Politica

MADDALONI ALLE ELEZIONI. L'Invicibile Armata di Andrea De Filippo, le sue fobie, la carta al femminile per batterlo e Carmine Esposito "pannomen" torna in campo

Teresa Esposito, Francesco Capuozzo, Enrico Pisani e Nunzio Sferragatta

Potrebbero addirittura arrivare a 10 le liste


MADDALONI - (g.g.) Dipendesse da lui, o meglio dipendesse dalle sue fobie, Andrea De Filippo farebbe salire sulla sua nave che ormai non ha neppure più un posto in piedi, finanche Carmine Esposito, il famoso imprenditore delle pezze americane di Montedecore.

Dipendesse da lui. Ma dato che dipende anche da Carmine Esposito, a questo non si arriverà, visto e considerato che tra i due non è corso mai buon sangue. Ma Carmine Esposito, nella prossima campagna elettorale ci sarà. C'è chi dice per curare i suoi interessi economici; c'è chi dice che, tutto sommato, a lui la politica piace al punto che una volta ha anche fatto l'assessore in quota Margherita, se non ricordiamo male nell'amministrazione guidata da Michele Farina.

L'indicatore dell'impegno dell'imprenditore che si è costruito una villa con mura di cinta alte 6 metri e con altissime palme africane a punteggiarne l'area, è rappresentato dalla ritrovata vivacità su facebook di Angelo Belvito, il quale già impegnatissimo nel chiedere un cambiamento per Montedecoro, più pulizia, migliori strade eccetera. Se si votasse domani, Belvito sarebbe in campo con il pieno sostegno di Carmine Esposito, insieme alla ex consigliera comunale Antonietta Bernardo nella lista di Bruno Cortese, con cui Carmine Esposito pare aver già parlato.

Se poi questo tipo di collaborazione porterà alla costruzione di una lista intera che potenzialmente l'uomo dei panni usati è in grado di fare, si vedrà a breve.

Le fobie di Andrea De Filippo hanno innescato questo inciso, divenuto lungo, in quanto riguardante una persona importante di Maddaloni. Ma il filo conduttore è sempre lo stesso ed è quello che conduce i passi nervosi e complessi dell'uomo che non sopporterebbe emotivamente, nervosamente una nuova sconfitta, dopo quella del 2013, al ballottaggio con la De Lucia e dopo la mezza vittoria, divenuta intera sconfitta, alle ultime elezioni, allorquando, pur aggiudicandosi il ballottaggio non ha avuto la maggioranza in consiglio comunale e per questo è andato a casa.

Cosa ha fatto De Filippo immediatamente. E' andato a trattare con i suoi carnefici politici. Perchè una cosa è certa, Enzo Santangelo e Giovanni Sferragatta, perseguendo un piano chiaro, politicamente legittimo, sono stati i maggiori, se non gli esclusivi protagonisti della cadura di De Filippo.

A settembre scorso c'è stato il famoso pranzo in cui sarebbe stato stipulato un accordo. E di questo accordo si è visto subito l'effetto nel momento in cui la famiglia Sferragatta è passata, armi e bagagli, dalla sua parte, mentre Santangelo, pur rimanendo nel partito democratico, intrattiene un rapporto molto buono con De Filippo al punto che c'è chi pensa a una sorta di patto di non belligeranza.

Chiaro è che quelli che la battaglia l'hanno fatta nel maggio scorso, ora si chiedono come mai quelli che li fecero cadere, sono in prima fila nella coalizione di chi è caduto. La risposta c'è ed è incubata nella domanda. Questione di potere contrattuale, di peso politico nella coalizione.

Anche il povero Angelo Campolattano, il più votato alle ultime elezioni torna spesso col pensiero a quelle giornate di luglio, quando lui, che pur aveva delle perplessità visto che avrebbe ricoperto sicuramente la carica di presidente del consiglio comunale, si adeguò e andò dal notaio, spintovi da Sferragatta e Santangelo. Lo fece perchè riteneva che soprattutto Sferragatta stesse oggi dalla sua parte, mettesse in campo una lista in appoggio alla sua candidatura a sindaco, tanto sperata dall'odontotecnico di Maddaloni, quanto complicata da costruire.

Perchè il problema di ridurre il tasso di attrazione verso chi viene considerato vincente, è operazione complicatissima. Tutti sanno che questo De Filippo patologicamente inclusivo avrà problemi poi a governare tutti questi galli che vorranno cantare ma, con tutto il rispetto per la grande memoria di re Filippo II di Spagna, quella di De Filippo si configura evffettivamente, in scala maddalonese, come la storica Invincibile Armata.

