Cronaca Bianca

CASERTA, Terra dei Fuochi, non solo agricoltura ed economia, ma anche grave emergenza sanitaria. Iarrobino: “Esenzioni ticket e più posti letto negli ospedali”

Nella sua prossima seduta, il Consiglio Comunale del capoluogo, la cui data sarà decisa lunedì prossimo, 13 gennaio, dalla conferenza dei capigruppo, discuterà sul decreto appr


Nella sua prossima seduta, il Consiglio Comunale del capoluogo, la cui data sarà decisa lunedì prossimo, 13 gennaio, dalla conferenza dei capigruppo, discuterà sul decreto approvato dal Governo, per contribuire eventualmente agli emendamenti da presentare a fine febbraio, quando sarà convertito in legge   CASERTA – Dalla fine dello scorso mese di dicembre è in vigore il decreto sulla “Terra dei Fuochi” Nella fase che precede l’ultima emendabilità allo stesso, ora che ci si avvia allo scadere dei 60 giorni canonici che precedono la conversione del decreto in legge, decine e decine, forse centinaia, sono state le proposte di modifica allo stesso elaborate. Si preannuncia la presentazione, dunque, di molti emendamenti, che hanno visto e vedono ancora la convocazione, in molte città, di riunioni e civici consessi ad hoc. La città di Caserta non manca all’appello, e, nella persona del presidente del Consiglio Comunale, Gianfausto Iarrobino, ha elaborato la sua proposta di modifica al decreto, che sarà presentata durante la prossima assise per essere discussa, eventualmente fatta propria dall’intero Consiglio e, di conseguenza, ufficialmente inviata al Governo. L'intento, spiega Iarrobino, è quello di sottoporre alle autorità competenti il problema sanitario della Terra dei Fuochi, completamente ignorato dal decreto. Se è vero, come è vero, che il tasso di neoplasie è aumentato in relazione allo sversamento di sostanze tossiche, è pur vero che la popolazione della Terra dei Fuochi nè è vittima inconsapevole. Ci si attende, nei prossimi vent’anni, una recrudescenza della patologia, soprattutto nei giovani e bambini. E' necessario, quindi, pevedere il danno e premunirsi sulle conseguenze. L'emendamento che il presidente del Consiglio propone vuole essere proprio un riconoscimento ufficiale di quello che definisce un danno da parte dello Stato, che permetta a tutti di poter fare prevenzione e terapia. Perchè di cancro ci si ammala, ma di cancro si guarisce pure, e molti non sono nelle condizioni economiche di curarsi. Molti non possono permettersi di sostenere le spese sanitarie, come il ticket per le prestazioni mediche e i farmaci, o emigrare fuori regione per mancanza di posti letto o di centri specializzati nelle cure neoplastiche. A Napoli solo il “Pascale” non è sufficiente. Iarrobino propone, dunque, un emendamento al decreto che valga a titolo di risarcimento “simbolico”, come ha detto lo stesso presidente Napolitano in un recente intervento. “Tutto questo perchè non esiste risarcimento per il cancro, non esiste risarcimento per chi è stato avvelenato di proposito – ha spiegato il presidente dle consiglio comunale di Caserta - Un decreto utile deve considerare le bonifiche e la salvaguardia dei territori al pari della salute dei cittadini. Pochi giorni fa Caldoro si è espresso per l'abolizione del ticket, ma questo non basta. Ci vuole un decreto più completo”. In sostanza, sono questi i punti fondamentali della modifica del D.L. 136/2013 proposta da Iarrobino, che prenda in considerazione l’aspetto Sanitario inteso come “Patto per la Salute della Terra dei Fuochi” e che preveda per il territorio della Terra dei Fuochi: - Blocco del piano di rientro Regionale dal deficit sanitario; - Stanziamento di risorse economiche adeguate e finalizzate; - Creazione di Centri Oncologici altamente specializzati per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie neoplastiche; - Incremento della prevenzione neoplastica senza limiti di fascia; - Adeguamento delle apparecchiature sanitarie per la diagnostica e la terapia; - Aumento dei posti letto disponibili; - Sblocco del turnover e stabilizzazione del precariato del personale sanitario; - Esonero dal ticket sanitario per i residenti nei comuni della Terra dei Fuochi.  