Cronaca Bianca

CASERTA-Case, supermercati e piscine tutte private nel buco 167. Le solite imprese paraemiliane, un'architetta sconosciuta e la follia di una variante al Prg nel cuore della procedura del nuovo Puc

Abbiamo fatto sfogare un po' le veline e ora ci prepariamo a raccontarvi tutto, ma proprio tutto, di questo ennesimo busines del cemento in una zona che presenta la densità di re


Abbiamo fatto sfogare un po' le veline e ora ci prepariamo a raccontarvi tutto, ma proprio tutto, di questo ennesimo busines del cemento in una zona che presenta la densità di residenti per metro quadrato tra le più alte della città. CASERTA- La speranza è che si tratti solo di una futile espressione propagandistica e che il sindaco Del Gaudio e l'assessore ai lavori pubblici Massimiliano Palmiero non dicano sul serio quando disegnano un percorso di approvazione del progetto per la costruzione di sessanta appartamenti, più palestra, supermercato e ci dicono anche anfiteatro all'interno del buco della 167, di quel buco grande come il crak della Cogein, la società di Mario Pagano Granata, che in quel buco doveva costruirci la stesa cosa o quasi cioè un centro commerciale e un bel po' di appartamenti ad uso uffici. Un percorso che, con la scusa dell'urgenza e la cancellazione di una ferita inferta alla città, vada ad inserirsi in quel buco qualsiasi cosa ben acchittata, elegante nelle sue tavole progettuali e nella musicalità di queste parole "piscina", beauty center che come abbiamo visto in altre circostanze sono piccole sirene utili a far digerire gli autentici core busines delle operazioni: cemento e speculazione, come nella 167, targata Cesaro, di cemento e di densità negativa non ce ne fosse già abbastanza. Tutte le attività sarebbero di proprietà del privato, al comune e cioè ai casertani rimarrebbe una piazzettina e la soddisfazione morale di aver riempito, finalmente, quella schifezza di buco. Ma al di là di questo, al di là della nostra ricerca che arriverà in porto della biografia professionale dell'architetta Maria Qualcosa Goglia, al momento a noi nota solo per aver svolto, in qualche circostanza, la funzione di Ctu per qualche giudice monocratico, dicevamo al di là del "chi è la Goglia?", al di là di quale sia l'ultimo segmento della visura strastorica della non meglio precisata imprese emiliana, titolare dell'operazione, al di là di tutto questo, speriamo che i tratti solo di propaganda, per un motivo semplicissimo apparentemente banale, ma non per la testa dei nostri augusti amministratori: da stamattina, 25 gennaio, il Comune di Caserta è entrato nella proroga, che la Regione Campania ha dichiarato ultimativa e non più dilazionabile, per l'approvazione del Puc. Ciò vuol dire che ci troviamo nel pieno della fase elaborativa. Sarebbe a dir poco sconcertante che mentre elabori un Puc, vai ad alterare le capacità abitative, in termini di dotazione di nuovi vani, con una variante al piano regolatore vigente, in via di azzeramento. D'altronde, cosa costa agli imprenditori emilian-casertani aspettare ancora tre o quattro mesi, in modo che il loro progetto, se proprio avrà il consenso della maggioranza dei consiglieri, venga reso possibile dallo strumento più organico come può essere il nuovo Puc, che ribattezzerebbe il buco della 167 non più come area da adibire a verde pubblico attrezzato, ma come area residenziale. Inutile dire che fino ad oggi ci siamo letti, con sorrisino ironico, le veline del Comune e oggi leggeremo i resoconti della manifestazione-spot che Del Gaudio, Palmiero e il consigliere  comunale De Crescenzo terranno, nel pomeriggio all'interno della parrocchia di parco degli Aranci. Da domani in poi, l'informazione su questa vicenda, quella limpida, autentica, quella dei nomi e dei cognomi, quella che non si ferma davanti alle teste di legno, la faremo, come sempre, noi di Casertace. Gianluigi Guarino