Cronaca Bianca

LA NOTA - Pasquale "lo famo strano" Napoletano: il trash va al potere. Corno, tenda. E se questa fosse la vera vocazione di Caserta?

 Un Natale che parla da se e che declina con precisione l'alfabeto genetico, ancor prima che politico e istituzionale, del manipolo di comici verdoniani che amministra il capoluo


 Un Natale che parla da se e che declina con precisione l'alfabeto genetico, ancor prima che politico e istituzionale, del manipolo di comici verdoniani che amministra il capoluogo CASERTA -  La cultura del brutto non è un fatto selettivo. Se uno è trash dentro manifesta questa sua caratteristica in ogni contesto delle vita. Il problema non è tanto quello che Pasquale Napoletano abbia la stessa sensibilità estetica di Moreno Vecchiarutti, il personaggio interpretato da Carlo Verdone nel film "Grande, grosso e verdone"; il problema è che il Moreno Vecchiarutti di Caserta fa l'assessore di spettacoli ed eventi e che, quasi sempre la sua attività tracima nel settore degli eventi culturali, che naturalmente diventano degli eventi caricaturali, rimanendo nell'ambito delle caratterizzazioni verdoniane, una sorta di "lo famo strano". E allora c'è da pensare che Pasquale Napoletano, che ormai abbiamo individuato anche con il suo pseudonimo di facebook, raggiunga l'acme, lo zenit, del suo piacere sessuale, "facendolo strano", appunto. Prima il corno piazzato davanti alla porta della Reggia, poi, il tendone fantozziano, stile accampamento post-terremoto davanti alla splendida chiesa della Vaccheria, per ospitare una sagra, non si sa di che cosa, forse degli stivali bianchi usati nelle sue spassosissime interpretazioni da Claudia Gerini. E se Caserta diventasse la capitale mondiale del trash? Secondo noi non si tratta di una cattiva idea, anche perchè gli amministratori comunali in carica si troverebbero a loro agio. I vari Pio Del Gaudio, E milio Caterino, Pasquale "lo famo strano" Napoletano, Enzo Ferraro lo sceriffo, diventerebbero una fucina inesauribile di idee.   PS: Non è casuale che le reazioni dure contro la tenda dei terremotati della Vaccheria siano arrivate da Gianfausto Iarrodino e da Pierpaolo Puoti, con Pippo, pardon Pasquale Napoletano, i due hanno una rivalità elettorale, che ha come epicentro proprio l'area di San Leucio, di Briano e della Vaccheria.   Gianluigi Guarino     Di seguito, pubblichiamo integralmente la nota stampa di Pierluigi Puoti   Ormai la parola chiave per questa deriva dell’amministrazione del Gaudio è: Arroganza. Avevamo colto, per tempo, che questa Amministrazione andava avanti non guardando oltre il proprio naso, in una miopia distruttiva di ogni progettualità e, cosa più grave, senza alcuna visione. Per questo da oltre un anno l’UDC ha marcato le distanze da questa gestione assumendo un ruolo fortemente critico. La politica, senza visione, è mero esercizio di potere e si manifesta attraverso l’arroganza dei modi e l’assoluto disprezzo di ogni forma di partecipazione. In ordine di tempo l’ultima follia è il “la prima sagra della Vaccheria”: ai tempi dell’assessore Ucciero, questa Amministrazione inserì “il presepe vivente” della Vaccheria fra i  “grandi eventi”;  oggi, è stato trasformato di fatto una “sagra di paese” (con tutto il rispetto per le sagre), consentendo una indecente istallazione commerciale davanti alla facciata del Santuario. Ecco l’arroganza!!! Non importa oscurare il Santuario con una tenda immensa, non importa considerare un evento di grande sacralità alla stregua del concerto di paese, non importa se per questa manifestazione, seppure in servizi, contribuiscono tutti i cittadini di Caserta con le tasse pagate, l’importante è favorire i soliti amici e che possano lucrare in ogni circostanza. Ha ragione  qualche attento giornalista  quando dice che lo scempio della Vaccheria è quotidianamente ripetuto in ogni angolo della città fra gazebo assurdi, piattaforme in legno al posto dei parcheggi, barriere parapedonali per pubblicità, totem sulle piste ciclabili e chi più ne ha più ne metta. Questa è l’arroganza di chi ritiene di poter essere al di sopra del giudizio degli altri, di chi esercita il potere per fini più disparati, senza visione, senza progettualità, senza Amore. Per completezza, su questi temi l’UDC ha chiamato tutti, da tempo, a discuterne in consiglio comunale presentando un ordine del giorno sull’immenso proliferare di pannelli pubblicitari in città, sulla loro ubicazione e sulla loro utilità almeno in termini di entrate per il nostro comune. Nei giorni che hanno preceduto il Natale, tema molto più complesso è apparso sui giornali per effetto di una sentenza del TAR che sembra abbia visto soccombere il comune di Caserta.  Su questo tema sembra che nulla sia successo: prosegue incessante l’attività dell’Amministrazione attraverso molteplici determine dirigenziali ed addirittura delibere di giunta. Non vi sembra questo un atteggiamento arrogante? Nessuno ha pensato di chiarire alla città, ai consiglieri, cosa succede, che impatto ha questa sentenza del TAR sulle procedure in corso e se esistono profili di contenzioso, prima di deliberare. Nessuno, anzi, con le stesse modalità, corriamo a chiedere altri finanziamenti…prima che scadono.