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Stop alle nascite a S.MARIA C.V. Oliviero: "Caso di malasanità legalizzata"

S.MARIA C.V - Sarebbe facile confezionare una battuta in merito alla vicenda sollevata dal consigliere reigonale del partito socialista, Gennaro Oliviero. I tagli draconiani infer


S.MARIA C.V - Sarebbe facile confezionare una battuta in merito alla vicenda sollevata dal consigliere reigonale del partito socialista, Gennaro Oliviero. I tagli draconiani inferti alla sanità pubblica, con la chiusura sostanziale dell'ospedale Melorio e la crisi che ha messo in ginocchio anche la clinica  S.Maria della Salute, rischiano di no far nascere più nemmeno un bambino a S.Maria C.V. Dite che è un male? Questa era la battuta, non abbiamo potuto contenere la nostra verve sardonica e istrionico-dissacratrice, ma ora ritorniamo un poco seri e vi invitiamo a leggere la nota di Gennaro Oliviero. G.G. COMUNICATO STAMPA -Nella seduta del Question Time del 16 gennaio approderà, nell’aula del Consiglio Regionale della Campania, la vicenda legata alla sospensione delle attività di Ostetricia e Ginecologia che interessa la Città di Santa Maria Capua Vetere, grazie ad una nuova interrogazione presentata dal capogruppo regionale del Pse, Gennaro Oliviero. Il punto nascita della Clinica “Santa Maria della Salute” di Santa Maria Capua Vetere, a seguito dell’esaurimento dei budget di esercizio, rischia di chiudere definitivamente rappresentando anche un problema occupazionale con 14 ostetriche e circa dieci fra medici e ginecologi a a rischio di licenziamento definitivo.  “A Santa Maria Capua Vetere non si potrà più nascere: troviamo assurdo l’immobilismo di Caldoro e dell’intera struttura commissariale dinanzi alla sistematica opera di smantellamento della sanità casertana, a danno del diritto alla salute delle nostre comunità - afferma il capogruppo regionale del Pse Gennaro Oliviero, promotore dell’interrogazione indirizzata al Presidente Caldoro. Siamo curiosi di come il Presidente Caldoro risponderà sull’ennesimo caso di immobilismo e di continua inadempienza, elementi, a nostro avviso, che sono i veri fattori della malasanità. Occorre rimuovere al più presto queste incongruenze, noi faremo la nostra parte, come sempre, pronti ad intervenire concretamente, partendo da un presupposto sacrosanto di diritto negato, ovverosia il sottodimensionamento dei punti nascita, che, nella solo Provincia di Caserta, ancora una volta, risulta essere carente rispetto alle altre Province campane, con un indice al di sotto del 10% programmato. Inoltre, se questo dato lo leghiamo alla soppressione del reparto di Ostetricia e di Ginecologia presso la struttura pubblica dell’Ospedale Melorio, avvenuta, tempo addietro, con Decreto Commissariale 49/2010, davvero c’è da preoccuparsi. Alla solidarietà verso i lavoratori della struttura di Santa Maria della Salute che da giugno sono stati avviati alla cassa integrazione dobbiamo rispondere con atti e provvedimenti reali, partendo dall’adeguamento del trasferimento delle risorse, poiché diminuendo l’offerta rischiamo che in un momento di crisi i cittadini debbano ricorrere ad altre strutture che si trovano fuori dalla nostra Regione aumentando, in maniera vertiginosa, i costi della mobilità extra regionale. Una spesa che può essere ridotta e al tempo stesso riequilibrata, con criteri logici, aumentando così l’offerta sanitaria destinata alle discipline della Provincia di Caserta. Scelte chiare e trasparenti, di prospettiva e di governo vero della salute, tutto ciò lo dobbiamo, innanzitutto, ai nostri concittadini -conclude il capogruppo regionale del Pse, Gennaro Oliviero -.