Cronaca Nera

MONDRAGONE - Chiesto l'ergastolo per il custode della Pineta Prisconte, accusato di omicidio

Lunedì le arringhe dei difensori e anche la sentenza. Vittima dell'episodio Paolo Moretta. A difendere l'imputato gli avvocatati Luigi Iannettone e Gianluca Di Matteo di Max


Lunedì le arringhe dei difensori e anche la sentenza. Vittima dell'episodio Paolo Moretta. A difendere l'imputato gli avvocatati Luigi Iannettone e Gianluca Di Matteo di Max Ive   MONDRAGONE - Dopo poco più di un anno e mezzo giunge a conclusione la vicenda giudiziaria riguardante l'omicidio di Paolo Moretta, l'uomo di 53 anni titolare dell'officina di rimessaggio delle barche a Pineta Prisconte, nel comune di Mondragone, ma residente a Marcianise, trovato morto il 22 giugno del 2012 nella sua auto ferma a 200 metri dalla banchina del fiume Agnena. Lunedì, infatti, il Gup De Chiara del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo aver ascoltato l'arringa difensiva degli avvocati Luigi Iannettone e Gianluca Di Matteo, dovrà decidere se condannare all'ergastolo, così come è stato chiesto dal pm D'Amodio, l'uomo accusato di omicidio, cioè il 38enne Claudio Piscitiello, custode del complesso residenziale Pineta Prisconte, arrestato dai carabinieri della compagnia di Mondragone, diretta dal capitano Lorenzo Iacobone, al termine delle indagini culminate il 1 agosto sempre del 2012, con il fermo emesso dalla Procura sammaritana. Per tale procedimento giudiziario si è proceduto con il rito abbreviato. Come ricorderanno i nostri lettori, Moretta fu rinvenuto morto con un colpo d'arma da fuoco attinto alla testa e probabilmente entrando dall'occhio destro . All'epoca tra le ipotesi formulate sul movente dell'omicidio preso corpo quella di una lite furibonda scatenatasi tra la vittima e il suo assassino.