Cronaca Nera

AGG ORE 11.20 - LE FOTO, I FUNERALI DEL PESCATORE MORTO ANNEGATO A MONDRAGONE - Tanta commozione, chiesa di San Nicola brulicante. Don Lorenzo Langella: "Giuseppe vittima del dovere... di portare il pane a casa. Perchè il Sud deve rimanere incatenato?"

Il rito funebre officiato da don Lorenzo Langella e Don Franco Alfieri. Presenti alla cerimonia anche tutte le autorità civili e militari della città   di Max Ive e Wal


Il rito funebre officiato da don Lorenzo Langella e Don Franco Alfieri. Presenti alla cerimonia anche tutte le autorità civili e militari della città   di Max Ive e Walter De Rosa Agg. 11.20 - MONDRAGONE - Nel mentre nella chiesa di San Nicola è calato il silenzio doloroso, a prendere la parola è stato don Lorenzo Langella, parroco della comunità religiosa a cui apparteneva  anche Giuseppe Rinaldi, il pescatore morto annegato nelle acque del mare di Mondragone, sabato pomeriggio. Nel suo sermone il sacerdote ha toccato anche temi sociali e politici che hanno caratterizzato la tragedia mondragonese e, nel contempo ha sottolineato il fatto che Giuseppe è morto per compiere il suo dovere di pescatore e di padre di famiglia, in quanto chiamato nell'esigenza e nelle necessità a "mettere il pane a tavola". "Al Sud ancora vittime del dovere - ha precisato il sacerdote - che nonostante gli ostacoli e la violenza della natura intendono sopperire alle necessità della loro famiglia portando il pane a casa". Poi Don Lorenzo si spinge anche oltre, considerando il fatto, che la chiesa fosse brulicante di autorità comunali e statali,  ponendosi una domanda: "Perchè il Sud deve rimanere incatenato?". Chiaro il riferimento alle condizioni di vita e di lavoro di una categoria, quella dei pescatori di Mondragone... Ma nella genericità dell'intervento, il parroco ha deciso di stimolare i presenti, in quanto conosce bene la realtà di una cittadina del Sud, quale è Mondragone. Poi l'addio, l'ultimo saluto... "Ti diciamo addio, anche se questo non è un distacco, chiedendo a Dio di Lasciarci illuminare, al fine di comprendere che proprio quell'amore "materno" di Dio non vuole la morte dei suoi figli... Noi accogliamo la bontà del tuo cuore Giuseppe. La vita è anche solidarietà e capacità di unirsi  davanti agli ostacoli. La vita continua, ed è possibile superare ogni ostacolo".     ORE 10.40 - MONDRAGONE - E' appena iniziato il rito funebre del pescatore morto annegato nelle acque del mare di Mondragone, sabato pomeriggio. La bara di Giuseppe Rinaldi, contornata di orchidee e rose, è giunta nella chiesa di San Nicola ed è stata portata a spalla. Commozione, dolore straziante e tante lacrime contraddistinguono i volti degli amici, dei parenti, dei pescatori di Mondragone, nonchè dei familiari stretti. In una chiesa brulicante di fedeli erano presenti anche il sindaco di Mondragone, Giovanni Schiappa, il comandante della Capitaneria di Porto, Iodice, il capitano dei Carabinieri, Lorenzo Iacobone, il comandante della locale stazione dell'Arma, Zito, il consigliere comunale Luigi Beatrice, il presidente del Consiglio, Pasquale Marquez. Ad officiare il rito funebre i sacerdoti Don Lorenzo Langella e Don Franco Alfieri.