Cronaca Nera

AGG. 8,03 - Il proprietario del Bingo di TEVEROLA si impicca nel carcere di S.Maria C.V. dopo un colloquio con la moglie

Il suicida era detenuto presso il Padiglione Tevere, in regime di alta sicurezza. Era stato arrestato lo scorso giugno insieme ad altre 56 persone ritenute coinvolte, dalla Dda di Napoli, in un ciclo di riciclaggio sporco di denaro gestito dal clan dei ca


 AGG. 8,03 - Si chiama Mario Cantone, il 44enne che ieri, martedì, ha deciso di farla finita impiccandosi nel Padiglione Tevere del carecere di Santa Maria Capua Vetere. Originario di Napoli ma residente a Teverola, Cantone era molto conosciuto per aver gestito, insieme ai fratelli, una nota sala bingo della città e per averne aperta un'altra per conto proprio, la "Casinò normanno". L'uomo si trovava in carcere da otto mesi, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico: era stato arrestato lo scorso giugno insieme ad altre 56 persone ritenute coinvolte, dalla Dda di Napoli, in un ciclo di riciclaggio sporco di denaro gestito dal clan dei casalesi, attraverso il reinvestimento dello stesso in sale gioco, tra le quali quella di Cantone, e attività di scommesse online. Cantone si è sempre dichiarato estraneo ai fatti e attendeva, a giorni, di conoscere la decisione dei giudici sulla sua scarcerazione. In passato, il 40enne aveva lottato contro la dipendenza dalla droga, e ne era uscito psicologicamente molto provato, tant'è che i suoi difensori, Mauro Iodice e Franco Liguori, aveva presentato istanza perchè uno psicologo potesse visitarlo. Richiesta rigettata, e Cantone è sprofondato in un baratro che, ieri, dopo l'ultimo colloquio con la moglie, l'ha portato a compiere il gesto estremo di togliersi la vita. SANTA MARIA CAPUA VETERE - "A quattro giorni da un analogo caso di suicidio, oggi un altro detenuto si è tolto la vita. E' successo nel carcere di S. Maria Capua Vetere, dove un detenuto 40enne si è impiccato in cella subito dopo un colloquio con i familiari". Lo rende noto Donato Capece, del sindacato autonomo polizia penitenziaria. "Era detenuto per reati associativi nel Padiglione Tevere, in alta sicurezza - aggiunge - nonostante il lavoro degli agenti non si è riusciti ad evitare il gesto".