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BASKET. JUVECASERTA: battere Pistoia, per il morale e le ultime speranza di Final 8

La Pasta Reggia ospita Pistoia nell'ultima sfida del girone d'andata. Fondamentale l'apporto del pubblico e del play Hannah aspettando il nuovo lungo Dopo la partitaccia di Cremo


La Pasta Reggia ospita Pistoia nell'ultima sfida del girone d'andata. Fondamentale l'apporto del pubblico e del play Hannah aspettando il nuovo lungo Dopo la partitaccia di Cremona e la probabile chiusura della vicenda di mercato riguardante il centro (che comunque domani non sarà in campo e di cui ad ora non conosciamo neanche il nome, possiamo solo ipotizzare possa essere Crosariol), la Juve attende al PalaMaggiò una Pistoia in netta ripresa. Come ammesso da coach Molin il momento non è dei migliori anche peggiore, a suo parere,  del periodo delle cinque sconfitte di fila perché allora mancavano i risultati, adesso manca il gioco. Le due partite contro Sassari e Cremona hanno avuto tanta risonanza perché successive alle tre vittorie consecutive contro Bologna, Varese e Siena (soprattutto quest'ultima). La sensazione di molti che la “sbornia” del Pala Estra abbia fatto sopravvalutare questa squadra si è dimostrata essere anche quella di Molin. Poi se si aggiunge l’infortunio di Moore, che nelle ultime partite era diventato il primo terminale offensivo della Juve, ed il fatto che alcuni giocatori giovani fossero alla prima esperienza in Europa, e che quindi per loro fosse il primo Natale lontani dalle famiglie, ecco spiegate le difficoltà delle ultime settimane. L’assenza del centro titolare sicuramente non è stata di aiuto, ma senza Cameron Moore la Pasta Reggia aveva vinto a Siena, era passata sul campo di Montegranaro, di fatto senza il suo apporto, e c’era andata vicino a Cantù. La partita con Pistoia, avversario alla portata ma da non sottovalutare, può essere la svolta dopo aver toccato il fondo per quanto riguarda il brutto gioco (assumendo che ci sia un limite al peggio). In genere Stephon Hannah, autore domenica di una prova criticata anche da Atripaldi con parole forti, dopo prove che l’hanno esposto a critiche pesanti, finora ha sempre reagito giocando almeno una partita buona: speriamo mantenga questa buona abitudine: del resto che la società abbia ancora a disposizione un visto stranieri non lo può lasciare tranquillissimo. Il fattore campo per Caserta deve tornare ad essere decisivo in virtù del fatto che nel girone di ritorno tra le big solo Cantù e Siena verranno a giocare al PalaMaggiò ed è impossibile pensare ad un ottavo posto se si perde in casa con squadre di pari livello o inferiori. Ricapitolando: le chiavi del match saranno psicologiche (ritrovare la giusta fiducia nei propri mezzi ed un pubblico che faccia la sua parte) e tecniche (avere un playmaker che faccia le cose giuste in attesa del centro). Le possibilità di accedere alle F8 di Coppa Italia sono davvero misere ma, come insegna la saggezza popolare, la speranza è l’ultima a morire. Per Caserta la cosa importante è battere Pistoia. Poi, non dovesse andare a Milano, non sarà un dramma per la società di Iavazzi e Barbagallo. Emanuele Terracciano