Cronaca Nera

Muore dopo essere passato per il "Moscati" di AVERSA, i familiari denunciano i medici. L'Asl di Caserta: "Non si è trattato di malasanità"

 I familiari del 52enne accusano i medici di aver agito con superficialità, l'Asl di Caserta risponde che si è trattato di una morte che ci si poteva aspettare, causata dalla p


 I familiari del 52enne accusano i medici di aver agito con superficialità, l'Asl di Caserta risponde che si è trattato di una morte che ci si poteva aspettare, causata dalla patologia cardiaca di cui l'uomo soffriva da tempo   AVERSA - La morte di Emanuele De Carlo, 52enne di Sant'Antimo, diventa un giallo. L'uomo è deceduto il 27 dicembre scorso presso l'ospedale "Giuseppe Moscati" di Avellino, dopo essere stato ricoverato nell'omonima struttura ospedaliera di Aversa. Ed è proprio contro i sanitari della città normanna che i familiari si sono scagliati, muovendo una pesante accusa di malasanità. Questi i fatti: pochi giorni prima di Natale, l'uomo, molto conosciuto in paese per la sua lunga attività di artigiano calzaturiero, da qualche anno approdato all'edilizia (stava lavorando alla ricostruzione della città de L'Aquila dopo il terremoto), si reca presso la clinica Pineta Grande di Castel Volturno perchè accusa dei dolori al petto. Nessuna patologia particolare riscontrata, l'uomo viene presto dimesso. La notte di Natale, tuttavia, Emanuele De Carlo è colto da un grave malore: la moglie intuisce che si tratta di infarto e gli pratica un massaggio cardiaco. Di lì, il tempestivo trasporto dell'uomo all'ospedale di Aversa. Secondo il racconto dei familiari, i medici del nosocomio normanno hanno agito con superficialità: pur confermato lo stato di infarto dal livello degli enzimi nel sangue, la mancanza del dispositivo per l'emodinamica all'interno del reparto ha impedito che si potesse verificare la condizione delle coronarie. Sempre stando al racconto dei parenti, loro avrebbero suggerito di non trascurare questo aspetto e trasferire l'uomo in una struttura adeguatamente attrezzata ad effettuare l'emodinamica, ma i medici non li hanno ascoltati. A quel punto, i familiari di De Carlo hanno chiamato i Carabinieri, che non sono intervenuti, e la Polizia, che ha solo verbalizzato le dichiarazioni del medico. A 36 ore dal ricovero, i camici bianchi del "Moscati" di Aversa hanno deciso di trasferire l'uomo presso l'omonimo ospedale di Avellino, dove De Carlo è morto a un'ora dall'arrivo. I familiari hanno denunciato l'episodio alla magistratura irpina, che ha immediatamente disposto l'autopsia sul corpo e il sequestro della cartella clinica. I vertici dell'Asl di Caserta, intervenuti sul caso, hanno decretato che si è trattato di un decesso che non deve stupire tanto, considerata la patologia cardiaca genetica di cui l'uomo soffriva da tempo. I sanitari, dunque, dal canto loro, si sono riservati la facoltà di controdenunciare i familiari per interruzione del pubblico servizio.