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BASKET. Terno di Natale per la JuveCaserta

La vittoria di Siena è la terza consecutiva per la Pasta Reggia che comincia a vedere come obiettivo alla portata la qualificazione alla Final8 di coppa Italia “C’è stato u


La vittoria di Siena è la terza consecutiva per la Pasta Reggia che comincia a vedere come obiettivo alla portata la qualificazione alla Final8 di coppa Italia “C’è stato un click nelle ultime settimane, la squadra si conosce meglio e mantiene lo stesso livello di concentrazione per tutta la gara. Partendo da 'underdog' li abbiamo sorpresi con una grande gara, per cui faccio i complimenti ai miei ragazzi; ma se ci togliessero questa maschera le cose rischierebbero di cambiare. Siena è una squadra forte, ma non quella degli ultimi anni: stanno costruendo la giusta maturità come noi, fattore che oggi abbiamo messo in campo sin da subito. Stiamo capendo le nostre qualità, abbiamo mantenuto un buon livello di gara per tutti e 40 i minuti”. La soddisfazione di coach Molin, al termine di una partita che resterà indelebile nella memoria di chi l’ha vissuta dal campo o dalla tv, è evidente e giustificata: non tanto perché la sua Juve ha vinto di 21 pt a Siena, perché ha vinto quattro delle ultime cinque partite cadendo solo sulla sirena a Cantù, perché è ad un passo dalle Final8. Bensì perché adesso questa squadra sta diventando davvero la sua squadra, sta assorbendo la sua mentalità, il suo approccio alla gara ed anche i suoi schemi. Il vero artefice della rinascita bianconera è proprio Lele Molin, uomo di basket di valore ed esperienza notevole che, dopo le cinque sconfitte consecutive, era stato descritto dagli “intenditori” di basket casertani come uno incapace anche di disegnare uno schema e che invece si è dimostrato abile nella gestione delle rotazioni nelle varie fasi della partita. Le crescite esponenziali di Stephon Hannah e di Cameron Moore sono evidenti ma non possono essere scollegate dalla crescita della squadra, soprattutto dal punto di vista mentale: infatti, la Juve ieri ha saputo rispondere a tono ai vari tentativi di rientro della Montepaschi sempre con determinazione e senza paura, cosa che mai era successa contro Milano, Reggio Emilia, Roma, Avellino e Brindisi dove alle prime difficoltà la squadra si era arresa prestando il fianco a parziali pesantissimi salvo poi provare rimonte quasi impossibili quando la partita era praticamente chiusa. Ieri non c’era Moore e la Juve e Molin ha dovuto riproporre quei quintetti piccoli visti a Montegranaro e Cantù e quindi dare più spazio a Scott e Vitali che nelle due ultime partite interne contro Bologna e Varese avevano trovato meno spazio ed i loro punti sono stati importantissimi per tenere la Montepaschi a distanza. Analizzando le statistiche possiamo osservare che il numero dei triple prese dalla Juve è sostanzialmente uguale a quello delle scorse partite ed anche la percentuale di tiri realizzati è simile (39% 7/18); ma la cosa importante è la qualità dei tiri: Caserta in certe fasi della partita ha mostrato un giro palla ottimo che ha prodotto tiri aperti ed anche gli otto assist di Hannah (secondo miglior assistman di giornata dopo Mayo di Montegranaro) sono sintomo di buoni movimenti in attacco, oltre ad una maturazione del play statunitense. Fattore importante è stato anche il tiro da tre di Siena che ha tirato con solo il 17% (4/24) intestardendosi nel tiro pesante. La differenza di percentuali al tiro si riflette anche nel dato dei rimbalzi: Caserta è stata molto più presente a rimbalzo raccogliendone 34 contro i 29 senesi, ma la Montepaschi ha avuto più doppie chance con i suoi 9 rimbalzi offensivi contro i soli 7 casertani ed il rapporto di proporzionalità inversa tra tiri segnati e rimbalzi offensivi raccolti è evidente. Dal punto di vista difensivo Molin ha riproposto la zona 2-3 in alcune fasi della partita per sfidare ulteriormente al tiro da tre gli avversari che però sono arrivati spesso al tiro comodo dalla media. Dando un occhiata alla classifica si vede che la Pasta Reggia è a pari punti con Avellino, Reggio Emilia, Venezia e Bologna, ma gode dello scontro diretto a favore solo con Bologna e Venezia. Il calendario da qui alla fine del girone d’andata non è sfavorevole: Caserta dopo la partita interna con Sassari andrà a Cremona e chiuderà in casa con Pistoia. Vincere due partite su tre significherebbe Final 8 ma è fondamentale frenare gli entusiasmi e mantenere la concentrazione. Emanuele Terracciano