Cronaca Bianca

AVERSA - Il piazzale antistante alla stazione dei carabinieri diverrà piazza Mons. Giovanni Gazza

La cerimonia si celebrerà sabato 25 gennaio AVERSA - Sabato prossimo, 25 gennaio, alle ore 16 sarà intitolata una piazza a Mons. Giovanni Gazza, vescovo di Aversa dal 1980 a


La cerimonia si celebrerà sabato 25 gennaio AVERSA - Sabato prossimo, 25 gennaio, alle ore 16 sarà intitolata una piazza a Mons. Giovanni Gazza, vescovo di Aversa dal 1980 al 1993. L’iniziativa promossa dall’amministrazione Comunale di Aversa guidata dal sindaco Giuseppe Sagliocco e voluta dal consigliere comunale Paolo Santulli vedrà l’intitolazione del piazzale antistante la stazione dei Carabinieri al vescovo che ha guidato la Diocesi di Aversa all’indomani del terremoto del 1980. Alle ore 16 presso la Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù sita in via Luca Giordano è previsto un momento di ricordo della figura di Gazza nel corso del quale interverranno il sindaco Giuseppe Sagliocco, il Vescovo della Diocesi di Aversa Mons. Angelo Spinillo e il vescovo della Diocesi di Avellino Mons. Francesco Marino. Alle 16,30 sarà scoperta la targa del ‘Piazzale Giovanni Gazza’ ed a tutti gli intervenuti sarà donato il volume, appositamente prodotto, in ricordo del compianto Vescovo. Giovanni Gazza, missionario Saveriano fu consacrato sacerdote il 29 giugno 1949. Per anni si occupò della stampa missionaria e in particolare di quello che poi si chiamò Centro Educazione alla Mondialità. Partì per il Brasile il 21 gennaio 1957. Fu eletto vescovo di Abaetetuba, nel nord del Brasile, il 12 novembre 1962, consacrato ad Aparecida l’8 dicembre 1962. Partecipò al Concilio Vaticano II. Rientrato in Amazzonia, vi rimase fino al settembre del 1966. Fu Superiore Generale dell’Istituto Saveriano dal 13 settembre 1966 all’11 agosto 1977. Giovanni Paolo II lo trasferì alla sede di Aversa, il 24 novembre 1980, il giorno dopo il terremoto dell’Irpinia che fece registrare vittime anche nella Città di Aversa, incarico che tenne per dodici anni, fino a quando per gravi motivi di salute, presentò al Papa le sue dimissioni e rientrò a Parma. Nonostante la malattia, nel 1996 volle tornare in Amazzonia e per alcuni mesi alla vita missionaria. Rientrato definitivamente a Parma, si spense il 6 dicembre 1998. Speranza Cardillo