Cronaca Nera

Carabiniere infedele condannato a 10 anni per estorsione. Tra lui e il carcere ora c'è solo la Cassazione

Dopodomani, 18 ottobre, parte l'ultimo processo


SANTA MARIA CAPUA VETERE - (Iris Persico) E' stata fissata per mercoledi' l'udienza in Corte di Cassazione per Antonio Merola, 42 anni, l'ex appuntato dei carabinieri nato a Santa Maria Capua Vetere ma vissuto prima a San Tammaro e poi a Pavia (ora sospeso dall'Arma) accusato di estorsione a un imprenditore, calunnia e detenzione di droga e armi.

A Roma, Merola, che sara' assistito da un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, si presenta con una condanna a 10 anni in Corte d'Appello, che ha riformato parzialmente la condanna di primo grado a 13 anni. Per l'accusa, l'appuntato, offrendosi come mediatore tra la famiglia di un imprenditore della provincia di Pavia e una banda di inesistenti ricattatori, avrebbe spinto la prima ad assecondare la richiesta di denaro spingendola a pagare 11.300 euro.

Lo stesso meccanismo, secondo l'accusa, era stato messo in pratica con un altro imprenditore, che aveva ricevuto sms minacciosi e la richiesta di pagare 40mila euro come risarcimento per un affare andato in fumo. La procura pavese in seguito gli aveva anche contestato la presenza di buste e ovuli di hashish nascoste nei cassetti della scrivania in ufficio e nel garage di casa e il possesso di una pistola semiautomatica Beretta. Secondo la difesa Merola avrebbe giustificato il grosso giro di richieste di soldi dicendo di aver pagato somme di denaro ai suoi informatori che in cambio poi lo avrebbero aiutato a fare antidroga. Fatti per ora non riscontrati.