Cronaca Bianca

ESCLUSIVA. CHE SCHIFO QUESTO CONSORZIO, alcuni hanno avuto la mobilità e si pappano lo stipendio, tanti altri sono alla fame

Per mesi e mesi i comuni, la provincia, hanno ignorato che il cub non è un ente di diritto pubblico, come ha specificato il governo, e hanno assorbito molti raccomandati, poi la


Per mesi e mesi i comuni, la provincia, hanno ignorato che il cub non è un ente di diritto pubblico, come ha specificato il governo, e hanno assorbito molti raccomandati, poi la funzione pubblica ha bloccato tutto e ora si smentisce un decreto del governo CASERTA - Da qualsiasi punto la osservi, da qualsiasi lato la leggi, la storia dei consorzi di rifiuti casertani e poi del consorzio unico, fa sempre, immancabilmente schifo. Riesce a fare schifo anche in punto di morte, quando le molte persone che hanno consumato i loro bagordi clientelari e assistenzialisti per anni abbandonano disordinatamente la nave. Almeno tentano di farlo, perché anche in questa circostanza c'è sempre uno più furbo di tutti i furbi. E così accade che mentre stamattina, venerdì, l'ufficiale giudiziario, dopo aver chiuso il secondo e il terzo piano della sede di corso Giannone, ha messo i sigilli anche alla terzultima stanza disponibile del quarto piano, i dipendenti amministrativi si sono visti respingere le domande di mobilità, rimanendo imprigionati in questa trappola dell'inerzia e dell'inedia. Vi chiederete: ma dove sta lo schifo? Eccolo qua: fino a qualche mese fa le domande di messa in mobilità sono state accolte e oggi diverse decine di dipendenti del consorzio lavorano nei ranghi di alcuni enti pubblici, come, ad esempio, la provincia e molti comuni. Non abbiamo scritto di altri enti pubblici, come sarebbe stato naturale scrivere, dato che per legge l'accesso al percorso della mobilità è possibile solo se ai due estremi del corridoio ci sono due enti pubblici. Dopo che i fortunati di prima sono riusciti a salvare la pellaccia, come è riuscita, giusto per ricordare un nome, per l'ottima Del Vecchio oggi, le domande hanno subito un blocco perché qualche comune, o qualche ente pubblico ha avuto la normale idea di consultarsi con il ministero della funzione pubblica. E lì ha scoperto che il cub delle province di Caserta e Napoli, al pari degli altri consorzi dei rifiuti pure morenti delle altre province non sono enti di diritto pubblico. Anzi, non sono niente. Sono terra di nessuno. E d'altronde, visto ala loro storia, la dannazione dell'essere nulla è il minimo che gli potesse capitare. Ma è giusto che le Del Vecchio, i Bevilacqua e tanti altri  oggi introitino un regolare stipendio e i molti che sono rimasti fuori dalla mobilità, lo stipendiò non lo prendono da 6, 7, 8 mesi, e devono attendere che il governo nazionale, così come avrebbe promesso all'assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, faccia un decreto, con cui riconoscendo l'identità pubblica del consorzio renda possibile una pur complessa fase di mobilità, quanto meno del suo organico amministrativo? No, non è giusto. Anzi, quello che è capitato è anticostituzionale perché la Del Vecchio, la citiamo ancora perché è quella che ci viene in mente, e il signor x, rimasto imprigionato nel consorzio, non sono stati due cittadini uguali davanti alla legge. Ma ormai siamo abituati a tutto, come siamo abituati all'indifferenza con cui le nostre denunce vengono accolte. L'indifferenza di una illegalità divenuto sistema tollerato da chi della legalità dovrebbe essere tutore. Ci manca solo che al consorzio violino la carta dei diritti dell'uomo con un altro paio dei dieci comandamenti, dato che sette, otto, se li sono fumati alla grande (la roba ad altri, la donna ad altri, non rubare, non ammazzare, falsa testimonianza ecc...), e siamo alla sublimazione totale e definitiva di tutti i peccati del mondo. Gianluigi Guarino