Cronaca Bianca

L'INTERVENTO DI DON FRANCO GALEONE: "Buon anno? Sì! Grazie, però...

Il commento settimanale del teologo e docente salesiano Il nuovo anno civile 2014 si apre nel nome di Maria, madre di Dio, un’espressione non solenne ma familiare. 365 giorni n


Il commento settimanale del teologo e docente salesiano Il nuovo anno civile 2014 si apre nel nome di Maria, madre di Dio, un’espressione non solenne ma familiare. 365 giorni nelle mani di Dio, sotto gli occhi di Maria, affidati alla nostra responsabilità: possiamo riempirli di bene ma anche di male! Un anno in più rispetto al passato, un anno in meno rispetto al futuro. Nell’impero romano il 31 dicembre e il primo gennaio erano dedicati a Giano, il dio dai due volti: il vecchio che guardia indietro e il giovane che guarda avanti. Se all’inizio di un anno nuovo prevale la ripetizione, l’abitudine… saremo condannati alla depressione economica ed esistenziale e allora avrà vinto il volto vecchio di Giano. Noi difficilmente ci prendiamo le nostre responsabilità; la colpa è sempre di qualcuno, in questo caso dell’Anno vecchio, che nessuno vuole più, perciò l’abbiamo buttato come un piatto rotto, maledetto… e pensare che proprio 365 giorni fa lo aveva accolto e vezzeggiato con auguri, champagne, cenone. E qualcuno è anche morto, qualche altro è finito all’ospedale per colpa dei petardi. “Comincia male l’Anno nuovo”. In realtà qualcuno è partito con il piede sbagliato, perché noi siamo i veri colpevoli! Abbiamo tutti e sempre di che lamentarci, ma non serve perché il tempo, l’Anno nuovo siamo noi! Ieri sera abbiamo fatto festa. Dietro questa festa c’è la speranza che le cose cambino, perché inizia un Anno nuovo. Cosa ci ha dato l’Anno vecchio? Cosa ci darà l’Anno nuovo? Nulla! Agostino nel libro XI delle Confessioni riflette sul tempo e conclude che il tempo non esiste, è una costruzione mentale, puramente logica; il tempo non esiste se non nella mia mente: il passato, infatti, è “io che ricordo”, non esiste più perché è passato; il futuro è “io che spero” e non esiste perché non è ancora. È lo stesso insegnamento del filosofo Kant: spazio e tempo non sono reali, ma mentali, non sono esseri fuori di noi (“leges entis”) ma invenzione “leges mentis” con valore solo logico. Non coltiviamo illusioni che poi diventano illusioni; ci comportiamo un po’ tutti come quel “venditore di almanacchi”, di cui scrive Leopardi. Coltiviamo invece speranze, impegno, responsabilità e allora anche la festa, il brindisi diventano un valore civile e religioso. La nostra felicità dipende dalla nostra volontà di voler cambiare: il pessimista è triste perché non vuole cambiare. Lo dimostrano tanti studi sul cervello e tate esperienze della vita: non si tratta di buttare via il passato ma di rinnovarlo. Solo due esempi: ogni storia d’amore va reinventata, l’abitudine spegne l’amore, guardare l’altro con occhi nuovi, sapere anche trasformarci ai suoi occhi, farci belli per piacere alla persona amata. Quando ci stanchiamo, è la fine! Lo stesso avviene nelle aziende: sopravvivono solo quelle che si innovano. Il mondo attorno a noi cambia e anche noi, la nostra famiglia, il nostro Paese. Quando il giornale Times scrive che l’Italia è un Paese triste (speriamo si sbagli!), è perché il suo corrispondente crede che la conservazione, la tradizione prevalgano sulla innovazione, la meraviglia. Molto, non tutto, dipende da noi. Lasciamo stare gli oroscopi, smettiamo di guardare le stelle o le carte, di tentare la fortuna giocando alle slot machine… Non buttiamo i nostri soldi a cartomanti, chiromanti, negromanti… sono tutti lestofanti che giocano sulla paura, sulla superstizione e sull’ignoranza dei creduloni. Il 2014 sarà felice migliore, buono, felice… solo se noi saremo felici, buoni, onesti. Non è vero che il passato è migliore o peggiore: l’ottimista è uno stupido che è felice, il pessimista è uno stupido che è infelice. Il tempo siamo noi. Il maggiore scrittore olandese scrittore Cees Nooteboom ha scritto che “il mondo prende i nostri colori”. Quante volte abbiamo detto che il tempi sono tristi, le giornate sono cattive… e invece siamo noi a dipingere la realtà con il nostro pessimismo o il nostro ottimismo. Dipingiamo allora il mondo e le persone con i colori della speranza. Dio ci ha dato il viso: noi mettiamoci sopra il sorriso. C’è una terra dei vivi e una terra dei morti: il ponte è l’amore. Anno buono? Dipenderà da noi! Don Franco Galeone