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CANCELLO ED ARNONE / Ecco la verità di Ambrosca sull'Ici non pagata dai suoi congiunti

L'ex sindaco: "La Cassazione ci diede ragione e stabilì che la quota da pagare era di 280 euro pro capite e non 3.300 euro cadauno pretesi dal Comune del Basso Volturno"  


L'ex sindaco: "La Cassazione ci diede ragione e stabilì che la quota da pagare era di 280 euro pro capite e non 3.300 euro cadauno pretesi dal Comune del Basso Volturno"   CANCELLO ED ARNONE - E' arrivata, mediante un sito on line del Basso Volturno la presa di posizione dell'ex sindaco Ambrosca sulla vicenda giudiziaria relativa all'Ici non corrisposta dai suoi familiari. Una vicenda che ha scritto un capitolo importante con la recente sentenza della Corte di Cassazione. Secondo l'ex primo cittadino di Cancello ed Arnone, le quote Ici ascrivibili ai suoi familiari e allo stesso esponente politico furono calcolate dalla commercialista di fiducia e quantificate negli anni 2001 e 2002 a circa 105 euro annui per ciascuna delle sette singole posizioni. Somme, a detta dell'ex fascia tricolore, pagate. "Successivamente, - ha precisato Ambrosca - in fase di accertamento, il Comune di Cancello ed Arnone determinò le quote in circa €. 3.300,00 annue pro capite. Importo che fu in seguito rideterminato da parte del comune stesso in €. 280,00 circa annue. L’accertamento comunque, venne impugnato dai contribuenti e la disputa si concluse con la nota sentenza della Cassazione che, a conti fatti, ha confermato in €. 280,00 annue (2001 e 2002) pro capite la somma da pagare". Nella precisazione di Ambrosca si capisce quale è stato il senso di questo contenzioso. Se abbiamo capito bene, ma Ambrosca, eventualmente può precisare ancora meglio il concetto, i suoi familiari hanno pagato 105 euro pro capite, mentre la Cassazione, in base all'impugnazione degli accertamenti del comune, sancì che nel 2001 e nel 2002 la quota pro capite da pagare sempre per i componenti della famiglia Ambrosca si aggirava intorno ai 280 euro a testa, quindi una somma certamente superiore a quella pagata, anche se inferiore alle pretese del Comune del Basso Volturno, il quale pretendeva dagli Ambrosca 3.300 euro cadauno. "Nel frattempo - conclude Ambrosca - il comune, a fronte di una complessiva somma di €. 6000,00 circa da recuperare comprese le sanzioni, si è visto recapitare, dal suo avvocato, una parcella di €. 12.000,00". Max Ive