Cronaca Nera

Parla Angelo Grillo: "Promisi 500mila euro per le elezioni europee a Polverino e mazzette a Gasparin". Ecco come e dove si pagavano le tangenti: spunta un circolo di MARCIANISE

Per Bottino, invece, racconta l'imprenditore marcianisano interrogato presso il carcere di Melfi lo scorso lunedì, bastavano un cesto a Natale ed uno a Pasqua     C


Per Bottino, invece, racconta l'imprenditore marcianisano interrogato presso il carcere di Melfi lo scorso lunedì, bastavano un cesto a Natale ed uno a Pasqua     CASERTA - Cominciano a trapelare le prime dichiarazioni di Angelo Grillo, raccolte nelle dieci pagine dell'interrogatorio che lo scorso lunedì gli è stato rivolto dai Pm presso il carcere di Melfi presso il quale è detenuto. Parla e non parla, Grillo, tergiversa, afferma di non ricordare o di non sapere: ma poi si contraddice, e rivela particolari interessanti. Racconta, per esempio, dell'assunzione di amanti di funzionari delle ferrovie dello Stato a Ciampino, di tangenti da 10mila e 5 mila euro versate al dirigente Gasparin, di viaggi a Montecatini Terme per Domenico Carlavi, predecessore di Gasparin all’Asl, del meno dispendioso cesto di Natale, 200 euro al più, di cui invece si "accontentava" Bottino. Durante l’interrogatorio che si è svolto alla presenza dei pm Luigi Landolfi e Anna Maria Lucchetta della Dda di Napoli, Grillo ha fermamente negato di avere amicizie politiche "compromettenti", ammettendo però, allo stesso tempo, di aver promesso 500 mila euro ad Angelo Polverino per la conduzione della sua campagna alle Europee. Grillo racconta di aver tentato di ottenere l'appalto per la vigilanza nell'ospedale di Caserta con la ditta Sirpless, ma smentisce che un carabiniere abbia fatto da garante per lui. Racconta poi di aver lavorato per l'Asl per quasi 20 anni, dal 1995, quando era ancora il senatore Ventre a ricoprire la carica di direttore generale. Quando a questi è subentrato Bottino, ha raccontato ancora l'imprenditore marcianisano agli inquirenti, le cose sono andate benissimo: Bottino gli garantiva un sollecito delle fatture di prestazione svolte nei confronti dell'Asl. Ma quando è arrivato Gasparin le cose sono cambiate, perchè questi pretendeva il pagamento di tangenti per riconoscere gli emolumenti. Proprio sulla questione tangenti Grillo ha spiegato ai giudici come avvenivano i pagamenti  delle tangenti ai funzionari Asl tra il 2009 e il 2010. Il caso emblematico rilanciato da Grillo è quello che vede Gasparin protagonista di un episodio nel quale per rendere esecutiva la liquidazione di una fattura "voleva che io consegnassi 10.000 euro, da consegnare in una busta chiusa da consegnare nel circolo nella piazza di Marcianise". L'imprenditore sembra quasi un fiume in piena e decide durante l'interrogatorio di tirare in ballo anche altri imprenditori. Fa il nome di Agizza, che gli aveva garantito la vittoria di un appalto Asl in cambio di soldi. Somma poi quantizzata da Grillo in 5000 euro.