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LEGAPRO. AVERSA NORMANNA, calma e qualità la ricetta per restare in LegaPro

Contro l'Ischia, pagati la mancanza di creatività e l'ennesima espulsione. La beffa: la Procura Federale ha aperto un'inchiesta per eccesso di giocate sulla vittoria normanna H


Contro l'Ischia, pagati la mancanza di creatività e l'ennesima espulsione. La beffa: la Procura Federale ha aperto un'inchiesta per eccesso di giocate sulla vittoria normanna Ha fatto male la terza sconfitta interna stagionale. Una sconfitta con l’aggiunta della beffa per l’Aversa Normanna, vista l’inchiesta della Procura federale per l’eccesso di giocate, precedentemente all’incontro, sulla vittoria granata. Una giocata forse suggerita agli scommettitori dal periodo nero che gli isolani stavano attraversando e causa dell’esonero di Campilongo ma che alla fine invece è stata tutt’altro che confermata dal campo. Proprio le audizioni pre-partita sono state individuate come causa della deconcentrazione. Ovviamente la controprova non c’è quindi non si può che giudicare quanto visto in campo: nel primo tempo l’Aversa è stata poco vivace ma, nonostante abbia provato a costruire gioco, ha visto chiusi bene tutti gli spazi dagli isolani e raramente ha impensierito Mennella. Al punto che il vantaggio ischitano era parso meritato. Nella ripresa dopo qualche buona occasione su calci di punizione, l’ennesima espulsione (quella di Suarino è stata la terza nelle ultime due partite in casa) ha spento ogni tentativo di rimonta nonostante una pressione a tratti insistente. Troppo poco per meritare il pareggio ma abbastanza per dimostrare che l’Ischia tutto era tranne che un’avversaria insormontabile. Insomma una prestazione nel complesso brutta e deludente.  Con il senno di poi si è parlato di uno schieramento, con due esterni di centrocampo offensivo ed altrettanti attaccanti di ruolo, troppo audace. Ma più che ‘audace’ lo si può definire poco ‘creativo’. Comini non è stato, forse perché non ha ancora il ritmo partita necessario, straripante come contro il Castel Rigone. E mancando anche Di Vicino sono mancati i rifornimenti alle punte, necessari contro un avversario che si chiudeva bene. Forse questo si può rimproverare al tecnico. Probabilmente partire con il 4-2-3-1 e Di Vicino, più adatto a contenere di un attaccante ed a creare gioco, per poi in caso di necessità giocarsi il jolly Vicentin (o Majella), vista la situazione sarebbe stato più adatto. Soprattutto in considerazione di quanto poco sta rendendo effettivamente in termini realizzativi Vicentin, nonostante l’insistente fiducia di Di Costanzo. Del resto anche un pareggio non sarebbe stato un risultato da buttare. Ed a dimostrazione che quanto le scelte del tecnico abbiano convinto poco, ieri c’è stato un summit societario alla presenza dell’allenatore. In questo momento c’è soprattutto bisogno di nervi saldi e, nelle partite prevedibilmente ‘bloccate’, di quell’inventiva che soprattutto Di Vicino, il calciatore più talentuoso in rosa, può dare. Perché da domenica non ci saranno più alibi. Anche perché, se è vero che l’Aversa è all’ottavo posto a pari punti con Poggibonsi e Chieti, il 13esimo posto che significa retrocessione diretta ora è lontano solo tre punti. Intanto la settimana in corso, oltre ad essere quella che porta al derby di Sorrento, è quella in cui si chiude il mercato. Mercato che, presumibilmente, per i normanni riguarderà soprattutto le uscite. Annunciata quella di Varsi, per cui si è parlato anche di Progreditur Marcianise: l’ufficialità è attesa nelle prossime ore. Nei giorni scorsi si è parlata anche di quella di capitan Di Girolamo, domenica nemmeno in  panchina, cui si erano interessati proprio i sorrentini. Un’uscita, nel caso, cui dovrebbe far da contraltare un ingresso, se non altro per una questione numerica. Del resto, quando si parlava della possibilità di intervenire sul mercato per potenziare il reparto arretrato del resto si è sempre detto che, prima di muoversi, si sarebbe atteso l’esito del ricorso avverso la squalifica per sei medi del capitano. Redazione sportiva