stagione in serie A, Mele annuncia la possibilità della cessione della società a causa delle difficoltà finanziarie dovute ai mancati sponsor. Anche a Caserta i risultati sportivi della stagione 2012/13 sono importanti messi in relazione al roster, infatti i due americani Wise e Chaterfield si dimostrano per vari motivi un fiasco e vengono tagliati quasi subito per essere sostituiti dopo qualche mese da Dan Mavraides, guardia greco-americana in uscita da Avellino. Comunque la squadra non è mai immischiata seriamente nella lotta per non retrocedere, anche perché la stagione drammatica di Biella tiene al sicuro molte squadre, anzi la squadra di Sacripanti si ritrova addirittura a giocarsi un posto alle Final 8 all’ultima giornata del girone di andata nello scontro diretto malamente perso in casa di Reggio Emilia dopo aver battuto all’overtime in un epico derby la Scandone Avellino al Pala Del Mauro ed aver fermato in casa proprio la Dinamo Sassari che non era più quella che vi stiamo raccontando. Torniamo in Sardegna due anni prima: la Dinamo si qualifica ai playoff conquistando il sesto posto in regular season mettendo il suo nome sulla griglia playoff al fianco di quello di Milano del mitico coach Dan Peterson richiamato in panchina dopo oltre vent’anni. Sassari vince di un punto gara 1 ed inizia a sognare ma eliminare l’Olimpia Milano al primo turno dei playoff, per una neopromossa, sembra un impresa davvero troppo ardua e così Milano ribalta la serie portandosi sul 3-1 e chiudendo così l’esaltante stagione della Dinamo. La stagione 2012/13 per la Juve Caserta si chiude ad un passo dall’ottavo posto che si aggiudica la Reyer Venezia, la squadra di coach Sacripanti resta in corsa fino alla penultima giornata dove la sua sconfitta proprio a Sassari premia i lagunari che conquistano matematicamente la post season. Il risultato sportivo straordinario della Juve è però sempre messo in secondo piano dalle vicende societarie che vedono Iavazzi costretto a portare avanti la società con il solo piccolo contributo di Francesco Gervasio e, a parte la breve parentesi illusoria della “truffa” Galimberti, il futuro appare sempre meno roseo a Pezza delle Noci. Dopo giorni nel giugno 2013 in cui la mancata iscrizione al campionato di Lega A della Juve sembrava certezza, Iavazzi sorprende tutti buttandosi con il 90% della società sulle spalle in questa nuova avventura, partendo dall’ingaggio di Marco Atripaldi come general manager per costruire, passo dopo passo, una squadra che possa dargli delle soddisfazioni. L’arrivo della Pasta Reggia a coprire il vuoto nel campo del main sponsor è il decisivo sigillo alla svolta avvenuta questa estate nella Juve che ora è considerata società seria ed affidabile e che ha chiuso in attivo dopo tanti anni il bilancio 2013. Anche in Sardegna, finito il sogno playoff, il futuro non riservava certezze. Sono vari i tentativi di trovare sponsor affidabili ed un proprietario per trattenere in Sardegna il grande basket, finchè non si fa avanti l’imprenditore locale Stefano Sardara che rileva la società e, grazie alla sponsorizzazione del Banco di Sardegna, ridà slancio all’attività sportiva della Dinamo. Slancio che culminerà nel successo di ieri al Forum in un 9 febbraio che in pochi scorderanno in Sardegna. La passione per la palla a spicchi delle città e dei rispettivi presidenti legano Caserta e Sassari, due realtà lontane dalle corazzate del centro-nord Italia, ma che si spera possano diventare le antagoniste principali per grandi successi. Emanuele Terracciano