Cronaca Bianca

ESCLUSIVA - Aiutooo!!! Nell'ospedale di Caserta hanno rapito la dirigente Costantini. Quella che ha "cazziato" le milionarie aziende fornitrici non è la stessa persona

Dopo anni in cui Gesan e compagnia hanno incassato milioni e milioni di euro, facendo il bello e il cattivo tempo, e pagando i dipendenti a stra-singhiozzo, ora il capo del Provve


Dopo anni in cui Gesan e compagnia hanno incassato milioni e milioni di euro, facendo il bello e il cattivo tempo, e pagando i dipendenti a stra-singhiozzo, ora il capo del Provveditorato, che non è arrivata ieri, chiede chiarimenti sulla mancata corresponsione degli emolumenti. Ma guarda un po', questo succede pochi giorni dopo l'arrivo del commissario     CASERTA - Tra le tante vicende controverse e, per tantissimi aspetti, inquietanti, che hanno toccato la gestione dell'azienda ospedaliera di Caserta, se ne potrebbe aggiungere, da stamattina, un'altra: un vero e proprio caso giallo di sostituzione di persona. Perchè la si può fare a chi ha il cervello solo abilitato alla marchetta, all'intervista a tappetino, che non ha occhi per vedere e dignità per onorare la professione di giornalista, ma non la si può fare a noi di Casertace. Abbiamo lasciato sfogare, in questi giorni, l'inviato commissariale di Stefano Caldoro a compiacersi di un paio di genuflessioni del marchettismo in perenne servizio militante ed effettivo. Ora scriviamo noi: commissario Sarnelli, "no Casertace, no press". Lei deve affrontare, a partire da lunedì, questo caso di sostituzione di persona, perchè il capo del Provveditorato dell'ospedale, in pratica la cassiera, signora Costantini, già pupilla, e forse ancora oggi pupilla, del consigliere regionale dei socialisti dell'altra parte della luna caldoriana, Gennaro Oliviero, in effetti è stata rapita ed è tenuta in ostaggio in qualche cantina di Piedimonte Matese. Infatti, la Costantini che ha scritto, nei giorni scorsi, una lettera a tre aziende fornitrici di servizi, è stata costruita nel laboratorio di Casertace, come l'Andromeda di un celebre romanzo sceneggiato (allora, autarchicamente, si chiamavano così e non fiction) della Rai degli anni '70. Andromeda Costantini scrive alle aziende fornitrici, domandando loro conto dei motivi per i quali non pagano, con puntualità, lo stipendio ai loro dipendenti, che sono centinaia e non poche unità. Andromeda Costantini clona, in sostanza, una ventina di articoli, pubblicati da questo giornale nell'intero arco del 2013, nei quali denunciavamo il turbillon di affidamenti milionari alla Gesan e alle sue consorelle ultimo dei "cadeau", datato novembre 2013, l'affidamento dei servizi del Centro Unico Prenotazioni. Andromeda Costantini non è la stessa persona che per anni, ricoprendo lo stesso incarico, al servizio della direzione strategica, formata da Bottino, Paternosto e Ovaiolo, ha firmato mandati di pagamento senza batter ciglio, quando gli stipendi e i dipendenti dei fornitori di servizi non venivano corrisposti, esattamente come ora e più di ora. Dunque, se la Costantini crede a quello che ha scritto in quest'ultima lettera, deve anche accompagnare la sua missiva con un'altra lettera, quella in cui, riconoscendo la propria inadempienza del passato, rassegna le sue dimissioni nelle mani della testa d'uovo di Caldoro. Ma la Costantini non lo farà mai. Lei non lo farà, ma lunedì mattina l'ufficio del commissario Sarnelli riaprirà e noi saremo ancora qui a ricordargli questa ulteriore storia, che molto lunga la dice su quella che è stata la governance (si fa per dire) dell'ospedale civile di Caserta in questi ultimi anni.   Gianluigi Guarino