Economia e Territorio

INDESIT, gli operai: "Ci sentiamo discriminati rispetto ad Electrolux"

Stamattina alcuni dipendenti, a nome dei circa 400 addetti in servizio hanno scritto una lettera agli organi di stampa lamentando il differente trattamento rispetto ai colleghi della multinazionale svedese


Stamattina alcuni dipendenti, a nome dei circa 400 addetti in servizio hanno scritto una lettera agli organi di stampa lamentando il differente trattamento rispetto ai colleghi della multinazionale svedese   TEVEROLA - C'e' indignazione e rabbia tra i lavoratori degli stabilimenti "Indesit" di Teverola-Carinaro per l'annunciato epilogo della vicenda Electrolux. Stamattina alcuni dipendenti, a nome dei circa 400 addetti in servizio - la restante parte, oltre 500, sono in cassa integrazione - hanno scritto una lettera agli organi di stampa lamentando il differente trattamento rispetto ai colleghi della multinazionale svedese, per i quali, scrivono, "in poche ore sono scesi in campo, in ogni ordine e grado, politici, rappresentanti sindacali e finanche ecclesiastici mentre il presidente del Consiglio Enrico Letta ha menzionato la vertenza nella sua missione a Bruxelles". Sotto accusa il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, che - affermano i lavoratori dell'Indesit - "ha preso impegni precisi e personali di salvaguardare in Italia un'azienda svedese, diversamente da Indesit che, essendo un'eccellenza italiana, poteva essere de localizzata nei Paesi emergenti dell'Est Europa". I lavoratori se la prendono anche con i mass-media. "La verità - scrivono - è che oltre 1000 lavoratori sono stati affidati al sistema di ammortizzatori sociali sulle spalle della collettività'". Nei prossimi giorni chiuderà lo stabilimento di Teverola, la cui produzione di lavatrici a carica frontale andrà in Turchia e resterà aperto solo lo stabilimento gemello di Carinaro dove si produrranno frigoriferi e, fino al dicembre prossimo, lavatrici a carica. Solo dal prossimo anno inizierà la produzione di piani cottura. Dal primo febbraio, partirà la cassa integrazione straordinaria per gli oltre 900 dipendenti; la procedura sarà' a rotazione, e ogni giorno in media saranno oltre 300 le unità in servizio. "In questi giorni i lavoratori turchi - afferma emozionato Vincenzo Di Spirito - stanno smontando i macchinari; per noi che è stato un colpo durissimo". "La politica di casa nostra, e mi riferisco sia gli esponenti della Regione che ai parlamentari, sono stati assenti e hanno permesso di smantellare un'azienda storica e di condannare un territorio già distrutto dalla camorra e dall'illegalità" dice un altro lavoratore, Domenico Cammisa.