Facciamo un breve quadro. La lista principale Maddaloni nel cuore, che De Filippo vuole sia la più forte e la più competitiva. già socntate le conferme di Siviero e Di Nuzzo. Per quanto riguarda Francesco Capuozzo, ha vissuto dei mesi un pò complessi nel senso che De Filippo ha troncato ogni rapporto con lui. Non sappiamo oggi quale sia l'umore di entrambi, ma se proprio ci tenete alle complicate e versatili azioni della famiglia Sabba, vi faremo sapere.

Enrico Pisani, pur rimanendo "intossicato" per l'accordo con la famglia Sferragatta un tempo alleata in affari, oggi rivale, dovrebbe rimanere nella coalizione mettendo in campo candidature già espresse l'ultima volta, a partire da quella dell'infermiera Teresa Esposito, sorella dell'ormai quasi ergastolano, Antonio Esposito detto o'sapunaro.

Pisani procede in combinazione con Luciano Di Donato il quale, a differenza di Pisani, non è un politico anomalo, ma un ortodosso nel senso che ha vissuto gli anni della Margherita, di cui se non ricordiamo male è stato pure segretario cittadino e che dovrebb dare quel tocco di eleganza del centrosinistra a quello che l'amico De Filippo ce lo conceda, è una vera e propria aaccozzaglia in cui c'è tutto e il contrario di tutto e che esprime il suo gradiente di fusione solo ed esclusivamente nel perseguimento della vittoria elettorale purchessia senza porsi minimamente il problema della reale governabilità di una città ormai distrutta fisicamente e moralmente da due anni di commissariamento.

Altri nomi per la lista Pisani-Di Donato sono quelli del simpaticissimo, perchè ci è simpatico sul serio, Gennaro Cioffi, il mitico mutandone, Vincenzo Mataluna.

Altro giro, terza lista di De Filippo. Rinascita Maddalonese già bilancia che poi sono i socialisti un pò storici, di Franco la Spina e Domenico Razzano.

Quarta lista, Maddaloni Libera. A questa sta lavorando direttamente Andrea De Filippo il quale incontra proprio in questi giorni i riferimenti principali a partire da Valerio Stravino, eletto nel maggio scorso e Nicola D'Errico.

Alleanza Popolare di Peppe Vigliotta e qui siamo al bipartisan pornografico. Destra, sinistra, centro. Insomma, ci siamo capiti, o "Franza o Spagna purchè se magna."

Naturalmente la lista UDC con Nunzio Sferragatta in prima fila affiancato da Giulio Farina.

Capitolo Forza Italia. Se sarà la Forza Italia di Carlo Sarro, Giorgio Magliocca, di Giggino la polpetta non sappiamo cosa faranno cioè se confermeranno o meno l'alleanza con De Filippo, stipulata l'anno scorso da Zinzi. E' chiaro che se dovessero cambiare campo non saranno seguiti sicuramente dai vari D'Alessandro, Franco Merola, Pino Magliocca detto "marocchino". insomma sarebbe una lista di Forza Italia significativamente più debole. Però, insomam se non sarà Forza Italia, sarà Forza Maddaloni. una di queste con de Filippo ci sarà.

Ci sarebbe poi una possibile lista a Montedecore che entrerebbe in constrasto e in netta contrapposizione con quella dell'uomo dei panni usati. La animerebbero Antonio Della Valle e Nicola D'Errico. Un fronte quello di Montedecore molto interessante che ci piacerà poi seguire in maniera specifica.

Capitolo Lerro-De Rosa: misero in piedi una lista che si chiamava Maddaloni futura. In questo periodo hanno cementato ancor di più i rapporti con De Filippo per cui non si può escludere a priori che possano andarsi a candidare anche loro nella lista più cara al candidato sindaco cioè quella di Maddaloni nel cuore. Ma anche questa privisione va scontata in funzione di un tempo più vicino alle scadenze cruciali a partire da quella della presentazione delle liste.

Otto o nove liste, dunque con quella ipotesi che gira anche di Luigi Bove, il quale però se ne sta abbastanza coperto che potrebbe addirittura fa rarrivar ela coalizione a 10 liste.

E allora, tornando a De Filippo e al suo omonimo Filippo II, un piccolo sforzo tra una protesi dentaria e l'altra, il Campolattano potrebbe pure farlo, magari un giretto veloce veloce su wikipedia per farsi consigliare un antidoto a questo apparente stra potere, a questa Invincibile Armata. Occorrerebbe contrapporre a De Filippo una donna, una candidata a sindaco. Meglio, molto meglio se il suo nome fosse Elisabetta.