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S. MARIA C. V. / In città comanda la camorra, Rauso riflette sulle dimissioni: "La politica è succube, l'infiltrazione è evidente"

Per anni è stato oggetto di minacce e di aggressioni. Oggi, il consigliere comunale non si stupisce della recrudescenza degli attentati, culminati l'altra notte con la bomba sott


Per anni è stato oggetto di minacce e di aggressioni. Oggi, il consigliere comunale non si stupisce della recrudescenza degli attentati, culminati l'altra notte con la bomba sotto casa del figlio di Enzo Natale   SANTA MARIA CAPUA VETERE - Gaetano Rauso è sinceramente sfiduciato. Gli fa male vedere Santa Maria Capua Vetere riproiettata dentro ad una spirale di violenza bruta. Gli fa male vedere che oggi, Santa Maria Capua Vetere annovera più attentati e più intimidazioni anche rispetto alle contrade di Gomorra. "Mi piace, ma mi duole anche ricordare in questo momento - dichiara a Casertace il consigliere comunale - le parole del procuratore della Repubblica, Corrado Lembo, il quale ha affermato che Santa Maria Capua Vetere è la cucina del clan dei Casalesi. In un primo tempo la presi come una battuta, ora ho capito che cosa voleva dire con quella frase il procuratore". Rauso parla all'indomani della bomba scoppiata sotto la casa del figlio di Enzo Natale. Un episodio non isolato che denota quale sia il livello di tensione e di infiltrazione camorristica dentro alla città, dentro ai grandi affari e dentro ai rapporti che questi grandi affari hanno con la loro committenza politica ed istituzionale. "Non può rappresentare una consolazione per me - aggiunge Rauso - il fatto che l'episodio deprecabile, assolutamente condannabile, come quello verificatosi due notti fa rappresenti una puntata di una sceneggiatura che io nei miei molteplici interventi da consigliere comunale avevo ipotizzato, tutto sommato previsto. Da anni sto dicendo che le istituzioni devono tenere le antenne alte per bloccare le mire e le ambizioni della criminalità organizzata. Per carità, non voglio accusare nessuno, ma ognuno di noi che svolge una funzione avrebbe dovuto fare di più. Ora, potrebbe essere troppo tardi". Anni fa, Gaetano Rauso, dopo alcune sue denunce politiche presentate ai tempi dell'amministrazione Giudicianni, subì una vile aggressione, un attentato. Ebbene, anzi, emmale al tempo, il consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere non avvertì l'esigenza di riunirsi per esprimere solidarietà a Rauso e per condannare senza sé e senza ma l'attività di intimidazione di schegge della criminalità organizzata. "Nessuno, in questo momento - sottolinea Rauso - può ergersi a censore. Nessuno può affermare di essere dalla parte della ragione e della legalità, dato che al tempo l'amministrazione comunale era nelle mani di diverse persone che oggi si dichiarano oppositori, ma che sono i principali responsabili dello scempio di Santa Maria Capua Vetere". Rauso non esclude che nei prossimi giorni possa arrivare alla decisione clamorosa di dimettersi. "Lo farei, perchè ritengo che oggi l'infiltrazione della criminalità organizzata, nella politica e nelle istituzioni rappresentative di Santa Maria Capua Vetere, sia un dato palpabile. Dunque, io non sono in condizione di svolgere la mia funzione di consigliere comunale con serenità. Volete che parli più esplicitamente? Ho paura. Mi sento isolato, abbandonato. Occorrerebbe un'iniziativa forte. E purtroppo la politica locale non ha la forza di realizzarla. Occorre che ci pensino altri poteri ed altre istituzioni, a partire dalla magistratura". G.G.