Politica

S.MARIA C.V. Clan dei Casalesi, terra dei fuochi, Nicola Di Muro e il convegno disertato dal sindaco: questione di palle, Biagio. Questione di palle

Ieri sera, domenica, il primo cittadino non si è presentato e quell'altro personaggio versatile, che risponde al nome di Michele Castaldo. fondatore dell'associazione Artzone,


Ieri sera, domenica, il primo cittadino non si è presentato e quell'altro personaggio versatile, che risponde al nome di Michele Castaldo. fondatore dell'associazione Artzone, ha usato , per leggere le dichiarazioni del pentito, nella veste di attore, il figlio del consigliere comunale di maggioranza Peppe Russo, ma guardandosi bene dal fargli "recitare" la parte in cui viene nominato il genitore del primo cittadino S.MARIA C.V - Naturalmente se la sono presa con noi. Se la sono presa con noi perché con i nostri articoli avremmo indotto il sindaco Biagio Di Muro a non partecipare al convegno di ieri sera sulla terra dei fuochi organizzato dall'associazione Artzone di Michele Castaldo. Se la prendono con noi come se fosse stata Casertace ad affermare che Nicola Di Muro, papà dell'attuale sindaco e punto di riferimento assoluto della politica cittadina e non solo degli anni '80 e '90, rappresentava un interlocutore abituale del clan dei Casalesi, come ha detto testualmente il pentito Carmine Schiavone nella prima delle molte interviste rilasciate al direttore di LunaSet Francesca Nardi. Ieri, domenica, ci siamo limitati a scrivere che la combinazione tra il tema del convegno e la presenza del sindaco Di Muro avrebbe rappresentato un fato di sicura importanza giornalistica, proprio perché quella frase pronunciata da Carmine Schiavone era relativa a presunti rapporti utilizzati proprio per lo smaltimento dei rifiuti all'inizio degli anni '90. Ora ditemi qual è l'abuso, qual è la strumentalizzazione, quale è la manipolazione degli avvenimenti di fronte a parole pronunciate testualmente davanti ad una telecamera e ascoltate da decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di telespettatori e di fruitori del web. Parole che siamo costretti a far riascoltare nel video qui in basso durante il quale, precisamente al minuto 24 e 50 secondi, Carmine Schiavone nomina Nicola Di Muro, messo in un contesto nel quale ugualmente in maniera testuale, lo stesso Schiavone afferma che erano loro, cioè il clan dei Casalesi " a fare la monnezza a S.Maria Capua Vetere". In questa provincia di cialtroni e di ipocriti, ognuno è portato a considerare Carmine Schiavone credibile o non credibile in funzione dei propri punti di vista, dei propri interessi, dei propri desiderata. Noi abbiamo più volte scritto che le dichiarazioni di Carmine Schiavone vanno prese con le molle perché se hanno una validità nella valutazione storico giudiziaria del contesto complessivo del rapporto tra politica e camorra, in quegli anni, poca sostanza hanno per quel che riguarda i riferimenti specifici. Dunque, anche per quel che riguarda il riferimento a Nicola Di Muro. Se il sindaco Biagio Di Muro, avesse avuto quella tempra e quella personalità che un sindaco e un figlio devono avere, sarebbe salito ieri sera nella stanza del convegno, avrebbe tirato le orecchie all'organizzatore, Michele Castaldo, dicendogli che nel momento in cui aveva deciso di far leggere a Francesco Russo, figlio del consigliere comunale del Pd, Peppe Russo, brani delle dichiarazioni di Carmine Schiavone, non avrebbe dovuto omettere quella su suo padre, dato che un convegno serio, organizzato a S.Maria C.V, sulla terra dei fuochi e sulle dichiarazioni di Carmine Schiavone, non poteva prescindere da quella frase. Successivamente, lo stesso sindaco Di Muro avrebbe dovuto prendere la parola, rivendicando ed argomentando  l'assoluta estraneità di suo padre e della sua famiglia, rispetto alle dinamiche di cui il pentito parla. Ci permettiamo di usare questo termine, perché ormai Enrico Letta lo ha sdoganato: questione di palle, Biagio. Questione di palle. Gianluigi Guarino