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BASKET. JUVECASERTA, con Sassari l'esame di maturità

Dopo la scintillante vittoria di Siena arriva al PalaMaggiò la terribile squadra sarda, reduce da due sconfitte consecutive. Concentrazione e difesa le chiavi del match La grand


Dopo la scintillante vittoria di Siena arriva al PalaMaggiò la terribile squadra sarda, reduce da due sconfitte consecutive. Concentrazione e difesa le chiavi del match La grande vittoria di Siena a Santo Stefano ha elettrizzato l’ambiente casertano e domani arriva la temibilissima Dinamo Sassari reduce dalle sconfitte contro Siena e Roma senza Travis Diener. “Il successo ottenuto al PalaEstra contro i campioni d’Italia della Montepaschi Siena non cambia assolutamente la nostra dimensione. Certamente siamo stati felicissimi di conseguirlo anche perché ci consente di poter cullare ancora il sogno della partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia. In effetti, quello di Siena è stato un risultato che ci carica di ulteriori responsabilità per il futuro e questo sarà per noi una nuova sfida. Quanto alla prossima gara con il BancoSardegna Sassari va ricordato che fin da questa estate ho pronosticato la squadra sarda come una delle maggiori aspiranti allo scudetto. Domenica arriva al Palamaggiò una squadra strutturata per vincere il campionato e per ottenere comunque risultati importanti, con giocatori che hanno sempre fatto dell’orgoglio e dell’appartenenza una delle loro migliori qualità. Noi certamente non dobbiamo perdere il momento favorevole e, perciò, affrontiamo la sfida con ambizione e con la convinzione di sfruttare il sostegno dei nostri tifosi al Palamaggiò”. Sono state queste le parole di coach Molin, diffuse dal sito ufficiale della Juve Caserta, per presentare il match di domenica. Una partita insidiosa per la qualità dell’avversario, a digiuno da troppe partite, e per la difficoltà di gestire l’euforia degli ultimi tempi che può risultare essere tanto un arma in più quanto una pericolosa causa di distrazione. Il Banco di Sardegna è una delle squadre che offre la pallacanestro migliore del campionato: una pallacanestro basata su ritmi impressionanti e soprattutto sul tiro da tre punti. I cugini Diener sono i principali artefici del gioco perimetrale dei sardi che quest’anno però hanno deciso di occupare anche l’area con un centro di primissimo livello per il campionato italiano come Linton Johnson, cercato anche da Caserta in estate, ed innescato, oltre che da Travis Diener, anche dalle sapienti mani di Green, play ingaggiato in estate quando si pensava che Diener fosse destinato all’EA7. L’asse Green-Johnson si conosce alla perfezione e si è fatto conoscere anche dal pubblico casertano ai tempi in cui militavano entrambi alla Scandone Avellino ed andavano seminando alley oops per i campi della serie A. Tra i cugini Diener Travis è il cervello (dovrebbe essere assente anche domenica per infortunio) ma il bomber è Drake Diener: fuoriclasse indiscusso che viaggia a 19,25 pt di media in questa stagione. Per fermare la corazzata di coach Sacchetti sarà fondamentale rallentare i ritmi e provare a giocare a punteggio più basso possibile. La Dinamo è una delle poche squadre che, come Caserta, ama giocare a tutto campo: le due squadre in campo propongono un gioco abbastanza speculare con la sola differenza, oltre a quella degli interpreti ovviamente, che la Dinamo lo propone da più tempo e certi meccanismi sono più oleati. Sperando in un recupero di Moore alle migliori condizioni, Caserta deve dare la definitiva prova di maturità per dimostrare che quella della salvezza non è la sua dimensione più consona. Infatti domenica non ci sarà la libertà psicologica di poter scendere in campo senza avere nulla da perdere e la pressione potrebbe giocare brutti scherzi alla Juve ma, superato questo scoglio, la squadra di Molin può raccogliere un successo che potrebbe valerle un posto alle Final8. Dal ritorno nella massima serie dei sardi quello dello scorso 6 gennaio è stato l’unico successo della Juve al termine di una partita interpretata perfettamente dal punto di vista difensivo e domani sarà necessario ripetere quella prestazione. Emanuele Terracciano