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IL RITORNO DI COSENTINO. Quasi zero le defezioni: solo il sindaco di MADDALONI, De Lucia, ha scelto Cesaro. I nomi casertani al gran completo

A questo punto la partita si sposta a Roma. Naturalmente, la posizione del coordinatore regionale De Siano non è conciliabile con un tentativo serio di mediazione NAPOLI - Un


A questo punto la partita si sposta a Roma. Naturalmente, la posizione del coordinatore regionale De Siano non è conciliabile con un tentativo serio di mediazione NAPOLI - Un partito assolutamente compatto. Cesaro, a Caserta, per il momento, non pesca nulla o quasi nulla. Stamattina, nella stazione marittima, era facilissimo contare gli assenti in considerazione del loro numero molto esiguo. Non c'era la Daniela Nugnes, che, al contrario, era presente ieri all'Hotel Vesuvio. Nessuna sorpresa, visto che la Mondragonese è assessore regionale e mai e poi mai può rompere con Caldoro. Mancava il sindaco di Maddaloni, Rosa De Lucia, la quale seguirà le orme del capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Maddaloni, Giusy Pascarella, amica personale di Francesca Pascale e, dunque, sulle posizioni di Cesaro padre e figlio. Della Cicia abbiamo già scritto. Nel pomeriggio ha dichiarato a Casertace che lei si considera neutrale tra i due schieramenti. Per il resto c'erano tutti. C'era il sindaco di Caserta, Del Gaudio, il presidente del consiglio comunale Gianfausto Iarrobino, il capogruppo Desiderio, il consigliere Mimmo Guida, il vicesindaco Ferraro. Anche i "provinciali" rimasti nel partito erano tutti nella Stazione Marittima, a partire dal presidente del consiglio provinciale Della Cioppa, proseguendo con i consiglieri Filippo Mazzarella, Nicola Garofalo, Magliulo. Allineati e coperti anche gli assessori Zaccariello, Giaquinto e il vicepresidente della provincia Dello Vicario che ad Aversa è in piena dissidenza con la Forza Italia di Pasquale Giuliano, totalmente allineata sulle posizioni del sindaco Sagliocco, nonostante l'adesione di quest'ultimo al Nuovo Centrodestra di Paolo Romano. In sostanza, dunque, Cesaro resta a bocca asciutta a Caserta. I 3 parlamentari, Petrenga, Sarro e D'Anna, riescono a tenere il partito compatto. Ora l'attenzione si spsota a Roma. Dopo la prova di forza di oggi, infatti, bisognerà vedere se Berlusconi proverà a mediare tra le due correnti e se, soprattutto, vorrà trovare un punto di equilibrio che certo non può essere rappresentato da Domenico De Siano, in pratica una controfigura messa li giusto perché Cesaro non poteva assumere lui direttamente la carica di coordinatore generale. G.G.