Cronaca Bianca

ESCLUSIVA - Un po' dirigente della Regione, un po' prefetto: ecco l'identikit del probabile nuovo commissario dell'ospedale civile di CASERTA

Difficile pensare ad un direttore generale scelto allo scopo di confermare tutto il nocciolo della gestione degli ultimi 10 anni, anche di quegli anni, dunque, attraversati dall'i


Difficile pensare ad un direttore generale scelto allo scopo di confermare tutto il nocciolo della gestione degli ultimi 10 anni, anche di quegli anni, dunque, attraversati dall'inchiesta della DDA su presunte infiltrazioni camorristiche e dai controlli della commissione d'accesso ancora in atto   CASERTA - La situazione è ancora fluida. E a quest'ora, cioè alle 10 circa di mercoledì 15 gennaio è difficile arrischiare qualche nome per dare migliore definizione all'identikit di quello che dovrebbe essere il nuovo supercommissario dell'azienda ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano. L'algido Caldoro tutto è, fuorchè un fesso. E ancor meno fesso di lui è il fido del Gaizo, il Consigliere di Stato, da cui il governatore non si separa mai e che è l'unico, autentico filtro e artefive delle sue decisioni. Sanno bene, l'algido Caldoro e del Gaizo, che l'ospedale è oggetto di una pesante inchiesta giudiziaria su presunte infiltrazioni camorristiche e che queste infiltrazioni camorristiche, al momento presunto, sono anche oggetto di un controllo minuzioso da parte di una commissione d'accesso, in cui non c'è gente qualsiasi, ma alti ufficiali dell'arma dei carabinieri e della guardia di finanza e alti dirigenti della polizia di Stato. Con questi chiari di luna, Caldoro può ancora andare appresso a un Paolo Romano che vorrebbe procedere alla nomina del nuovo direttore generale, utilizzando Domenico Ovaiolo, il quale, ultimamente ha compiuto il gravissimo errore di schiacciarsi sulle posizioni di Diego Paternosto, il vero punto di riferimento, insieme a Carmine Iovine, del presidente del Cnsiglio regionale? Difficile, perchè questo significherebbe, per l'algido Caldoro, confermare sostanzialmente il gruppo di lavoro di Bottino, ma significherebbe pure puntare sulla stessa classe dirigente che da almeno una decina d'anni, dunque anche dentro al periodo oggetto dell'analisi della magistratura inquirente e della commissione d'accesso, ha dettato, in pratica, legge all'interno del nosocomio. Tutte queste valutazioni che l'algido Caldoro non può non fare, portano dritti a quella soluzione ipotizzata e preconizzata da Casertace: un commissario, nominato nei ranghi dei dirigenti della Regione Campania. Ma non un commissario alla Postiglione, per intenderci, ma un dirigente che arrivi, magari, dai ranghi prefettizi e che sia pronto, eventualmente, a rimanere in carica, con la benedizione della prefettura di Caserta, qualora il lavoro della commissione d'accesso dovesse determinare l'atto di scioglimento da parte del >Ministero dell'Interno. Questa è la situazione vera, al di la delle fanfaronate che raccontano in Regione alle staffette provenienti dall'ospedale. Il quadro potrebbe anche cambiare. E se cambierà noi saremo qua a rendervi note tutte le evoluzioni. Gianluigi Guarino