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S. MARIA C.V. - Consiglio comunale sulla legalità convocato all'Alba, così non ci va nessuno. Insorge Rauso

Il consigliere: "Io lavoro, ho una responsabilità pubblica grave e non voglio pesare sulle casse del Comune, che dovrebbe eventualmente farsi carico della mia assenza dal posto d


Il consigliere: "Io lavoro, ho una responsabilità pubblica grave e non voglio pesare sulle casse del Comune, che dovrebbe eventualmente farsi carico della mia assenza dal posto di lavoro. Una decisione molto grave quella di convocare il Consiglio, al Garibaldi, alle 8 di mattina"   SANTA MARIA CAPUA VETERE - Gaetano Rauso avrebbe voglia di parlare a lungo di legalità. Avrebbe voglia di parlare delle bombe di camorra, degli allarmi accorati lanciati dal procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo sulle evidenti infiltrazioni che in città si registrano da parte dei clan malavitosi. Ma a Gaetano Rauso non verrà, probabilmente, data la possibilità di parlare dato che, il presidente del Consiglio comunale ha convocato la riunione del parlamentino cittadino all'alba o quasi. Ore 8, in modo, dice Mattucci, da collegare il Consiglio comunale con l'evento dell'Unicef che si terrà alle 10.30 nella stessa location scelta per il Consiglio e cioè il teatro Garibaldi. "Il mio lavoro e la funzione che ricopro - spiega nella sua lettera il consigliere Rauso al presidente del Consiglio - mi impediscono di assentarmi dal servizio, per partecipare ad un Consiglio comunale convocato proprio alle 8 di mattina ed, inoltre, una mia assenza comporterebbe una spesa notevole per il comune di Santa Maria che , secondo  quanto previsto dalla Legge, dovrebbe  rimborsare il corrispettivo per la giornata di assenza all’Ente pubblico o al privato ove il consigliere presta servizio". Rauso dunque, non ci sarà e questa assenza rende, in pratica, monco il Consiglio comunale, dato che l'esponente che è stato della maggioranza e che ora in questa maggioranza non c'è più, è quello che ha usato parole più esplicite e coraggiose contro la criminalità, affermando senza mezzi termini che questa è, ormai, all'interno delle istituzioni rappresentative, contaminandole. "Chiedo che venga letta questa mia lettera - aggiunge l'esponente dell'Udc - al fine di esternare tutta la mia condanna per gli episodi incresciosi che si sono verificati nella città negli ultimi anni e tutto il mio rincrescimento per la condizione in cui si trova una città, una volta fiorente ed oggi in mano alla microcriminalità ed alla speculazione. "Ho letto con  piacere - conclude Rauso, tornando sulla smentita di Marco Natale per la bomba fatta esplodere in città proprio sotto il palazzo in cui risiede l'imprenditore - che il sig. Marco Natale ha escluso di essere lui il destinatario dell’intimidazione dell’altra notte e gli esprimo, in ogni caso, tutta la mia solidarietà per la paura che sicuramente lui stesso e la sua famiglia hanno provato nell’ascoltare una deflagrazione così potente; così come esprimo solidarietà a tutti coloro che abitano nella zona ed a tutta la città di Santa Maria Capua Vetere che sta vivendo da più di quindici anni un vuoto di potere amministrativo che l’ha relegata in uno stato che non le compete".