Cronaca Nera

GRAZZANISE & LA CAMORRA / Terzo scioglimento in 20 anni

Casertace come la Bibbia? Non esageriamo, chi è abituato a vedere un po’ più in là del proprio naso l’avrebbe di certo previsto. Quel GRAZZANISE ALLE ELEZIONI(forse) invitava


Casertace come la Bibbia? Non esageriamo, chi è abituato a vedere un po’ più in là del proprio naso l’avrebbe di certo previsto. Quel GRAZZANISE ALLE ELEZIONI(forse) invitava alla calma, a non scapicollarsi a parlare di voto. Per la terza volta il paese mazzonaro subisce lo scioglimento per infiltrazione mafiosa.   GRAZZANISE –  Le nostre previsioni meteo erano giuste. Avevamo annunciato pioggia, e pioggia fu. Il Consiglio dei ministri, convocato per le 18 e 30, inizia con un accademico quarto d’ora di ritardo, alle 18 e 45. Alle 18 e 50 la seduta è terminata. All’ordine del giorno, ieri, giovedì, c’era lo scioglimento di due comuni. In 300 secondi sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa il comune di Augusta e di Grazzanise. Per le motivazioni ufficiali dovremo attendere il decreto che sarà notificato a tutti gli ex consiglieri eletti nel 2010. Di certo, ieri, giovedì, per Grazzanise è stata una giornata campale. Iniziata all’alba con l’elicottero dell’Arma che svegliava e sorvolava il paese, a bassa quota, mentre i Militari di Santa Maria Capua Vetere e della stazione locale eseguivano 7 ordinanze di custodia cautelare, termina proprio con la notizia dello scioglimento per camorra. Per la terza volta Grazzanise viene sciolto per infiltrazione. La  prima nel 1992, la penultima, nel 1997, portò a 2 anni di gestione commissariale. Poi, nel 2000, Enrico Parente fu eletto cavalcando l’onda della legalità, offrendo un’alternativa alle amministrazioni che non avevano garantito continuità governativa e avevano ottenuto l’ennesimo marchio nefasto. Quelli usati da Enrico Parente erano argomenti caldi, validi, condivisi dalla popolazione, ed infatti Parente risultò vincitore con una percentuale di voti quasi bulgara. Dopo 12 anni di dominio Parente, dieci targati Enrico, e gli ultimi due siglati Pietro, figlio di Enrico, lo spettro dello scioglimento per camorra si è ripresentato. In queste occasioni vien voglia di evidenziare un umile “ve l’avevamo detto”. Quel “GRAZZANISE ALLE ELEZIONI (forse)”, usato in ogni articolo che parlava di liste e possibili candidature, lo abbiamo motivato come invito alla calma, perché, per il paese mazzonaro, il voto di maggio era sub iudice, perché chi è abituato a guardare un po’ più in là del suo naso, e ha mani libere, poteva, con serenità, capire che di elementi validi, che, poi, avrebbero condotto al commissariamento, per il Ministro Cancellieri, ce ne sarebbero potuti essere. Ed infatti... Il trambusto amministrativo è iniziato con l’indagine che ha visto protagonista Enrico Parente e il suo presunto viaggio ad Innsbruck. Dopo che quella vicenda apparve sulle pagine della stampa locale e nazionale, i suoi colleghi consiglieri comunali, si dimisero alla spicciolata. Qualche esponente politico ad altri giornalisti ha etichettato la decisione della Cancellieri come “strana”, come una “iattura” per la comunità. Di certo è una decisione che non deve e non può far saltare di gioia i cittadini, ma sicuramente deve spingere loro ad una profonda riflessione, perché se una comunità viene sciolta per la terza volta, in tre epoche distinte, con tre maggioranze consiliari diverse, occorre realmente fermarsi a riflettere e rimboccarsi le maniche, perché il paese dovrà sopravvivere per 18 mesi, minimo, senza un’amministrazione scelta dal popolo. Se volete capire i motivi dello scioglimento, seguite casertace.net... Giuseppe Tallino