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BASKET. JUVECASERTA, il debutto nel 2014 ridimensiona i sogni dei tifosi

A Cremona si poteva vincere: sono mancati Hannah ed il tiro da tre punti, ma non bisogna smettere di credere in questa squadra. "Ho sempre difeso questa squadra contro tutto e tu


A Cremona si poteva vincere: sono mancati Hannah ed il tiro da tre punti, ma non bisogna smettere di credere in questa squadra. "Ho sempre difeso questa squadra contro tutto e tutti, ma ora non me la sento. Abbiamo giocato una pessima partita, buttando alle ortiche la riscossa di una città in ottica final-eight. Sono molto arrabbiato". Un Iavazzi così arrabbiato forse lo si era visto solo dopo l’abbandono di Galimberti l’anno scorso e, ora come allora, ne ha motivi validissimi. La sensazione dopo la sconfitta di Cremona è quella di aver sciupato un occasione enorme per andare alle F8 di Milano viste le sconfitte di Varese, Bologna e Reggio Emilia e vista la prestazione decisamente mediocre della Vanoli che è stata di pochissimo meno peggio di quella della compagine campana. Durante il tormentone Poeta in molti a Caserta si chiedevano il perché del cercare un altro play di livello vista la crescita di Hannah nelle partite contro Bologna, Varese e Siena, e lui con la prestazione di ieri ha dato una risposta chiara: Stephon Hannah è un giocatore dalle discrete qualità tecniche ma su quale non si può fare affidamento visti i suoi notevoli limiti dal punto di vista della continuità. Questo ragazzo ha bisogno di crescere ed i suoi 28 anni non gli lasciano molto tempo per farlo. Non possiamo certamente essere accusati di cambiare idea facilmente affermando ciò, infatti, dopo le buone prove contro Bologna e Siena e l’ottima prestazione difensiva con Varese, eravamo tra i pochi ad elogiare sì i miglioramenti del playmaker nativo di Chicago ma anche ad avere delle riserve nell’affermare che i problemi per lui erano tutti alle spalle. Ovviamente la brutta prova di Cremona non può essere imputata solamente ad Hannah, infatti gli unici a salvarsi tra i ragazzi di Molin scesi domenica in campo al PalaRadi sono Scott, Brooks,Vitali e Roberts solo nel secondo quarto: solo loro hanno dato energia al gioco della Juve mentre tutti gli altri, per vari motivi, non hanno saputo dare un apporto visibile alla causa della Pasta Reggia. Come spesso accade il tiro da tre è fattore chiave delle partite della Juve Caserta di quest’anno: Caserta a Cremona ha tirato con un pessimo 5% da tre (1/19) e con un appena più accettabile 14% (2/14) contro Sassari mentre le vittorie con Siena e Varese erano state caratterizzate rispettivamente dal 39% (7/18) e dal 35% (6/17) dall’arco dei 6,75 m. La necessità di sostituire Cameron Moore è lampante ma non può essere usata come scusa per la sconfitta di domenica. In questi giorni è uscito fuori l’ennesimo nome eccellente accostato alla Juve: quello di Szewczyk che però sembra più vicino alla Virtus Roma. Nonostante la brutta partita giocata, alla Juve sarebbe bastato qualche tiro da tre a bersaglio o qualche assist di Hannah o degli altri esterni, che non hanno certo meglio figurato, per portare a casa due punti importantissimi. La tradizionale volubilità della piazza casertana ha riportato l’obbiettivo stagionale alla salvezza dopo che per quarantotto ore dopo la partita di Siena si era pensato a chissà quali traguardi questa squadra dovesse raggiungere: purtroppo ci tocca ammettere che la mentalità professionale portata da Iavazzi in società non è stata ancora recepita da parte della città, almeno dalla parte occasionale del tifo bianconero. Ma la passione della piazza non si discute ed è stata testimoniata anche domenica dai tifosi giunti in quel di Cremona. Anche il socio di Iavazzi, Barbagallo, attraverso Facebook, non ha celato la sua delusione per la prestazione della squadra ma ha tenuto a sottolineare come a dispetto delle tante persone che ora criticano ci siano stati solo due imprenditori disposti ad “aprire il portafogli” per la sopravvivenza della società. Le porte delle Final 8 non sono chiuse, ma domenica saranno necessari, oltre alla vittoria di Caserta su Pistoia, dei risultati difficili da pronosticare, uno fra tutti la sconfitta interna di Venezia con Pesaro. Si ricomincia dal match interno con Pistoia con la consapevolezza che, nonostante il mancato accesso alle Final 8, nessun traguardo è precluso, ma sarà fondamentale chiudere aritmeticamente il prima possibile il discorso salvezza. Emanuele Terracciano