Cronaca Nera

TUTTI I NOMI, I VIDEO E TUTTE LE FOTO - CAMORRA 4 ARRESTI - Armi dall'Est, manette agli uomini del clan Belforte. L'indagine è quella di Grillo e Polverino

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagine preliminari del Tribunale di Napoli, è stata eseguita pochi minuti fa dai Carabinieri del Nucleo


L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagine preliminari del Tribunale di Napoli, è stata eseguita pochi minuti fa dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta  AGG. - 10.56 -  Vendita e detenzione di armi esplodenti provenienti dall'Est Europeo, un vecchio sequestro di armi effettuato un anno fa, precisamente nel giugno 2013, da questi fatti ha preso corpo l'inchiesta di oggi che ha condotto in carcere 3 elementi del clan Belforte di Marcianise, mentre uno era già detenuto. Si tratta di Camillo Belforte figlio di Salvatore, capoclan del gruppo criminale di Marcianise e dintorni Domenico Di Lillo Gabriele Piccolo Agostino Ragozzino - già detenuto Associazione a delinquere di stampo mafioso   MARCIANISE - Nelle prime ore della mattinata di oggi, venerdì, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagine preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di 4 indagati esponenti del gruppo camorristico “Belforte” di Marcianise, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e vendita di armi e materiale esplodente, reati tutti aggravati dalla finalità di esser stati commessi al fine di agevolare l’organizzazione camorristica.     L’operazione odierna costituisce un ulteriore sviluppo dell’indagine che ha già portato nei mesi scorsi all’emissione di provvedimenti cautelari, fra gli altri, di un imprenditore casertano collegato al predetto sodalizio, di un consigliere regionale, di alcuni dirigenti dell’ASL di Caserta, nonché di persone ritenute prestanome del gruppo camorristico Belforte e al contestuale sequestro di beni mobili e immobili per un valore di circa 30 milioni di euro. La attività di indagine si è sviluppata attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento, nonché con l’acquisizione di riscontri ad alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia in passato affiliati alla citata consorteria criminale. Le indagini hanno permesso, inoltre, di chiarire i ruoli, all’interno dell’organizzazione camorristica, delle persone oggi colpite da misura cautelare in carcere, tra la quale l’attuale reggente del medesimo sodalizio - figlio del noto Salvatore Belforte, capo indiscusso dell’organizzazione criminale - che per la prima volta viene colpito da misura cautelare in carcere per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. L’attività investigativa ha portato al rinvenimento e sequestro, nel corso delle indagini, in particolare in data 7 giugno 2013, di un arsenale composto da 10 pistole, una pistola mitragliatrice e anche una bomba a mano modello ananas, armi tutte ritrovate dai militari in perfette condizioni.