Maria Concetta Varletta   Riportiamo di seguito, integralmente, la proposta di emendamento di cui sopra: Premesso che : vaste aree della Campania, e in particolare i territori a sud di Caserta e a nord di Napoli, hanno subito negli ultimi trent'anni un'autentica e impietosa devastazione, soprattutto per il sistematico smaltimento illegale di rifiuti tossici di provenienza industriale, nonché per il proliferare delle discariche abusive per lo smaltimento di rifiuti altamente inquinanti ; nella regione Campania è stato rilevato un gravissimo inquinamento ambientale, in particolare per la presenza di diossine e metalli pesanti, quali Piombo, Cromo, Cadmio, Nichel, Mercurio, etc., l'arsenico e rifiuti tossici con contaminazione delle falde acquifere e ripercussioni su tutta la catena alimentare, con un aumento delle malattie tumorali, respiratorie e delle malformazioni congenite, come provato da numerose indagini svolte nel corso degli ultimi anni; lo studio «Sentieri» (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, finanziato dal Ministero della salute e svoltosi tra il 2007 e il 2010) ha inserito, tra gli altri, ben 77 comuni del litorale Domizio Flegreo e agro-aversano e 11 comuni dell'area del litorale vesuviano tra i siti di interesse nazionale, ovvero siti di interesse che necessitano con urgenza di un piano di bonifica; il medesimo studio epidemiologico ha condotto un'analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, che presentano un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario tale da avere determinato il riconoscimento di «siti di interesse nazionale per le bonifiche»; gran parte di questi siti sono collocati nella cosiddetta “ Terra dei fuochi “, dove da anni si consuma lo sversamento illegale, incessante e continuo di rifiuti industriali pericolosi e tossici sulla terra e dentro la terra, che vengono poi dati alle fiamme determinando conseguenze disastrose per l'ambiente e per la salute dei cittadini, come risultato in modo chiaro ed univoco dai dati statistici e da due recenti e significative indagini epidemiologiche, una coordinata direttamente dall'Istituto Superiore di Sanità, l’altra dall’Istituto Monaldi di Napoli, circa il rilevante numero di malattie, soprattutto di origine tumorale, accertate nelle province di Napoli e Caserta e nei comuni maggiormente colpiti dal fenomeno dell'illecito smaltimenti di rifiuti tossici e nocivi; Preso atto che : la Regione Campania, con la delibera n. 169 del 3/6/2013, ha approvato lo “ schema di protocollo d’intesa tra Regione Campania, incaricato per il fenomeno dei roghi dei rifiuti ex O.M.I. del 26/11/2012, Comuni ed Enti Vari “ ; la Regione Campania, con la delibera n. 222 del 5/7/2013, ha approvato la Proposta di Legge avente ad oggetto “ Misure straordinarie per la prevenzione e la lotta al fenomeno dell’abbandono e dei roghi dei rifiuti “ Visto : il Patto per la Terra dei Fuochi, per la bonifica e la salvaguardia dei territori inquinati, sottoscritto a Napoli l’11/7/2013 dalla Regione Campania, dalle Province di Napoli e Caserta, dalle Prefetture di Napoli e Caserta, dall’ANCI Campania, dai Comuni della Provincia di Napoli interessati al fenomeno, dai Comuni della provincia di Caserta : Caserta, Aversa, Carinaro, Casaluce, Casal di Principe, Casapesenna, Castelvolturno, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, S.Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno; dalle ASL di Napoli e Caserta, nonché da altri Enti ed Associazioni; Considerato che i tagli operati dal Commissario ad Acta, per il piano di rientro Regionale dal deficit Sanitario, hanno penalizzato tutte le Aziende Sanitarie e le Strutture Accreditate del territorio della Terra dei Fuochi per il difforme trattamento tariffario rispetto a quello operato in altri territori e che quindi hanno prodotto un abbassamento quantitativo e qualitativo delle prestazioni da parte di Ospedali, Case di Cura, Centri di riabilitazione, Laboratori di analisi e tutto quanto ascrivibile alla sanità, nonché una forte contrazione dei posti letto disponibili. Rilevato che la spesa sanitaria pro-capite in favore dei residenti in Regione Campania, per il triennio 2009-2011, è stata pari a 1.786 Euro, inferiore alla media delle altre Regioni ( 1.845 Euro ) e che nello stesso periodo la spesa regionale è diminuita in media dell’1% annuo, mentre è cresciuta nel resto del paese (+ 1,2%), come descritto nel rapporto sullo Stato di Salute della Sanità in Provincia di Caserta ( Cons. Reg. Gennaro Oliviero). Considerata la carenza nell’area territoriale indicata di Centri di Riferimento Oncologici altamente qualificati, per la prevenzione, diagnosi e terapia, delle malattie neoplastiche, nonché la carenza e l’inadeguatezza di apparecchiature sanitarie idonee allo scopo. Rilevato che le ASL, per carenza di fondi, non riescono a fornire un adeguato servizio di prevenzione neoplastica sul territorio. Considerata l’elevata mobilità extra regionale per prestazioni sanitarie, che nella Provincia di Caserta ha superato il 10%, con aggravio di spesa difficilmente sostenibile per le Aziende Sanitarie e par i pazienti. Considerata la carenza nell’area territoriale indicata di Centri di Riferimento Oncologici altamente qualificati, per la prevenzione, diagnosi e terapia, delle malattie neoplastiche, nonché la carenza e l’inadeguatezza di apparecchiature sanitarie idonee allo scopo. Valutate anche le scelte operate a livello della gestione del personale sanitario a partire dal blocco del turnover, dalla mancata stabilizzazione del precariato e dalla contrazione del salario per gli operatori sanitari. Valutato che la crisi del sistema sanitario del territorio casertano è generata, non solo da vincoli di natura economica e dalle restrizioni imposte a livello nazionale, ma anche dalle scelte di indirizzo a livello regionale e quelle di gestione operate a livello locale che hanno reso impossibile garantire livelli essenziali di assistenza alla cittadinanza, nonostante l’elevata compartecipazione alla spesa cui la stessa è stata sottoposta. Tenuto conto della grave crisi economica nazionale ed ancor più nella nostra regione, che impedisce di poter far fronte a spese sanitarie di prevenzione e cura delle malattie Considerato inoltre che il D.L. del 10/12/2013 n. 136 focalizza i suoi interventi principalmente sulle bonifiche territoriali e sul conferimento del marchio di territorialità sui prodotti della filiera agro-alimentare trascurando completamente quello che è l’aspetto Sanitario legato alla Terra dei Fuochi che avrà grossa incidenza per i prossimi venti anni. IMPEGNA Il Sindaco affinché si faccia portavoce a livello Regionale e Nazionale della modifica del D.L. 136/2013 che prenda in considerazione l’aspetto Sanitario inteso come “Patto per la Salute della Terra dei Fuochi” che preveda per il territorio della Terra dei Fuochi: - Blocco del piano di rientro Regionale dal deficit sanitario. - Stanziamento di risorse economiche adeguate e finalizzate. - Creazione di Centri Oncologici altamente specializzati per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie neoplastiche. - Incremento della prevenzione neoplastica senza limiti di fascia. - Adeguamento delle apparecchiature sanitarie per la diagnostica e la terapia. - Aumento dei posti letto disponibili. - Sblocco del turnover e stabilizzazione del precariato del personale sanitario. - Esonero dal ticket sanitario per i residenti nei comuni della Terra dei Fuochi. Caserta 03/01/2013 Pres. Cons. Comunale. Gianfausto Iarrobino Consigliere Francesco Santonastaso Consigliere Antonio De Crescenzo