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ESCLUSIVA AVERSA, il puc fai da te di Sagliocco fa infuriare Elia Barbato, che si becca la "ritorsione". Ecco tutte le manovre sotterranee

Lo scorso 23 dicembre, la seduta di giunta è saltata proprio per questo motivo. Ora si comprende pure perché il sindaco ha fatto in moto che fosse bloccata la surroga in commiss


Lo scorso 23 dicembre, la seduta di giunta è saltata proprio per questo motivo. Ora si comprende pure perché il sindaco ha fatto in moto che fosse bloccata la surroga in commissione urbanistica del consigliere dimissionario di Sel, Morra AVERSA - Giuseppe Sagliocco, a parole, è un vero campione del mondo del dialogo interistituzionale, della promozione dei processi di partecipazione, di una visione del territorio lungimirante e collegata all'ascolto di quello che dal territorio arriva, in termini di problematiche e in termini di proposte. A chiacchiere: quello che ha speso a profusione nelle lunghe conversazioni avute con il sottoscritto e con Casertace. Da uomo intelligente quale è, Sagliocco nutriva le nostre orecchie con quello che alle nostre orecchie risultava gradito ascoltare. Chiacchiere appunto: qualche aversano che non sia il sindaco, il suo fido Ninì Migliaccio, quei due o tre imprenditori del cerchio magico, sanno, per caso, cosa contenga la bozza del nuovo puc che Sagliocco  avrebbe dovuto portare già a dicembre in giunta comunale e che in giunta non è ancora arrivato, solo perché qualcuno tra gli amici di Pasquale Giuliano, a partire da Elia Barbato, assessore ai lavori pubblici, si è opposto a questo lavoro blindato che esclude completamente la città da ogni valutazione, da ogni contributo. Si sa come è andata a Barbato, il quale, siccome non è una verginella si è visto recapitare dal giornale che Paolo Romano ha messo a disposizione di Sagliocco, cioè Cronache di Caserta, che, a questo punto, è veramente bene non chiamare più Corriere di Caserta, un bel confettino avariato, sotto forma di articoletto, in cui si faceva notare che l'assessore ai lavori pubblici frequentava abitualmente il cantiere privato di via Torretta, contestatissimo dai residenti, dove sta venendo su qualcosa di residenziale, con firma in calce del socio di studio o professionale di Elia Barbato. Ma al di là di queste bagattelle da velenose comari, il punto è proprio un altro: tutto lo spirito del puc, per quello che è previsto dalla legge regionale numero 16, si differenzia dagli antichi prg, proprio per una suo diverso incardinamento nel territorio come suo strumento diverso di regolazione, prima ancora che residenziale, ambientale, sociale, civile. Tutte cose che la procedura segreta e furtiva, adottata dal sindaco Sagliocco, viola in maniera clamorosa. E forse ora si capisce anche il perché il primo cittadino ha fatto di tutto, in questi ultimi mesi, per tenere bloccata la surroga del consigliere comunale dimissionario Morra all'interno della commissione urbanistica. Il timore è che con l'ovvia elezione del suo sostituto in consiglio, cioè di Landolfi, stante la posizione ormai dissidente di 6 consiglieri comunali, si sarebbe rischiato l'elezione di un presidente, gradito al sindaco, ma soprattutto in grado di utilizzare ogni strumento giuridico o amministrativo per sollecitare una corretta informazione alla commissione urbanistica e, dunque, al consiglio comunale, sulle attività istruttorie del Puc. Con il presidente Peppe Stabile steso a tappetino, occorreva tenere ferma la commissione urbanistica. Sagliocco lo ha fatto con cinico disegno politico e solo giovedì prossimo, 9 gennaio, il consiglio dovrebbe finalmente votare la surroga di Morra. Lo farà ora che Sagliocco ha impacchettato il Puc. Nei prossimi giorni ripubblicheremo alcuni stralci di articoli che abbiamo dedicato nei mesi scorsi agli amministratori comunali della città di Caserta. Articoli in cui c'è scritto quale sia la procedura, prevista dalla legge 16 per la redazione e per l'approvazione di un puc. Vedrete quanto anche Sagliocco sia lontano anni luce da una decente applicazione delle leggi e delle norme che da queste discendono. Gianluigi Guarino