Cronaca Bianca

LE FOTO CASERTA. Non ci facciamo mancare nulla: anche la movida, giusto per renderla più tranquilla, resta al buio. Black out materiali in tutta la città, frutto del black out morale

Ennesima indagine della Procura della Repubblica, stavolta anche sugli appalti della pubblica illuminazione.Sono scatti, fattici giungere da nostri lettori, di zone centralissime: via Redentore, zona Sant'Agostino, ma non solo


CASERTA (g.g) - Se un Comune ha amministrato per decenni eleggendo la magagna a fondamentale sistema di gestione, a costume solito di distruzione del pubblico danaro, per non dire altro, poi va da sè che, siccome a tanti è andata fin troppo bene (perché al di là di ciò che è capitato a Carmine Sorbo, e che sarebbe capitato, se non fosse morto prima a Gianmaria Piscitelli, mentre tutti gli altri si sono miracolosamente salvati, almeno fino ad oggi, collezionando solamente avvisi di garanzia o micro condanne a raffica), e siccome è arrivato un tempo in cui l'autorità giudiziaria è più attenta e meno condizionata di quanto non lo sia stata nei lustri e nei decenni scorsi, capiti che al Comune di Caserta comincino a bloccarsi le cose, i meccanismi che in passato si erano mossi con il sistema unico della magagna.

Con i Carabinieri e la Finanza negli uffici un giorno sì e l'altro pure e dopo che, l'anno scorso, di questi tempi, si sono consumate le ultime porcate, con i vergognosi bandi di gara per i tributi e per i parcheggi a pagamento, ora, si ha timore anche di fare cose dovute, semplici, di evadere procedure scontate, forse perché la banalità del regolare e del lecito non è nel DNA di chi amministra la città, soprattutto dagli uffici dei burocrati comunali.

I tempi lenti, lentissimi, della nuova gara per la gestione della pubblica illuminazione sono frutto proprio di questi timori. Sono frutto della mala gestio da parte di Enel Sole, di chi la dirige a Caserta e del suo amico e sodale che noi definiamo, tra il serio e il faceto, "Ciccio Nasta Show", il monopolista di tutte le luci, di tutte le illuminazione, il fuoriclasse che è riuscito a far pagare al Comune una cifra iperbolica per venti fari d'illuminaizone della Reggia, tra le altre cose bollate immediatamente dalla Soprintendenza come orrendi e che oggi, con il signor Felicori, avendo trovato con lui, evidenti dati di affinità, ha conquistato la gestione, anche con i buoni uffici dell'inquietante responsabile della sicurezza e dell'impianto interni al monumento, il marcianisano Tartaglione, di molte strutture elettriche interne al momen vanvitelliano.

Il risultato di questa paralisi, scaturita da un fascicolo d'indagine, l'ennesimo, aperto anche su quest'appalto, è una città che rimane stabilmente da mesi, completamente al buio.

La parola "completamente" non è esagerata. Si è iniziato con le contrade, con la pericolosa e temuta oscurità serale nelle frazioni, nell'ormai rassegnata via Fontana di Tuoro e mano mano si è arrivati al centro, Viale Lincoln, via Acquaviva e ciliegina sulla torta in questo fine settimana, molte della strade della movida. E' accaduto venerdì sera, è accaduto ieri sera, cioè sabato. Quasi che ci mancasse qualcosa per rendere ancora più pericoloso quello che già pericoloso è di per sè, considerando le complessità legate al controllo carente da parte dei vigili urbani, delle varie via Ferrante, via Redentore, Via Giovanbattista Vico, zona Sant'Agostino.

Da queste poche foto che pubblichiamo, non è che si capisca granché, visto che sono state scattate da telefonini, in una condizione di oscurità quasi totale.

Ma abbiamo deciso di pubblicarle lo stesso perchè ormai la crisi della città di Caserta tocca i servizi, non primari, ma primarissimi, fondamentali, che la rendono, obiettivamente, unica nella sua cifra di decadenza. Una decadenza anche materiale, effetto evidente di quella decadenza morale, che questo giornale denuncia inascoltato da anni e anni e che ora, logicamente, si ripercuote sulla carne viva della vita dei residenti che noi, non a caso, per i motivi largamente argomentati che i nostri lettori conoscono, non definiamo, perchè non lo meritano, cittadini.