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Pio Del Gaudio la domenica va da Cosentino, il mercoledì va al Senato a proporsi a De Siano per la carica di coordinatore provinciale

Era scortato da Pasquale Giuliano CASERTA - Da un conciliabolo, un crocchio, un arrocchio costituito dal neo coordinatore regionale di Forza Italia, Domenico De Siano, dall'ex


Era scortato da Pasquale Giuliano CASERTA - Da un conciliabolo, un crocchio, un arrocchio costituito dal neo coordinatore regionale di Forza Italia, Domenico De Siano, dall'ex senatore Pasquale Giuliano, reduce da una consistente vacanza negli Emeriti Arabi Uniti e dal sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, non ci si può aspettare un approfondimento del leviatano di Hobbes. Piuttosto l'ennesima chiacchierata su un assetto possibile di Forza Italia in provincia di Caserta pescando, tra quelli, come Pio Del Gaudio, che la domenica si sono messi, in verità, un po' controvoglia, in prima fila nella Stazione Marittima, e il mercoledì' sono andati a palazzo Madama per coltivare un obbiettivo non recondito, dato che Del Gaudio non scherza quando dice di puntare al coordinamento provinciale del partito, alla cui guida vuole, evidentemente, porre a disposizione la qualità, il carisma, la consistenza, la capacità di discriminare le cose che servono alla città da quelle che servono i poteri forti. Il problema è che Del Gaudio non è il solo sindaco che punta al coordinamento provinciale e che si è andato a proporre con l'imprimatur di Pasquale Giuliano, ormai diventato uno "gigginocesariano" di ferro. Quel magnifico personaggio che risponde ad Angelo Di Costanzo, sindaco di Alvignano, l'uomo che ha cambiato più casacche di quante non ne abbiano cambiato Vieri e Roberto Baggio, oggi di nuovo in Forza Italia dopo che negli ultimi due mesi ha applaudito in prima fila Paolo Romano e il battesimo del Ncd. Ma le promesse di Cesaro hanno raggiunto anche Domenico Ventriglia, sindaco di Curti e in lotta con Sagliocco per spuntare un posto da ripescato nel consiglio regionale. Poi ci sono altri nomi di persone che come i calciatori svincolati si vanno ad offrire a Cesaro e al figlio di Cesaro con i quali Berlusconi vorrebbe rinnovare il partito. Se non si trattasse del cavaliere storicamente iperpragmatico e condizionato, in questo periodo, almeno per quel che riguarda le scelte della Campania della sua fidanzatina Francesca Pascale, parleremmo di gestione schizofrenica, perché come si fa a dire che Cosentino è il passato e Giggino Cesaro e il suo pingue figliolo sono il presente e il futuro? Gianluigi Guarino