Economia e Territorio

ROCCA D'EVANDRO - Il sindaco Marrocco "manda in bianco" 180 lavoratori della Johnson. Ora è polemica

Il primo cittadino diserta, con una motivazione piuttosto generica, l'incontro con i rappresentanti dell'azienda dell'indotto Fiat che vive una pesantissima crisi. Gennaro Olivier


Il primo cittadino diserta, con una motivazione piuttosto generica, l'incontro con i rappresentanti dell'azienda dell'indotto Fiat che vive una pesantissima crisi. Gennaro Oliviero all'attacco: "Il rinvio dell'audizione è un'occasione persa"     ROCCA D'EVANDRO - Sotto accusa il sindaco Angelo Marrocco e il presidente Giovanni Baldi della società Johnson Controls, autori del rinvio dell’audizione regionale atta a sanare i problemi dei 180  lavoratori. La Johnson è un’azienda che ha operato soprattutto nell’indotto della Fiat di Cassino, producendo, tra le altre cose, plastiche, sedili e altri accessori interni per le automobili. Audizione regionale per risolvere le molteplici  problematiche dello stabilimento “Johnson Controls Interiors” di Rocca d’Evandro, il sindaco Angelo Marrocco ha fatto saltare la seduta adducendo presunti  impegni improrogabili, facendo  perdere un’occasione utile per i circa 180 lavoratori a garanzia delle attività produttive del sito roccavandrese. Il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero del gruppo consiliare PSE, dopo essersi impegnato a programmare l’audizione, atta a non far  aumentare la crescita dei lavoratori che usufruiscano del fermo lavorativo ( ammortizzatori) in modo da non sforare la soglia del 60% della solidarietà statale,  nel ricevere la comunicazione degli impedimenti del sindaco Marrocco ha sottoscritto: “Esprimiamo forte rammarico per il rinvio dell’audizione in merito alla crisi del comparto auto, si è persa un’occasione utile atta a fare emergere le contraddizioni e le criticità legate all’attuale congiuntura economica internazionale le quali stanno determinando gravissimi squilibri a danno dei lavoratori e dell’indotto all’interno del territorio del Comune di Rocca d’Evandro. La politica tutta, ad ogni livello, deve scendere in campo con determinazione: oggi Fiat conclude con successo importanti acquisizioni societarie all’estero, mentre in Campania e in Italia si lasciano chiudere fabbriche, con i lavoratori che restano senza lavoro, nella totale indifferenza delle nostre istituzioni chiamate ad intervenire”. Nel comunicare le sue giustificazioni che, hanno fatto rinviare a data da destinare l’importante audizione, il sindaco Marrocco, senza porsi alcun problema ha dichiarato: "Il sindaco del Comune di Rocca d’Evandro,venuto a conoscenza, attraverso  fonti non istituzionali  e  con notevole ritardo, della convocazione  di cui all’oggetto,  con la presente comunica impedimento a partecipare, per impegni improrogabili e  dispone il rinvio della audizione a data da concordarsi prioritariamente  con le autorità  amministrative del comune  di Rocca d’Evandro e con la direzione dello stabilimento Johnson- E’ opportuno,intanto,sottolineare che, lo stabilimento Johnson  svolge attività produttiva che   rientra in un ambito  coinvolto e soggetto a  contingenze  internazionali di settore, la cui criticità  necessita di interventi di ben altra portata da adottarsi soprattutto  in sede  nazionale  ed  europea. Limitare i provvedimenti sulla criticità del settore, al problema della Johnson di Rocca D’Evandro, ed al tavolo di audizione della commissione regionale  e’ politica riduttiva e  speculativa la cui  misura   si identifica nel  livello culturale e politico    della fonte sollecitante la stessa richiesta di  audizione”. In risposta al comportamento del sindaco Marrocco che, a detta dei lavoratori ha dimostrato  totale indifferenza alle loro  problematiche lavorative, Luigi Riccio rappresentante CAE ( comitato aziendale europeo),unitamente a tutte le rappresentanze RSU dello stabilimento Johnson Controls ha sottoscritto una missiva inviata al  responsabile dello Stabilimento: “Questa RSU, con profondo rammarico, è venuta a conoscenza del rinvio dell’audizione chiesta in merito alla forte crisi che il nostro settore da anni  subisce.Si vanno creando difatti nuove forme di povertà, non sempre denunciata ma subita in modo passivo, che incidono in primo luogo sulle famiglie di tutti i lavoratori dello stabilimento, con forti ripercussioni sulla vita di ognuno di loro. In alcuni casi noi serviamo da raccoglitori di tale sfogo, ma non sempre siamo nelle condizioni di trovare risposte alle loro domande. In altri casi ci adoperiamo per trovare eventuali forme di sostegno economico, consapevoli che in questi anni sono stati utilizzati ammortizzatori tali da sostenere l’occupazione nella nostra fabbrica. Tuttavia siamo all’ultimo sostegno che lo Stato è in grado di garantire:la solidarietà. Nel secondo anno si è arrivati al 59,22% del sostegno a fronte della soglia di sbarramento (che non supera il 60%), con un’ulteriore perdita economica, visto che il governo nella legge ultima di stabilità ha ridotto la percentuale economica del 10%, in seguito alle richieste interne all’Azienda di non creare ulteriori esuberi e di interrompere la flessibilità interna (cosa che non ha ragion d’essere vista l’imponente riduzione del lavoro). Quel poco che si fa, sarebbe il caso di farlo bene!Alcuni dirigenti interni sfruttano il momento di debolezza che i lavoratori e i sindacati attraversano. Questi ultimi rinunciano a lotte (scioperi)poiché fare azioni di questo genere risulta difficile essendosi ridotti a 4 / 5 giorni di lavoro al mese. Dinanzi ad una Dirigenza ormai sorda decade ogni forma concreta di dialogo. Noi lavoratori, davanti alle sfide di produttività, non ci siamo mai tirati indietro ma, dinanzi ad uno sforamento di percentuale, c’è un forte rischio di perdere l’unico ammortizzatore che ci rimane. Questa della commissione Regionale poteva diventare un’occasione per tutti, sia per noi lavoratori che per la stessa Azienda. Da parte nostra non si è mai perpetrata la volontà di fare emergere nessuna questione politica, bensì di profonda crisi sociale”.   Anna Izzo