Economia e Territorio

ECONOMIA - Più chiari che scuri i dati del 2013. L'aumento dell'export rende credibile una bilancia commerciale raffreddata dalla crisi dei consumi. Lattiero caseario: fatturato col segno più

Significativi i numeri che attestano finalmente la presa di coscienza che solo attraverso una vera internazionalizzazione delle imprese si può sopravvivere e migliorare. I dati m


Significativi i numeri che attestano finalmente la presa di coscienza che solo attraverso una vera internazionalizzazione delle imprese si può sopravvivere e migliorare. I dati molto interessanti e che tra domani e dopodomani commenteremo con un nostro serio editoriale, sono stati illustrati stamattina, nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone  CASERTA - Nonostante l'emergenza 'Terra dei fuochi' che ha sollevato dubbi e polemiche sull'agroalimentare di una porzione limitata della Campania, il lattiero-caseario resta il primo settore in provincia di Caserta, passando da un fatturato di 84 milioni del 2012 ai 104 milioni per i primi nove mesi del 2013. Il settore dell'agricoltura, invece, mostra la riduzione piu' severa e una variazione percentuale annua dello stock del -3,1%. Sono dati resi pubblici dal presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone. Su 100mila imprese, 14mila sono "giovanili", create da persone tra i 18 e i 35 anni. Dall'analisi per settori e' emerso che le iscrizioni di imprese giovanili si concentrano nel commercio, nelle costruzioni e nel servizio di alloggio e ristorazione. Alla fine di settembre 2013, le imprese femminili registrate presso l'ente sono 24mila, il 27,2% sul totale, con spiccata vocazione per il terziario. Diminuiti i protesti rispetto al 2012 del 4%. Mentre un dato negativo e' nei fallimenti, 101 nei primi nove mesi del 2013, il 30% in piu' rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il valore delle esportazioni in provincia di Caserta e' pari a 852 milioni di euro e registra una variazione del 2,2 % rispetto allo stesso periodo del 2012. Il contributo della provincia all'export regionale e' del 12% e all'export nazionale e' dello 0,3%. Diminuisce, invece, l'import del 9,3% dimostrando la tendenza di diminuzione dei consumi. Dati molto soddisfacenti sono rappresentati sia dai "vaucher per l'internalizzazione per la presentazione del proprio prodotto sul mercato internazionale, passando da poche decine a circa 500 imprese, sia per l'attiva collaborazione con la procura in termini di legalita'. "Ci sono stati affidati 7 beni confiscati - conclude De Simone - e abbiamo vinto un concorso per la loro gestione".