Cronaca Nera

CLAN DEI CASALESI. Dichiarazione bomba di Oreste Iovine, figlio di o'ninno. 'Mio padre mi consegnò un pizzino nella Questura di Napoli, alla presenza di alcuni poliziotti, nel giorno del suo arresto'

Oreste Iovine, Antonio Iovine, Massimo Diana e Renato Caterino

Affermazioni che erano sfuggite a tutti, anche se espresse durante un controesame all'interno di una processo pubblico ai danni di Massimo Diana e Renato Caterino


CASAL DI PRINCIPE- ( Iris Persico) In due udienze distinte del processo a carico di Massimo Diana e Renato Caterino, precisamente quella dello scorso 8 marzo e l'altra svoltasi il giorno 31 maggio, sono state ascoltati sia Antonio iovine detto o'ninno, sia il figlio Oreste, entrambi divenuti collaboratori di giustizia.  

I due oltre a parlare di alcune estorsioni perpetrate ai danni dell’architetto Vittorio Pagano di Teverola, hanno fatto riferimento alla consegna di due liste di ordini criminali che potrebbero essere tranquillamente definiti dei pizzini ampiamente articolati. Uno di questi sarebbe stato consegnato, secondo le ammissioni di Oreste Iovine proprio a quest'ultimo, in occasione dell'arresto del boss di San Cipriano, il 17 novembre del 2010. Questo passaggio di ordini, presumibilmente criminali, sarebbe avvenuto all'interno della Questura di Napoli e anche alla presenza di alcuni poliziotti.

Nel dettaglio, ecco il racconto di Oreste Iovine nella fase del suo controesame, svolto dagli avvocati difensori dei due imputati di questo processo.

Avvocato: “Le volevo chiedere: lei ha riferito che nel corso del colloquio che ha con papà all'interno della Questura di Napoli, papà le passa questo foglietto di carta. Siccome ormai non ci stupiamo più, ma eravate da soli all'interno della Questura?".

Risposta di Oreste Iovine: No.

AVV. - E tutto questo è avvenuto alla presenza di un funzionario di Polizia?

DICH. - Più di uno.

AVV. - Più di uno. Perfetto. Io volevo chiedere un'ultima cosa e poi davvero ho finito. Ma papà questo biglietto lo teneva normale, cioè nella tasca, nel pantalone... Lo teneva nascosto? Lo avevano perquisito papà quando lo hanno portato in Questura?

DICH. - Non so da dove lo tirò fuori, io me lo trovai solo in mano.

AVV. - Ho capito. Va bene, la ringrazio, non ho altre domande.

DICH. - Penso che lo teneva in tasca.

Secondo AVV. - Però, voglio dire, il dato che mi interessava è: questo biglietto alla presenza di funzionari di Polizia o di appartenenti alla Polizia passa dalla mano di papà e arriva nelle sue mani e il biglietto non viene in alcun modo preso, sequestrato e fotografato. E' così?

DICH. - Sì.

AVV. - Grazie, non ho altre domande.