Cronaca Bianca

ESCLUSIVA CASERTA - Cave, milioni di metri cubi di materiale di risulta commerciabile. Nessun pregiudizio verso Luserta, Vigliotti & C. Ma trasparenza sulle trattative col Genio Civile

Una vicenda a cui è stata messa la sordina, ma che è talmente importante per i cittadini di Caserta che non può essere relegata a piccola bega tecnico-amministrativa CASERTA


Una vicenda a cui è stata messa la sordina, ma che è talmente importante per i cittadini di Caserta che non può essere relegata a piccola bega tecnico-amministrativa CASERTA - Chiariamo subito un dato: non rincorriamo alcuna finalità punitiva, men che meno, siamo portatori di una visione fondamentalista, radicale e oltransista sulle modalità con cui si deve uscire dall'emergenza cave. Non consideriamo i cavaioli dei criminali o dei quasi criminali, ma degli imprenditori, i cui diritti, in questa fase di chiusura dell'attività di cava, almeno nei territori a ridosso della città di Caserta, hanno un valore, in quanto diritti appartenenti alla sfera di ciò che la legge e i principi generali costituzionali attribuiscono ad ogni imprenditore. E figuriamoci, se una cattedra liberale come questa si mette a fare la parte del torquemada, pratica che, purtroppo, violentando principi e valori in cui crediamo, a volte siamo costretti ad abbracciare davanti alle infinite ruberie, ai piccoli e grandi imbrogli che connotano le varie agenzie del settore privato nostrano. Ma in quel caso, almeno a nostro avviso, siamo al di là dei limiti sanciti dalla legge e dunque, proprio l'applicazione del principio liberale, necessita di una attività di lotta e di denuncia senza se e senza ma. Chiarito il concetto, perchè nessuno possa pensare che Casertace soffra di pruriti giustizialisti nei confronti dei vari Vigliotti di San Clemente, esercenti della cava in cima alla collina di San Michele, di coloro che hanno la titolarità di gestione della ex Moccia o del simpatico Antonio Luserta, persona che umanamente stimiamo non poco, veniamo al nocciolo della questione. Poco più di una settimana fa, abbiamo scritto per la prima volta del confronto, che si sta sviluppando negli uffici del Genio Civile di Caserta, presieduti non più dal caldoriano Di Benedetto, divenuto sindaco di Teano, ma da Francesca Maggiò, appartenente alla nota famiglia imprenditoriale di bresciani trapiantati a Caserta. Un confronto tra la Regione Campania, rappresentata appunto dal Genio Civile e gli imprenditori delle cave. Come si sa, il piano regionale vieta l'estrazione, cioè, in pratica sancisce il divieto di cavare. Mentre non impedisce la cosiddetta coltivazione di cava. In parole povere, tutte le azioni che servono a mettere in sicurezza il sito. In un paese serio, queste azioni sarebbero precisamente determinate e la loro identificazione non sarebbe delegata alle defatiganti trattative tra imprenditori e genio civile. E invece non è così. Non solo messa in sicurezza, ma anche riproposizione in maniera paesaggisticamente compatibile dei fronti di cava. Noi non vogliamo mestare troppo in questa minestra. Al genio civile e agli imprenditori chiediamo trasparenza. Ma non la trasparenza delle chiacchiere. Vogliamo sapere se in queste attività di coltivazione, di messa in sicurezza si producono meno materiali di risulta? Ed è vero che la quantità di questo materiale di risulta, sicuramente commerciabile è di milioni di metri cubi? A questo dovete rispondere. Non ci sfugge certo la discriminazione subita dai cavaioli di San Michele e S. Lucia nei confronti di re Caltagirone, dal quale le indagini della magistratura si sono tenute sempre lontane e che continua a macinare milioni e milioni di euro grazie all'escamotage della coltivazione di cava. Questo mentre Luserta e gli altri sono fermi da una vita. Noi non siamo a favore di una tesi o pregiudizialmente contraria ad essa. Chiediamo, anzi pretendiamo che i lavori in atto, il confronto aperto negli uffici del Genio Civile sia reso pubblico e trasparente. I cittadini hanno il diritto di sapere tutto. E se questo non avverrà, vuol dire che ci muoveremo noi, stavolta in grande stile. Gianluigi Guarino